Il 21 e 22 ottobre, il Centro Congressi La Nuvola dell'EUR ha ospitato Cybertech Europe 2025, l'ottava edizione della principale conferenza internazionale sulla cybersecurity, che ha registrato una crescita record del 20% di partecipanti rispetto al 2024.
Ma il prezzo pagato dalla città è stato altissimo. "Un'ora per percorrere dieci minuti di strada", hanno denunciato sui social decine di romani intrappolati nelle code interminabili che hanno trasformato la zona sud della Capitale in un gigantesco parcheggio a cielo aperto.
Zone rosse e green zone: quando la sicurezza blocca la città
Le misure di sicurezza predisposte dalla Questura di Roma sono state stringenti e pervasive. Dalle 6 del mattino del 21 ottobre è scattata la chiusura del tratto della via Cristoforo Colombo - arteria nevralgica per la mobilità romana - tra largo Pella e le rampe per la Roma-Fiumicino, con il traffico proveniente dal Centro deviato obbligatoriamente verso il viadotto della Magliana.
Ma non è finita qui. Dalla mezzanotte e mezza del 21 ottobre è stata attivata una "Green Zone" di sicurezza che ha blindato un'ampia area dell'EUR, delimitata da viale America, viale Beethoven, via Liszt, piazzale Guglielmo Marconi, viale della Civiltà Romana e viale dell'Arte. All'interno del perimetro: divieto assoluto di transito per autocarri e veicoli che trasportano merci pericolose (armi, esplosivi, combustibili), con varchi presidiati da polizia, carabinieri e unità antiterrorismo.
A peggiorare la situazione, la chiusura della stazione metro EUR Fermi della linea B, disposta per motivi di sicurezza, che ha colto di sorpresa centinaia di pendolari costretti a ripiegare su navette di superficie o a camminare verso le fermate limitrofe. Anche il trasporto pubblico di superficie ha subito pesanti riorganizzazioni: oltre 20 linee di autobus hanno dovuto modificare i propri capolinea, con le linee 070, 709 e 712 spostate in piazzale dell'Agricoltura e le linee 700, 705, 706 e 772 deviate verso la stazione Laurentina.
Perché misure così drastiche?
Le autorità hanno giustificato il dispiegamento di forze come necessario per garantire la sicurezza di un evento di portata internazionale che ha visto la partecipazione di delegazioni governative, ministri, rappresentanti della difesa e dell'intelligence da tutto il mondo. Tra gli ospiti di spicco figurava Mike Pompeo, ex Segretario di Stato degli Stati Uniti ed ex direttore della CIA, che ha aperto la conferenza con un keynote sulle sfide geopolitiche della sicurezza globale.
La presenza di relatori israeliani e statunitensi di primo piano, in un momento di forti tensioni internazionali legate al conflitto in Medio Oriente, ha reso indispensabili misure di sicurezza straordinarie. Non a caso, alcune fonti hanno riferito di defezioni dell'ultimo minuto tra aziende e rappresentanti governativi che avevano partecipato nel 2024, per timori legati a possibili contestazioni. Un presidio di protesta, organizzato da associazioni solidali con la Palestina, si è infatti svolto martedì 21 alle 18:00 contro quello che gli attivisti hanno definito un evento che "dietro la facciata dell'innovazione, promuove l'industria bellica e dei dispositivi di sorveglianza".
Assenze significative in un contesto complesso
L'edizione 2025 si è svolta in un clima geopolitico delicato, caratterizzato da tensioni internazionali e crescente polarizzazione. Secondo quanto riportato dall'agenzia Nova, diverse realtà dei settori tecnologico e della difesa hanno rivisto la propria presenza per ragioni di cautela, mentre alcuni rappresentanti governativi e diplomatici hanno preferito rinunciare alla partecipazione per timore di contestazioni.
Tuttavia, nonostante le defezioni, l'evento ha registrato una partecipazione record, confermando la sua rilevanza internazionale. Tra i partecipanti sono stati presenti colossi della cybersecurity come Palo Alto Networks, Check Point, Trend Micro, Cisco, Google, IBM, Fortinet, CrowdStrike e numerose altre realtà italiane ed europee.
I contenuti: AI, difesa europea e oltre 30.000 nuove vulnerabilità
Oltre ai disagi viabilistici, Cybertech Europe 2025 ha offerto contenuti di altissimo livello tecnico e strategico. Il 2025 ha visto l'identificazione di oltre 30.000 nuove vulnerabilità informatiche, con un incremento del 17% rispetto al 2024, mentre la spesa globale in cybersecurity ha superato i 200 miliardi di dollari.
Al centro dei dibattiti: l'intelligenza artificiale come arma a doppio taglio - strumento di difesa predittiva ma anche di attacco sofisticato attraverso deepfake e AI generativa offensiva; la sicurezza delle infrastrutture critiche, con particolare attenzione al settore manifatturiero italiano (seconda potenza europea), dove gli attacchi ransomware sono aumentati del 30% nell'ultimo anno; l'implementazione della direttiva NIS 2 europea e il rafforzamento della difesa europea con i 214 milioni di euro stanziati dalla Commissione Europea attraverso il programma Digital Europe.
L'evento ha anche presentato in anteprima il Manufacturing Security Report 2025, evidenziando scenari allarmanti: intere linee produttive bloccate da attacchi cyber, con perdite che possono arrivare a milioni di euro l'ora e rischi concreti per la sopravvivenza delle aziende.
Le novità tecnologiche
Tra le innovazioni presentate: soluzioni avanzate di threat intelligence basata su AI, sistemi di difesa predittiva in tempo reale, tecnologie per la protezione delle applicazioni di intelligenza artificiale (con l'acquisizione di Lakera da parte di Check Point), piattaforme di cyber resilience per la supply chain, e nuovi approcci alla sicurezza del cloud e dell'IoT industriale.
Grande spazio anche alle startup italiane ed europee specializzate in cyber defense, con presentazioni di soluzioni innovative per il monitoraggio dei rischi informatici e la risposta automatizzata agli incidenti.
Roma: hub o ostaggio degli eventi internazionali?
Mentre l'evento si concludeva, la riflessione più amara arrivava dai cittadini romani. Sui social e nelle chat di quartiere si moltiplicavano le domande: "Non si poteva organizzare nel fine settimana? Perché non alla Fiera di Roma sulla A12, invece che in una zona ad altissima densità di uffici?"
La scelta del Centro Congressi La Nuvola, simbolo della modernità architettonica della Capitale e sede ideale per eventi internazionali, si è rivelata un'arma a doppio taglio: prestigio mondiale contro vivibilità locale. E mentre l'Italia consolida il suo ruolo nel panorama europeo della sicurezza cibernetica - grazie all'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e all'implementazione del Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica - resta il dubbio se la città sia davvero attrezzata per gestire eventi di questa portata senza paralizzare un intero quadrante urbano.
Il futuro digitale, almeno per oggi, è passato da Roma lasciando dietro di sé clacson, lampeggianti e la pazienza esaurita di migliaia di romani. Una lezione per i prossimi grandi eventi: anche la cybersecurity più avanzata non può proteggere una città dal caos del traffico
Marco Dal Puppo
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