Riccardo Lancia

Riccardo Lancia

Solitudine, una Mancanza Perfetta

1486
stampa articolo Galleria multimediale Scarica pdf

Quando hai deciso che la fotografia sarebbe stata il tuo futuro o meglio quando hai scoperto che si trattava di vera passione?


Il mio percorso inizia casualmente, rivedendo una foto scattata in un pomeriggio del 2010, c'era qualcosa in quella foto che mi ha spinto ad iniziare la mia ricerca per capire cosa fosse e perché ero così attratto da quell’immagine.


Quali sono le esperienze, legate alla fotografia, che ti hanno fatto crescere, professionalmente e personalmente?


Sono un autodidatta, solo ultimamente sto organizzando corsi di fotografia che contemporaneamente seguo, mi stanno completando.

Tutto ciò che ho fatto finora è stato sperimentare, tutto ciò che faccio attualmente è crescere, scatto dopo scatto. Alcune volte la crescita è tangibile, altre si fa un passo indietro, ma ogni situazione nuova con la luce mi mette alla prova ed è un’esperienza utile per crescere.


Che tipo di fotografia ti piacerebbe fare? Il genere che ti trasmetterebbe più emozioni.


Mi piacerebbe fare fotografia di reportage ma non ho avuto molte occasioni. Devo dire che la ritrattistica e la street sono quelle che mi hanno dato più soddisfazioni e che sto curando maggiormente. Spero di trovare una strada che concentri  i miei sforzi e la mia passione.


Quando sei dietro l'obiettivo cosa cerchi di catturare essenzialmente?


Cerco di catturare l'emozione che sto provando, una frazione di secondo prima, ricostruire questa cosa in un immagine sarebbe il mio sogno.


Il digitale, secondo te, ha inflazionato la fotografia sacrificando la sua arte? Se pensiamo a Newton oppure a Doisneau che non avevano il privilegio della post produzione la domanda sembra porsi naturalmente. Oggi chiunque può fare il fotografo?


Il digitale ha fatto conoscere la fotografia a tutti e ha dato la possibilità a molti di provare a fotografare.Questo potrebbe essere letto in chiave positiva. Purtroppo la tendenza, il trend è anche un limite: le persone che scattano dando un valore reale alla fotografia non sono poi così tante a mio avviso.Credo che tra qualche hanno solo chi avrà ancora questa passione continuerà a girare con la macchinetta fotografica al collo per raccogliere emozioni.

Newton e Doisneau sono due maestri  della fotografia, seppur diversi nel loro modo di comunicare. Le loro immagini rimarranno per sempre impresse nella mente di molti; anche se siamo abituati al prodotto immagine che ci viene compulsivamente propinato, loro restano l’esempio della fotografia nel momento in cui diviene arte.


Raccontaci come si organizza e si svolge un servizio fotografico.


I servizi che organizzo sono soprattutto quelli di ritratto, in quel caso cerco di conoscere prima la persona a cui farò le foto ed in base a cosa sono riuscito ad intuire cerco una location adatta, e l’outfit adeguato. Conoscere una persona prima del servizio mi aiuta a fare in modo il durante diventi un’interazione spontanea e tranquilla. Ogni persona ha il suo carattere e cerco di comportarmi di conseguenza per mettere a proprio agio i miei soggetti e lasciarli essere.


Parlami dei tuoi progetti sul territorio ciociaro e dei corsi di fotografia. Come sono strutturati?


Sto cercando di organizzare una serie di iniziative legate alla fotografia. Da oltre un anno organizzo esposizioni di vari fotografi o appassionati di fotografia che hanno per la prima volta la possibilità di mettere in mostra i propri scatti.

Oltre alle esposizioni organizzo corsi tenuti da Noemi Belotti che ha un percorso di studi importante alle spalle con cui collaboro da alcuni mesi. Per ora abbiamo organizzato dei corsi base strutturati in 9 lezioni tra teoria e pratica in cui vengono date le basi su cui in seguito costruire la propria tecnica fotografica.


Complimenti! Un bel progetto per avvicinare i giovani, e non solo, alla fotografia!

Recentemente hai esposto al Circolo degli Artisti, come segnalava anche il nostro portale.


Ho esposto su una serie di scatti che parlano della solitudine, il titolo del progetto è  "Solitudine, Una Mancanza Perfetta".

Scatti ad una sedia vuota, sempre la stessa, ed un altra serie di foto dove si percepisce il vuoto, la mancanza. Continuerò ad esporle ed ho già altre date fissate, una a Terracina ed un’altra a  Frosinone, ma sono già in contatto con altre strutture per portare altrove l’esposizione.


Quali soddisfazioni ti sei tolto durante la tua carriera?


Carriera? Ne devono passare di anni e di luce attraverso il mio obiettivo, sto cercando di farlo nella maniera migliore.

Le soddisfazioni arrivano  durante le esposizioni, guardare la  gente che si interessa ai miei scatti, vorrei proprio sapere cosa pensano alcune volte!


Quale soddisfazioni vorresti ancora toglierti?


Non saprei onestamente, magari riuscire a lavorare con un agenzia, oppure continuare ad esporre.


Problemi che riscontri nel tuo settore?


Spesso la gente non comprende l'impegno ed il valore che possono avere le foto e credo che alcuni che operano nel settore non aiutino a tutelare il valore ma lo sminuiscano svendendosi.


Suggerimenti per chi voglia intraprendere il tuo percorso?


Non credo ci sia molta gente che voglia intraprendere il mio percorso. A parte gli scherzi, il consiglio che posso dare è quello di impegnarsi al massimo e dedicarsi alla fotografia, studiando e scattando tanto. Io sto facendo così, quando posso vado a fare foto ed organizzo dei servizi, cercando ogni volta di migliorare l'approccio prima di realizzare degli scatti.


Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo. Segnaleremo presto i tuoi prossimi eventi ai nostri lettori.


Crepi

Grazie a te Sharon per l’intervista e a tutto lo staff di  Unfolding!

Sharon Belli  


© Riproduzione riservata

  • Articolo Precedente

  • Prossimo Articolo

Multimedia