All’Ara Pacis Legacy La Mostra Fotografica Dedicata Ad Helmut Newton

All’Ara Pacis Legacy La Mostra Fotografica Dedicata Ad Helmut Newton

Bisogna essere all'altezza della propria cattiva reputazione - cit. Helmut Newton

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A cento anni dalla sua nascita, Roma, ospita all'Ara Pacis un'ampia retrospettiva del celebre fotografo tedesco HELMUT NEWTON (Berlino, 1920 – Los Angeles, 2004). LEGACY,  ideata e posticipata a causa della pandemia.

Un viaggio nella sua avventurosa vita attraverso oltre 200 scatti, in parte inediti, riviste e documenti, per raccontare con un nuovo sguardo l’unicità e lo stile di un protagonista del Novecento che si descriveva con queste parole: «Il mio lavoro come fotografo ritrattista è quello di sedurre, divertire ed intrattenere». 

HELMUT NEWTON, all'anagrafe Neustadter (che tradotto in italiano significa "città nuova"  e la dice lunga su che tipo di persona abbiamo di fronte) nasce a Berlino nel 1920 da una benestante famiglia ebrea e già a 12 anni dimostra familiarità con la macchina fotografica tanto che a 16 lavora come apprendista dalla famosa fotografa di moda Yva, sperimentando i suoi primi autoritratti, inscenati con grande sicurezza.

Nel 1938 è costretto a lasciare la Germania a causa delle persecuzioni antisemite e, dopo un passaggio a Trieste, s’imbarca verso l’Australia dove apre un piccolo studio di fotografia che segnerà l’inizio della sua carriera.

Elegante, provocatorio, rivoluzionario, Newton inizia il suo percorso fotografico partendo dal fotoreportage, anche se volge ben presto il suo interesse a tutt'altro genere, la fotografia di moda. Ed è qui che capisce che può fare qualcosa, anche se ci sono già dei fuoriclasse, come il fotografo William Klein,  il quale immortala le modelle in mezzo al traffico di New York, tra i taxi ed il fumo. La fotografia non è più una foto descrittiva bensì diventa una foto aspirazionale, nell'immagine che ci si pone davanti noi guardiamo quell'abito perché vorremmo essere così, non guardiamo solo l'abito in se per se, così Newton deve trovare delle modalità innovative per avere un suo spazio nel mondo della moda. Questa mostra è studiata e costruita su un percorso orizzontale la foto di moda, il ritratto e il nudo che si sviluppano attraverso le decadi in senso cronologico dall'inizio alla fine: sei i capitoli cronologici che  raccontano l’evoluzione fotografica di Newton: dagli esordi degli anni Quaranta e Cinquanta in Australia fino agli ultimi anni di produzione, passando per gli anni Sessanta in Francia, gli anni Settanta negli Stati Uniti, gli Ottanta tra Monte Carlo e Los Angeles e i numerosi servizi in giro per il mondo degli anni Novanta Newton è geniale, meravigliosa la sua capacità di erotizzare tutto: qualsiasi cosa lui vedeva riusciva a vederlo in modo seducente, un mondo proibito mostrato al visitatore attraverso "il buco della serratura", evidenziando cose che prima non era possibile vedere. Il percorso espositivo che osserviamo,  partendo dalla prima sala,  ci presenta il primo elemento di innovazione introdotto dal fotografo,  lo storyline, la foto non è più una sola immagine diviene  un racconto, una narrazione.  Lo scatto fotografico non ha nulla a che fare con la realtà, l'immagine ha sempre un'interpretazione dove il fotografo mostra ciò che vuol farci vedere ed è qui che Helmut fa i conti con la propria visione del mondo e con le sue ossessioni. Una di queste è la cronaca nera, riportata splendidamente nel libro Yellow-press, che ne racconta il suo rapporto quasi esasperante. Succede sempre qualcosa nei suoi scatti, dalla dimensione dell'erotismo alla dimensione della seduzione, del mistero per non parlare del nudo... Nel 1973 viene pubblicata la prima foto di nudo scattata da Helmut, un'immagine artistica, qui Newton doveva pubblicizzare degli impermeabili, tra questi ne trova uno trasparente, sceglie una modella glielo fa indossare e la immortala creando questo nudo casto, rigido, trattenuto. Successivamente la scatta nella sua versione, prende una modella la spoglia e la fotografa di fianco all'abito. Un'immagine potente che lascia trasparite una donna in grado di dominare lo spazio, di riempirlo, una  donna che è vero che è svestita ma è  donna coraggiosa che ci guarda con un senso di sfida, una donna che non hanno bisogno di niente neanche dei propri vestiti per arrivare allo sguardo del visitatore, ed è un po' il percorso di "Legacy". Legacy ovvero  l'eredità che ci lascia questo fotografo è la capacità di Newton di aver riscritto il vocabolario moderno e contemporaneo della fotografia della moda,  da una parte,  e di aver introdotto elementi che hanno a che fare con i dubbi, i sogni, i desideri e le contraddizioni della società contemporanea,  dall'altro. C'è uno scatto degli anni '70 che ritrae una donna nella classica posizione maschile, con le mani sui fianchi che guarda un uomo passare a torso nudo davanti a lei, un cambio di paradigma, non sono più gli uomini a guardare le donne ma le donne gli uomini,  con la stessa identica capacità seduttiva. Dagli scatti di moda per  Yves Saint Laurent, Karl Lagerfeld, Thierry Mugler, Chanel e tanti altri all’intensa attività ritrattistica come Gianni Versace, Andy Warhol, Charlotte Rampling, Romy Schneider, Catherine Deneuve, Mick Jagger, Nastassja Kinski, David Bowie, Elizabeth Taylor, Arthur Miller, solo per citarne alcuni una mostra aperta al pubblico dal 18 ottobre 2023 al 10 marzo 2024 da non perdere assolutamente! Stefania Petrelli

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