Gli Sposi - Storia Di Una Dittatura

Una Romanian tragedy dal gusto comico quella andata in scena martedì 16 luglio all’Accademia Nazionale di Danza, nel corso della terza edizione di Lunga Vita Festival.

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Una Romanian tragedy dal gusto comico quella andata in scena martedì 16 luglio all’Accademia Nazionale di Danza, nel corso della terza edizione di Lunga Vita Festival.

A regalarci oltre un’ora di intenso spettacolo, sono stati Daniele Timpano ed Elvira Frosini, che, nel mettere in scena la loro versione personale di Gli sposi di David Lescot, hanno saputo trasformare una storia di coppia intensa e tragica, che ha segnato in modo significativo e drammatico la vita di tutto il popolo rumeno, in un momento di svago, senza scadere in ironia negativa e senza perdere di vista l’aspetto storico e socio-culturale.

Impeccabile la presenza scenica dei due protagonisti. Su un palco praticamente vuoto, con una scenografia ridotta al minimo indispensabile, pari quasi allo zero assoluto, hanno saputo tener viva l’attenzione del pubblico, con una recitazione a tutto tondo, fatta di gestualità, mimica facciale, movimenti perfettamente calibrati e tanta intensità.

L’aspetto quasi caricaturale dato da Daniele Timpano al suo personaggio, ha saputo rendere simpatica e, in alcuni tratti, persino commovente, la cinica e alienante figura di Nicolae Ceausescu. Con i suoi movimenti a scatti e i tic ripetuti, Timpano ha fatto ridere e riflettere allo stesso tempo, facendoci vedere anche un aspetto indifeso e bambinesco dell’uomo di potere che per anni ha tenuto “in ostaggio” un’intera nazione.

E che dire di Elvira Frosini? La sua rappresentazione di Elena Petrescu, ricchissima di sfaccettature, ha svelato ogni aspetto caratteriale della First Lady rumena. Impressionanti le sue mille espressioni visive, i suoi cambi di tono per creare l’atmosfera giusta per ogni preciso momento. Una recitazione potente la sua, che ha svelato la vera forza motrice di questa coppia di potere…Elena Petrescu.

Registi e interpreti, i due attori hanno studiato ogni aspetto nei minimi particolari, dai tempi comici a quelli scenici, dalla scenografia ai movimenti sul palco. Decisamente interessante, l’idea di raccontare a doppia voce, con pause e switch ben studiati, il percorso storico della coppia, dalle origini all’epilogo finale del 25 dicembre 1989, svelando passo dopo passo i retroscena del loro dominio di paura.

Un lavoro degno di nota.

Alessia Graffi

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