Riccardo De Luca

Riccardo De Luca

Le classifiche della libertà di stampa mi hanno sempre un po’ perplesso. Diverse organizzazioni stilano queste graduatorie, senza spiegare...

1078
stampa articolo Scarica pdf

Buongiorno Riccardo la prima domanda già te l'immagini non è difficile quelle te le pongo dopo,una tua breve presentazione

Sono direttore dell'agenzia Update Images Press e stringer per Associated Press. Ho iniziato a collaborare con i giornali alla fine del '94, sono giornalista dal '97 ma fin dall'età di 15 anni ho capito che quello della fotografia sarebbe stato un vizio difficile da togliere.

Oggi è il 12 novembre una triste ricorrenza si ricorda la strage a Nassyria..

Quel giorno di tanti anni fa mi trovavo a Parigi per un documentare il "social forum europeo". Rimasi sconvolto dalla notizia ma l'ho vissuta lontano. Sono tornato il giorno prima delle esequie solenni però ormai era tardi per accreditarmi. Ho vissuto il dramma da normale cittadino.

Notizia di qualche giorno fa presa dal Messaggero : Roma, pestaggio choc in strada, automobilista aggredisce a sprangate un tunisino.Ti chiedo vivendo quella situazione ti saresti comportato da bravo cronista /fotoreporter oppure il tuo senso civico avrebbe prevalso e fermato l'aggressione ?

Naturalmente il senso civico in questo caso prevarrebbe: avvertirei immediatamente le forze dell'ordine. Ma successivamente, una volta chiarita la situazione, farei il mio lavoro di giornalista. Quello di raccontare il fatto.

Nelle nostre interviste chiediamo sempre i pregi del proprio mestiere a te invece ne chiedo i difetti ?

Personalmente sono pigro, disordinato e mi considero un pessimo comunicatore. Perdo spesso la pazienza e mi sfiducio subito. Un altro mio difetto è quello di non riuscire a buttarmi nella mischia del “circo mediatico”: se entro in una storia quando questa è già in corso, do per scontato che non riuscirò ad aggiungere nulla di interessante o, almeno, di non riuscire a comunicarlo.

Nel 2013 i contributi erogati dal ministero dello Sviluppo alle emittenti regionali ammontavano a 57 milioni, nel 2014 sono stati ridotti a 42, cifra confermata per il 2015. Soldi che avrebbero dovuto anche garantire i posti di lavoro. Ma molte realtà editoriali, dalla Lombardia alla Calabria, nel frattempo hanno licenziato....

Non saprei come risponderti: è giusto che i contributi vengano elargiti, perché il giornalismo non è una merce come le altre, non parliamo del nostro lavoro come se vendessimo bomboniere, frutta: è un servizio diverso. Certo non vanno elargiti in maniera generosa e indiscriminata, trattandosi pur sempre di soldi pubblici.

L’associazione internazionale Reporter sans frontieres, che ogni anno pubblica un autorevole rapporto sulla libertà di informazione nel mondo, ha retrocesso l’Italia al settantatreesimo posto,ma la mia domanda è un'altra : sarebbe per te un onore essere tra i dodici cronisti costretti attualmente a vivere sotto scorta per aver “osato” illuminare la penetrazione mafiosa a Roma, in Emilia, in Calabria, a Latina, a Milano, in Sicilia ?

Le classifiche della libertà di stampa mi hanno sempre un po’ perplesso. Diverse organizzazioni stilano queste graduatorie, senza spiegare i criteri di valutazione. Ma io faccio fatica a credere che in Italia ci sia meno libertà di stampa  rispetto, ad esempio, al Burkina Faso o alla Romania. Peraltro, leggendo la classifica, Paesi come Giappone e Stati Uniti sono più su, ma non certo ai primi posti. Ai giornalisti fa comodo scrivere che in Italia non c'è libertà di stampa, ma certo che nel momento in cui lo scrivi dimostri che in realtà sei libero di farlo. Per quanto riguarda i colleghi sotto scorta sarei onorato di essere al loro posto ma al tempo stesso non mi piacerebbe. Rimane il fatto che  hanno svolto al meglio il loro lavoro. Però in quest'intervista non scrivere dove abito (ride)

Nelle scuole di "formazioni e master in giornalismo" costosissime anzichè apprendere dalle "grandi penne" del nostro giornalismo non sarebbe meglio per insegnare questo splendido lavoro trasmettendo le immagini e le interviste a partire da Peppino Impastato sino a Enzo Biagi ?

Direi di sì. Non conosco bene come si lavori nelle scuole di giornalismo però immagino manchi l'esperienza sulla strada, l’insegnamento della ricerca delle storie, la cura delle fonti.

Quali giornalisti hai ammirato ?

Enzo Biagi è stato il più grande!

Parliamo di fotografia : le più belle donne del Pianeta riunite nel backstage e finalmente a New York si è alzato il sipario sulla sfilata evento per i 20 anni di Victoria's Secret un pò di invidia per i colleghi americani ?

Più che una sfilata di intimo mi e parso di assistere al carnevale di Rio. Un po’ di invidia per i colleghi americani ne ho, ma certe “mascherate” rischiano di far ridere più del burlesque.

