Hermès Dietro Le Quinte

Incontro con gli artigiani di Hermès al Museo dell’Ara Pacis fino al 16 marzo 2019 - di Alessia de Antoniis

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Un calesse vuoto trainato da un cavallo, che attende solo che il cliente, che varca la soglia di una delle boutique Hermès nel mondo, salga a bordo e decida dove andare, scegliendo quale prodotto unico acquistare. Il calesse è trainato da un cavallo, le cui redini sono nelle mani di un uomo a piedi: sono un artigiano e il tempo, quello che occorre per realizzare ogni singolo prodotto. Questa la filosofia contenuta nello stemma di una delle più prestigiose maison francesi: Hermes.

È il 1837 quando Thierry Hermès apre a Parigi una bottega per selle e bardature. Trent'anni dopo quell'attività verrà trasferita al 24 di rue du Fabourg-Saint-Honoré , ancora oggi sede storica della maison.

Da allora, per gli artigiani Hermès, è come se il tempo si fosse fermato ed ogni singolo prodotto è ancora realizzato come un tempo, con la stessa cura, le stesse attenzioni, incuranti dei ritmi frenetici ai quali ci siamo nel frattempo abituati.

Nel 1937 nasce il primo carré, Jeu des omnibus et Dames blanches, un omaggio ai trasporti collettivi.

Quattro chilometri di seta, sessantacinque grammi di eleganza, ventiquattro mesi il tempo necessario per completare il ciclo dal bozzetto alla realizzazione di un carré, il cui bordino, dettaglio al quale nessuno presta attenzione, richiede 40 minuti di lavorazione. Ma, alla fine, una donna che indossa un carré Hermès è come un museo che espone su di sé un'opera d'arte.

All'Ara Pacis non va in mostra quello che già conosciamo di Hermès, che i tabloid di tutto il mondo ci hanno mostrato per quasi un secolo, come il foulard con cui fu strangolata a Nizza, nel 1927, la famosa ballerina Isadora Duncan; o quelli indossati da Audrey Hepburn, Jacqueline Kennedy, Lauren Bacall e tante altre dive degli anni '50, '60 e '70; o resi celebri da Grace di Monaco, alla quale fu dedicata la Kelly, borsa iconica ancora oggi desiderio di ogni donna.

Ciò che è possibile vedere è ciò che accade “dietro le quinte”: un'imperdibile occasione per incontrare gli artigiani di dieci mestieri della maison parigina, che arrivano in città per mostrare e condividere il loro savoir-faire, la loro esperienza e la loro passione; i mille misteri della seta, del cuoio, del metallo, del cristallo, della porcellana, gli enigmi delle forme e i miracoli del colore.

Alla maison Hermès, talento e abilità vengono coltivati assiduamente. Soggiogare una materia, padroneggiare una tecnica, è una questione di cura, di umiltà, di interesse, di passione, di cultura, di misura. E questa saggezza vale senz'altro un omaggio.

In uno spazio di circa 1.000 m2, un percorso di dieci moduli dedicati ad ogni singolo savoir-faire permette ai visitatori di scoprire il talento delle mani sapienti che trasformano la materia creando borse, selle, carré, cravatte, gioielli, orologi, guanti (ben cinque ore per realizzarne uno) e porcellana. Gli artigiani lavorano, raccontano, rispondono alle domande del pubblico e condividono le tecniche di eccellenza proprie a tutti i métier Hermès. Grazie alla realtà virtuale di un filmato a 360°, i visitatori possono inoltre scoprire i segreti dei maestri artigiani della cristalleria Saint-Louis, maison fondata nel 1586 e acquisita da Hermès nel 1989.


Alessia de Antoniis


Hermès Dietro le Quinte

Museo dell’Ara Pacis

Ingresso libero

Dal 9 al 16 marzo: h. 12.00 – 20.00

Lunedì 11 marzo: chiuso













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