VILLA SANDRA

SPETTACOLI, NELLA CASA DI CURA "VILLA SANDRA" E' DI SCENA L'ALLEGRIA

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ROMA: SPETTACOLI, NELLA CASA DI CURA "VILLA SANDRA" E' DI SCENA L'ALLEGRIA

Al giorno d'oggi, l'efficienza di una Casa di Cura si misura non solo nella qualità dei servizi sanitari erogati, ma anche nella capacità di “umanizzare” la permanenza ed il soggiorno dei ricoverati. In altre parole è importante sia garantire al malato di poter guarire completamente in tempi rapidi e certi, che poter trascorrere il periodo di degenza nel modo più piacevole e confortevole possibile.

Per questo motivo la Casa di Cura privata "Villa Sandra", uno dei poli romani di eccellenza nella riabilitazione, accessibile sia in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale che a pagamento, ha deciso di istituire un vero e proprio cartellone teatrale.

In una dichiarazione il Presidente della Casa di Cura "Villa Sandra", Daniella De Stefano e il Direttore Sanitario, Mario D'Imperio affermano: "il nostro obiettivo è quello di riabilitare il corpo e l'anima in un momento della vita in cui la persona ammalata avverte il peso della sua disabilità. Il momento ludico e ricreativo fa parte di un programma di recupero che contribuisce alla ripresa delle funzioni psicofisiche".

Si parte venerdì 18 dicembre alle 10.00 con un concerto per voce e chitarra. Lo porteranno in scena Celeste David e Marta Ricci, al secolo "Le Zaza'", accompagnate alla chitarra da Stefania Placidi. Accanto ai canti della tradizione popolare romana verranno proposti classici indimenticabili come "Sempre", portato al successo dalla grande Gabriella Ferri, o pezzi riarrangiati dalle poesie di alcuni poeti romani (come la “Ninna nanna della guerra” di Trilussa)

I brani sono prevalentemente stornelli (come “Aritornelli antichi” e “Fiori trasteverini”) e serenate (come “Nina si voi dormite” e “Chitarra romana”). Le tematiche prevalenti sono l’amore, nelle molteplici declinazioni, la passione e la rabbia. Non mancano brani caratterizzati da un alto livello umoristico (come “Te c’hanno mai mandato a quer paese” , proposto nel 1981 sul palco del festival di Sanremo 1981 da Alberto Sordi o ancora il brano “Er zelletta").

Gli arrangiamenti presentano un alto livello di sperimentazione, soprattutto per quanto riguarda le scelte e la ricerca polifonica. Le cantanti Celeste David e Marta Ricci, hanno lavorato insieme fin da bambine, anche attraverso la partecipazione a concorsi corali nazionali ed internazionali. La fusione delle voci, diverse ma allo stesso tempo molto coese ed estremamente funzionali alla ricerca polifonica, e l’intesa artistica e personale, unite ad una forte complicità, conferiscono uno spiccato carattere teatrale allo spettacolo. L'arrangiamento dei brani, ricalcato sulle sonorità della tradizione, costituisce un elemento di originalità e di essenzialità, perché le polifonie sono supportate esclusivamente dalla chitarra classica.

Si prosegue sabato 19 dicembre con la compagnia teatrale "Fusi e Confusi" e il loro spettacolo "Sei Romano se...", basato sui luoghi comuni del romano doc. L'ideazione e la sceneggiatura sono di Tiziana Vincioni. Le musiche, tutte rigorosamente eseguite dal vivo, prevedono la partecipazione di Remo Montellanico alla chitarra, Salvatore Varrica alle tastiere, Carlo Vettori alla chitarra e armonica ed Enrico Vettori al basso.

L’Associazione Teatrale “Fusi e Confusi” è costituita da un gruppo di attori e musicisti amatoriali provenienti da precedenti esperienze. Nel corso degli anni il gruppo iniziale si è arricchito di nuovi elementi che hanno contribuito alla crescita sia numerica che qualitativa dell’associazione. Alcuni membri della compagnia hanno partecipato ai corsi della prestigiosa "Accademia Scharoff" di Roma, conseguendo nell’anno 1997 il diploma di attori. Per un certo periodo l’aspetto teatrale e quello musicale hanno seguito percorsi divergenti. Negli ultimi tempi, pur restando legati ognuno alla propria specificità, si sono realizzati spettacoli dove l’aspetto teatrale e quello musicale si sono compenetrati. Questo ha portato alla creazione di spettacoli unici nel loro genere, ultimo in ordine cronologico sui sonetti del poeta Giuseppe Gioachino Belli, accompagnati da musiche romane che spaziano dal 1500 sino ai giorni nostri. 

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