Il Mistero Della Mente- FESTIVAL DI TEATRO SOCIALE

Il Mistero Della Mente- FESTIVAL DI TEATRO SOCIALE

AMINTA

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Per la rassegna Il Mistero della Mente appena terminata al Teatro Quirinetta in Roma, Sergio Basile ci ripropone,  rivisto e corretto,  il poema bucolico l’Aminta, immaginando che il poeta Torquato Tasso la canti dall’interno del manicomio dove visse per 7 anni per aver compiuto chissà quale ingiuria al Duca D’este o quale inconfessabile atto per quei tempi.
Uno psichiatrico accusato di “frenesia” che scrive e recita in rima; una compagnia di attori che dopo 500 anni rievoca il suo genio con una sottostante colonna sonora di arpe e, putroppo non ben digeribili, sonorità heavy metal .
Un insolito allestimento per bussare alla tomba del Tasso, per chi, abituato all’antologia dei banchi di scuola, si è trovato ad assistere ad una geniale rappresentazione di effetti speciali e attori speciali: maniaci sessuali, nella migliore delle ipotesi ossessivo-compulsivi che impersonano le vicende di personaggi  bucolici ai quali l’amore dovrebbe dare ristoro. Sul palco letti da ospedale secchi d’acqua e pigiami malconci narrano la storia del pastore Aminta e della titubante Silvia.
Un modo per riscoprire da un punto di vista realmente “ differente”  la poesia di un tale di nome Torquato Tasso.
Poesia  e prosa convivono sulla stessa scena, con una reinterpretazione moderna ma fedele al testo
“Come poss’io altri trovar se me ritrovar non posso?”.
Torquato Tasso diventa il protagonista di sé se stesso confondendosi con Tirsi, l’amico di Aminta
Ottimi interpreti gli attori chiamati al duplice ruolo di bucolici e pazzi, le attrici molto vicine al vero,  ottima la regia. Abbassando l’audio vien voglia di riprendere in mano l’opera del Tasso.

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