L’arte Di Mimì Quilici Buzzacchi Tra Segno E Colore

La Galleria d’Arte Moderna rende omaggio a Mimì Quilici Buzzacchi

1768
stampa articolo Galleria multimediale Scarica pdf

La Galleria d’Arte Moderna, fino al 27 novembre, renderà omaggio a Mimì Quilici Buzzacchi (Medole 1903 – Roma 1990) ed alla sua lunga ed intensa attività artistica con una mostra che raccoglie una selezione di 50 lavori tra dipinti, opere grafiche e materiale documentario provenienti dalla Galleria, dall’Archivio Mimì Quilici Buzzacchi e dal fondo donato dagli eredi dell’artista alla Galleria.

Mimì Quilici Buzzacchi, un’artista che ha attraversato il Novecento, in continuo confronto con i protagonisti della sua epoca, nota per la sua opera incisoria e per la xilografia; crebbe professionalmente a Ferrara incoraggiata da Filippo De Pisis, tra i primi a coglierne le doti artistiche; in questi primi anni la ricordiamo per la celebrazione del mito di Achille Funi, che con Tato, Carlo Socrate furono tra i cari amici dell’artista e del marito, il giornalista Nello Quilici, direttore del Corriere Padano. Negli anni Trenta prese parte alle Biennali veneziane ed alle Quadriennali di Roma, tra le più importanti rassegne espositive nazionali ed internazionali; partecipò, inoltre, assieme a Funi e agli artisti dell’Officina ferrarese, al progetto decorativo che interessò numerosi edifici realizzati in Libia nel corso del governatorato di Italo Balbo, realizzando un affresco della cappella del Villaggio Corradini (1938-40).

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});  

Tra i soggetti prediletti possiamo scorgere paesaggi marini e scorci emblematici di edifici e campagne ferraresi, sino a giungere alle sue produzioni più recenti, in cui indagò le possibilità espressive del segno, sia nella grafica che nella pittura, in un, quanto mai, suggestivo dialogo tra luce e colore.

Da non dimenticare la lunga stagione romana, nel corso della quale l’artista meditava sui mutevoli paesaggi del Tevere che si alternavano di fronte alla sua abitazione nel quartiere Flaminio; scenari dalla collina di Monte Mario e da Villa Madama che vedono la pittura di Mimì Quilici Buzzacchi farsi interprete di un’intesa ed un dialogo raffinato tra le vibrazioni cromatiche ed il segno in una visione assimilabile all’astrazione.

Un ciclo continuo di opere che vanno dagli anni giovanili dell’astrazione sino al periodo romano ed alle espressioni artistiche degli amici di famiglia; colori vivaci che rifulgono di colore ed emozione nell’Alba a Cesenatico (1921) o Barche a Cesenatico (1925-1926) in cui il tocco coloristico si fa leggero e delicato; un’amore per la propria terra reso ancora più intenso dall’allontanamento da essa.

Poi ancora autoritratti e scorci cittadini in cui forte si avverte l’influenza degli ambienti intellettuali frequentati assieme al marito Nello Quilici; paesaggi mirabili realizzati per la Quadriennale di Roma. L’astrattismo inizia a farsi avanti nell’opera di Mimì Quilici Buzzacchi con campiture cromatiche di notevole suggestione e pennellate geometriche che culminano nelle atmosfere invernali del Bianco Inverno (1963).

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});  

L’esposizione si chiude con la celebrazione dell’artista e della sua famiglia da parte degli amici più intimi quali Carlo Socrate, Achille Funi, Guglielmo Sansoni e Virgilio Guidi.

Una mostra che vuole illuminare sulla produzione di un’artista unica, emozionale e ricca, indagando, tramite proiezioni video, sulla sua famiglia, sul suo vissuto, sulle sue amicizie, illustrando la sua lunga vita artistica per mezzo di segni e colori.

Ilenia Maria Melis

MIMÌ QUILICI BUZZACCHI. SEGNO E COLORE

Galleria d’Arte Moderna di Roma

Via Francesco Crispi, 24

www.museiincomune.it

www.galleriaartemodernaroma.it

www.zetema.it

© Riproduzione riservata

Multimedia