La Storia Di Righetto

Roma, 1849 insurrezione del popolo e fuga del Papa Pio IX (tra l’altro travestito da prete) aiutato dalla Francia di Luigi Napoleone Bonaparte (futuro Napoleone III), che in poco tempo ristabilì l'ordine, ridando potere temporale al Papa (azione fatta solo per convenienza politica).

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Altro che Superman, Batman o l'Uomo ragno! Noi abbiamo avuto il nostro vero super eroe ragazzino, di nome Righetto

Roma, 1849 insurrezione del popolo e fuga del Papa Pio IX (tra l’altro travestito da prete) aiutato dalla Francia di Luigi Napoleone Bonaparte (futuro Napoleone III), che in poco tempo ristabilì l'ordine, ridando potere temporale al Papa (azione fatta solo per convenienza politica).

Ed è in questo breve lasso di tempo, ossia tra il 9 febbraio del 1849 e il 4 luglio dello stesso anno, che i cittadini romani aiutati anche da altri persone, venute da tutta Italia, insorsero contro il potere del Papa, comandati dal generale Giuseppe Garibaldi, Goffredo Mameli (autore dell’inno Fratelli D’Italia, morto alla giovane età di 21 anni il 6 luglio dello stesso anno, ossia due giorni dopo la caduta) e Giuseppe Mazzini. Nulla poterono i cittadini accorsi in difesa della città di Roma nei confronti delle truppe Francesi, guidate dal generale Nicolas Oudinot, meglio equipaggiate e armate. Accerchiata dall'esercito francese, Roma venne continuamente bombardata, vani furono i tentativi di difesa e poco si poté fare per non far esplodere le bombe sparate dai cannoni Francesi. Il popolo con grande coraggio e con sprezzante forza e audacia, si buttava contro le bombe, con stracci bagnati in modo da spegnere la miccia, (i tempi tra, l’arrivo al suolo della bomba e l’esplosione erano di circa 10-12 secondi), il tutto anche per una modesta ricompensa e per poter riutilizzare le bombe inesplose contro il nemico, coloro erano per lo più, donne e bambini. Tra questi spicca un ragazzino di nome Righetto, il cognome non lo si conosce, di soli 12 anni, orfano di padre e madre, viveva in strada con la sua cagnetta di nome "sgrullarella", quando il 29 giugno 1849 all'altezza di ponte Sisto, alla renella, sul Tevere, si lanciò contro una bomba con uno straccio bagnato, nulla poté per via della miccia corta, che esplose colpendo sia “sgrullarella” che Righetto, facendo perdere la vita ad entrambi. Righetto, subito soccorso, mori dopo pochi giorni tra atroci sofferenze. Proclamato subito eroe sia dal popolo che tra gli aristocratici, il garibaldino Pompeo Litta, fece fare una statua del bambino/eroe da mettere in casa sua a Milano, nell’atrio di palazzo Litta, dove vi è tutt’ora, opera realizzata dall'artista Giovanni Strazza, dandogli il nome di l'Audace. Roma, nel 2005 a memoria dell’estremo gesto compiuto, fece realizzare una statua a Righetto e la sua fedele amica “sgrullarella”, facendola istallare al Gianicolo con tanto di targa che recita: "A Righetto, giovane trasteverino simbolo dei ragazzi caduti in difesa della gloriosa Repubblica Romana del 1849". Roma non ha dimenticato Righetto e “sgrullarella”, anche se ci sono voluti più di 150 anni per ricordare la loro storia.

Articolo scritto da Mario Di Marzio

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