Mi ricordo di averti visto parecchie volte in televisione di fronte a Monti quando ha presentato il suo partito politico (poi non so che fine abbia fatto) ,poi con aria sorniona di fronte al tribunale in occasione dell 'inizio dei lavori del processo di mafia capitale e per finire alla festa oppure festival del cinema di Roma...dove ti sei maggiormente stufato ?

Sicuramente al tribunale, perché alla fine non ho combinato niente. Hanno fatto solo entrare due fotografi, che hanno dovuto “fare pool”, cioè mettere le immagini a disposizione di tutte le agenzie rimaste fuori.

Smartphone knock out! aumentano gli infortuni legati alla tecnologia: il 43% dei giovani si è schiantato mentre camminava con il telefono in mano...

A me non è ancora successo ma c'è mancato poco. Mi rendo conto che smanetto troppo con il cellulare (ride)

Meglio un cellulare in mano che una pistola : sulla vicenda di Ancona che giudizio hai ?

Guarda, di questa storia ho letto solo alcuni titoli. Ma sul fatto di Ancona mi viene da dire che sembra la storia di Pietro Maso e quella di Erica e Omar che si ripetono. Una nuova brutta storia.

Sono contente le tv ed i programmi annessi per far salire l'audience con queste tragedie ?

Purtroppo sì. Ho una pessima idea sui programmi di intrattenimento che fanno audience su queste vicende e soprattutto calpestano la deontologia professionale.

Dall’infanzia impariamo a essere disonesti sull’aspetto fisico degli altri: filtriamo i giudizi per non offendere - e questo perché nella storia la bellezza e’ associata a valori positivi e la bruttezza al male e alla cattiveria : nei tuoi scatti sei mai riuscito a far uscire dalla bruttezza un "qualcosa di bello"?

Sulla bruttezza, se è tale da suscitarmi una sensazione al punto di fotografarla, può diventare essa stessa un elemento di bellezza della foto. Se l'elemento caratterizzante è il fatto che nella stessa foto ci sia qualcosa di brutto, ma che ha in sé qualcosa di profondo, è sicuramente meglio rispetto a una foto brutta, cioè, fatta male. Ora non mi vengono in mente esempi concreti, delle mie foto, potrei citare invece le foto che i miei colleghi hanno fatto al Papa, con alcuni malati dal viso gravemente sfigurato. Il soggetto che convenzionalmente viene visto come "brutto" emana una sua intensità, quindi in un certo senso si eleva a bellezza.

Ten mother - un servizio fotografico rivela le scioccanti verità delle gravidanze in Guatemala: un quarto delle madri sono adolescenti, alcune non hanno nemmeno compiuto 10 anni e spesso i padri sono parenti; ti piacerebbe partecipare a questa iniziativa ?

Certo, mi piacerebbe partecipare a questa iniziativa poiché sarebbe interessante raccontarla da un punto di vista sociale.

La fotografia di inchiesta rende oppure non rende ?

A me non rende. Ma se ti sai vendere e fai un buon prodotto/fotografia, allora rende. Ti devi saper vendere

La complicità nella fotografia è necessaria ?

Se parliamo di fonte della notizia, è fondamentale.

Catturare con un clic i momenti perfetti (e di solito divertenti o imprevisti) che vanno e vengono con un batter d'occhio e’ la magia della fotografia ? Tu ci sei riuscito

Di divertente non mi viene in mente nulla, ma tornando indietro negli anni penso a Berlusconi che tornava in auto a palazzo Grazioli. Era arrivata in quelle ore la richiesta di rinvio a giudizio, se non erro, sul caso Ruby. Stazionavo nelle vicinanze dell'ingresso, le informazioni che avevo erano che c’era ancora molto da aspettare per il suo arrivo. Di punto in bianco sbucano le macchine e scatto senza quasi nemmeno puntare la fotocamera: una foto perfetta quanto fortunata. Lo sguardo incupito e teso di Berlusconi che ha fatto il giro del mondo.

Opere d’arte create dal corpo di una modella dipinto con i colori della natura e “nascosto” tra gli alberi e un tappeto di foglie autunnali scattate da Tschiponnique Skupin mostrano il suo nuovo progetto nei boschi della bassa Sassonia. Ma in questo particolare autunno romano cosa ti ispira fotografare ? La fotografia naturalistica fa parte del tuo bagaglio professionale ?

Oddio, mi ispira il corpo femminile (ride). Mi piace molto la fotografia paesaggistica e quella turistica ma se per fotografia naturalistica intendi gli animali, non mi è mai capitato. Quanto alle foto autunnali, recentemente, poco prima dell’inizio di un’udienza del Papa ho fotografato (come pure i miei colleghi) il cupolone di san Pietro avvolto dalla nebbia.

Parliamo di fotografia sportiva il corriere della sera ha scritto un divertente articolo sui look dei giocatori " Calcio e moda: quei look “fuori dagli schemi” dei calciatori"nei tuoi tanti anni da "bordocampista"quale giocatore oppure allenatore ti ha più colpito ?

Sarò scontato ma in questo momento il soggetto fotografico che non passa inosservato è Nainggolan. Prima di lui, rimanendo in tema di tatuaggi, direi Materazzi e De Rossi, con il suo pacman tatuato sul braccio.

Progetti oppure il tuo sogno nel cassetto ?

Un progetto fotografico di architetture urbane in varie città nel mondo.

VALERIO DE BENEDETTI 

© Riproduzione riservata