Musica E Psiche Allo Studio Orizzonte Gallery

Musica E Psiche Allo Studio Orizzonte Gallery

Evento a cura di Danila Bonito

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Allo Studio Orizzonte Gallery una serata dedicata a “Musica e psiche”, evento a cura di Danila Bonito. Ospiti d’onore Paolo Rinaldi, musicista, Maria Rita Parsi psicologa, Clarisse Shiller, psicoterapeuta e Alberto Lori, studioso della psiche e pilota.  

La musica della campana Tibetana, afferma Maria Rita Parsi, la sua vibrazione può essere l’oggetto simbolico di una musica che cura, osservando che il suono arriva fino al feto nella pancia della madre, il quale sogna, soffre e ascolta fino alla nascita, momento in cui il bambino sente le voci esterne. È molto importante come segno di riconoscimento, l’odore del latte, che permette al bambino di riconoscere la madre.

Benjamin Spock, psicologo e pediatra parlava nel dopoguerra di “amorevole severità e disciplinata tenerezza”. Ecco, questo trattamento, ciò che abbiamo ricevuto da piccoli in termini di  accudimento ed affetto, di accoglienza, crea la struttura psicologica dell’adulto.

La dipendenza dalla madre, se non si è svolta in termini di tutela, affetto e accudimento, nella Diade mamma-bambino può creare forme di dipendenza nell’età adulta.

Allo stesso modo, sostiene Maria Rita Parsi, prendendo spunto da Giovanni Bollea (“i no che aiutano a crescere”) e Cesare Musetti, la Triade, intesa come rapporto con il padre, crea l’amore per la legalità da adulti.

Il suono della voce è il primo modo per essere ascoltati, sin dal primo vagito. Attraverso la voce si può anche generare ansia nel bambino.

Clarisse Schiller, psicoterapeuta svedese, naturalizzata in Italia, parla di musicoterapia utilizzata per curare varie patologie: la musica più profonda, più simile all’interiorità del corpo umano, si manifesta nei bambini, che possono sussultare nella pancia della mamma se i genitori litigano. Questi sono i danni in gravidanza.

All’università di Berkeley fu fatto un esperimento sulla musica e la psiche individuando 15 emozioni tra negative e positive. Si è riusciti così a determinare come viene accolta e percepita la musica nel feto. Ci sono poi altri modi non patologici di vivere la musica, per esempio il silenzio nei boschi o il fruscio delle foglie con i rumori del sottobosco. Questo è un modo di capire l’identità della natura dentro ognuno di noi, la naturalità nel nostro essere.

La Schiller sostiene appunto che c’è una mancanza del femminile, oggigiorno, non intesa soltanto come genere ma come componente dell’io, come si può osservare nel Tao e come sostiene anche Andrea Ganna nella nuova eterosessualità. La predominanza del maschile, in una società dove le donne sono controllate, afferma la Parsi, crea un’angoscia di morte derivante dalla guerra, che non fa emergere, come da donne vorremmo, il coraggio di vivere, di dire sì alla vita, anche nel concepimento.

Successivamente, Alberto Lori ci parla della psiche, la farfalla, che appunto è divisa in corpo-mente, la dualità nella filosofia medioevale, insieme all’anima e lo spirito.

Ognuno di noi sceglie, nascendo, i propri genitori per il percorso di crescita che vogliamo fare. Il progetto dell’anima, che noi chiamiamo destino è in realtà il libero arbitrio. Mentre fino ai due anni abbiamo informazioni dall’esterno, a diciotto mesi si comincia a camminare e si percepisce una madre ansiosa. Verso i quattro anni si struttura l’autostima, il senso di sé, supportati da una madre decisa. Successivamente, avviene il condizionamento della scuola, sociale e parentale, che si può decriptare da adulti rendendosi conto della propria esperienza. La musica, dunque, diventa un veicolo importante per immaginare, per creare nuovi network neuronali, nuove frequenze  

Questo cambiamento della psiche permette di avere un volo libero, di creare la nostra vera personalità. Cambiando le abitudini, possiamo guardare al futuro sorridendo.

La musica, inoltre, afferma Clarisse Schiller, può generare felicità e relazioni con gli altri attraverso una tabula rasa, se ci mettiamo all’ascolto. Questi picchi di emozioni viscerali sono dei momenti che costituiscono la successiva ricerca di equilibrio.

Nello stesso modo, il ballo, la musica degli uccelli, persino il canto dei grilli ci mettono in connessione con l’universo, portandoci in sintonia con la coscienza universale, o inconscio collettivo. Mentre la musica a 432 Hertz degli uccellini crea armonia, a 440 hertz il suono è una carica energetica che può creare scompensi. Ecco come la musica può essere curativa o meno.

I nostri canali percettivi, i cinque sensi, creano una realtà di coscienza immateriale, che esiste dentro di noi come dice il Buddha, ed è l’occasione per cambiare da dentro, anche attraverso le vibrazioni musicali. Il primo suono, nella genesi “in principio era il verbo”, fu appunto l’Om, il suono puro, che si manifesta attraverso il respiro. Esso, attraverso l’uso corretto del diaframma, ci connette all’universo,

Possiamo concludere dicendo, dunque che la musica è un linguaggio universale che ci rende più consapevoli e allinea il corpo, a partire dalle corde vocali e l’apparato respiratorio e lo spirito, la psiche, cioè tutto ciò che è dentro di noi. Questa vibrazione, dunque, ci mette in contatto con il nostro sé interiore e poi con l’universo, creando un tutt’uno.

Photo credits: Sara La Massa

Monica Pecchinotti

 

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