Sara Giannitelli

Sara Giannitelli

Mi piace fotografare le persone: gli estranei di nascosto, ragazze comuni o modelle. Fotografarli mi permette di entrare in contatto con loro e conoscerli.

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Sara il primo contatto con quello oggetto misterioso chiamata macchina fotografica?
Verso i 15 anni ho iniziato a usare la vecchia analogica di mio padre, insieme a una delle prime digitali ereditata da mia sorella maggiore e la fotografia è diventata per me mezzo di comunicazione con il "fuori" e sempre meno foto ricordo o di viaggio. Ho iniziato ad usarla per scoprire ed esprimere quello che avevo dentro, chi ero e come l'adolescenza,le prime volte e tutto il resto mi cambiava, come una sorta di diario visivo. 
Cosa ti piace fotografare? perchè?
Mi piace fotografare le persone: gli estranei di nascosto, ragazze comuni o modelle. Fotografarli mi permette di entrare in contatto con loro e conoscerli. 
I colori di un tramonto,le foglie,come descriveresti l'autunno in una foto?
Immagino una fotografia su pellicola, la grana, imprecisa, sporca, con poca nitidezza e opaca, qualcosa d'intimo come una casa e qualcuno seduto sul divano con una luce rossiccia che entra dalla finestra. 
Una canzone,una fotografia...
Pruit Igoe - Philip Glass / "Crowd #2 (Emma)" - Alex Prager 
Hai mai pubblicato su riviste importanti?
Ho pubblicato sul Gambero Rosso e su Cucina & Vini. 
Come ti rapporti con una modella?
Prima di iniziare un lavoro parlo con lei per capire cosa le piace, quali ambientazioni e stili. Far sentir a proprio agio la modella e instaurare un rapporto con lei e con chi lavoro per me è fondamentale per la riuscita della foto. 
Preferisci le luci naturali,oppure quelle artificiali?
Principalmente lavoro in esterna con luci naturali. Mi piace, ogni volta è come una sfida, un gioco con la luce e le ombre e come tutto comunichi e interagisca per tramite, come filtra nelle cose e come entra in contatto con la pelle. 
Dei grandi fotografi del passato chi ammiri? perchè?
Amo Eugene Atget e Robert Doisneau, Duane Michals, Luigi Ghirri, Renè Burri, Robert Frank, tutti per la loro estrema e delicata sensibilità e bellezza nel vedere le cose e il mondo. 
Davanti a che cosa ti emozioni?
Mi emoziono molto facilmente, praticamente per qualsiasi cosa che vedo, un po' come i bambini quando vedono per la prima volta una cosa o che ne so scoprono la cioccolata o la vigilia di Natale, sono un susseguirsi di "whao/che bello/oddio/che carino". 
Da grande cosa ti aspetti dalla vita?vuoi essere ricordata per i tuoi scatti oppure per un gesto che può cambiare questo mondo cosi imperfetto?
La domanda da dieci milioni di dollari. Voglio vivere di fotografia qualunque cosa porti e significhi. 
Sei felice quando...
Quando mi sento capita, quando sono con i soliti amici a fare le solite cose, quando qualcosa di inaspettato mi sorprende, quando mi allontano dalla mia città, quando torno a casa e ho un mucchio di fotografie a cui lavorare, vedere i miei capelli crescere e duecentocinquantasettemiliardi di altre cose, più o meno. 

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