DRAGHI RIARMA IL BAZZOKA E TRUMP SI INFURIA

La Bce riprende il quantitative easing e taglia i tassi di interesse sui depositi in euro

210
stampa articolo Scarica pdf

Eccolo finalmente il bazzoka di Draghi che , a pochi mesi dalla scadenza del suo mandato a Francoforte , ieri non solo ha deciso di tagliare di un ulteriore 0,10 il tasso di interesse dell’Euro sui depositi che le banche europee effettuano presso la Bce  , ma soprattutto ha fatto ripartire il Quantitative easing, con acquisti di titoli di Stato promessi al ritmo di 20 miliardi di euro al mese.

Una iniezione di liquidita’ importante che ha avuto immediati effetti positivi sul nostro spread sui bund tedeschi, calato a 139 punti base, ma anche sulle principali borse europee che incoraggiano le decisioni della Bce : Milano la piu’ premiata con + 0,9% davanti a Parigi e Francoforte (+0,6% entrambe) e a Londra (+0,1%).

Anche il rendimento del titolo decennale italiano va a gonfie vele toccando un nuovo minimo storico a 0,75% , cosa che ha fatto sorridere e non poco il nostro Visco cosi’ come tutti i principali attori politici italiani

Tutti contenti quindi ? Non proprio .

Dall’altra parte dell’oceano il presidente Trump , sempre con in testa il suo : “America first” , appena notiziato delle manovre di stimolo all’economia europea se l’ e’ presa dapprima con Draghi , tuonando su twitter : “Mario Draghi ha appena annunciato il possibile arrivo di altri stimoli, facendo immediatamente calare l’euro contro il dollaro, e rendendo ingiustamente più facile per loro competere con gli Stati Uniti. Sono anni che lo stanno facendo, insieme alla Cina e ad altri” , per poi passare ai suoi “nemici” della Federal reserve :“«La Banca centrale europea, agendo rapidamente, taglia i tassi di 10 punti base. E la Fed sta seduta, seduta e seduta»

L’euro è infatti sceso sotto 1,12 sul dollaro, sulla scia delle parole di Mario Draghi , e l’attacco di Trump e’ rivolto principalmente al presidente della Fed Jerome Powell , reo di aver gia’ adottato una politica di rialzi sui tassi, in controtendenza rispetto a quanto fatto dalla Bce , traducendosi in un apprezzamento del dollaro rispetto alle altre valute che di certo aiuta le importazioni a danno della produzione interna americana.

A fronte della situazione,ieri e’ addirittura trapelato , dal canale finanziario Bloomberg , che il presidente americano aveva preso in seria considerazione la possibilità di declassare Powell, togliendogli il titolo di presidente della Fed e lasciandogli solo quello di governatore della banca centrale.

Nel frattempo la composta replica di Draghi non si e’ fatta attendere :

“Abbiamo un mandato che è quello della stabilità dei prezzi e siamo determinati a usare tutti gli strumenti a nostra disposizione per rispettare il nostro mandato. I tassi di cambio non sono un nostro target” , le parole del n. 1 della Bce" .

Dazi in arrivo alle importazioni dall’Europa ? Ci auguriamo proprio di no .

Cristian Coppotelli

© Riproduzione riservata