DEEP BLOSSOM Le Foto Di Ingar Krauss Al Gaggenau Di Roma

DEEP BLOSSOM Le Foto Di Ingar Krauss Al Gaggenau Di Roma

A cura di Sabino Maria Frassà, inserita nel programma culturale 2024 di Gaggenau e Cramum

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Fino al prossimo 24 luglio 2024, DesignElementi Gaggenau di Roma ospita la prima personale del maestro della fotografia tedesco Ingar Krauss "DEEP BLOSSOM - È solo un fiore?", a cura di Sabino Maria Frassà.

In esposizione gli scatti analogici stampati in bianco e nero, trattati con l'antica tecnica fiamminga della velatura a olio, custoditi in teche lignee create dallo stesso artista. I soggetti sono estremamente semplici ma di incredibile impatto visivo: i fiori provenienti dal giardino della sua casa in campagna al confine con la Polonia, il suo eremo personale, perso nel nulla, dove si è rifugiato l’artista dopo il clamore del successo del Leica Prix vinto nel 2004.

Il connubio con lo storico brand di lusso Gaggenau è praticamente perfetto, così come lo spazio che dialoga perfettamente con le opere di Krauss, esaltandone le peculiarità e si inserisce nel programma culturale promosso da Gaggenau e Cramum, sempre alla ricerca dei più innovativi artisti nel mondo, per un nuovo approccio alla bellezza in tutte le sue forme.

Le opere di Krauss e la loro tridimensionalità trasformano anche gli elementi di design di Gaggenau in un'oasi di serenità al di fuori del caos della Capitale, che si intravede dalle finestre.

Ingar Krauss ci sorprende con la potenza della sua fotografia, col suo estro artistico, pur essendo assolutamente autodidatta, nato a Berlino Est.

I suoi semplici fiori sembrano personaggi in una quinta teatrale, sospesi, quasi in posa, come attori su un palco, non semplici fiori, riduttivo definirli nature morte. Un forte richiamo dell’artista all’avere attenzione per le cose semplici della vita, per il piccolo, come le sue opere che risultano essere formati piccoli, non convenzionali, che incantano con la loro semplicità e allo stesso tempo complessità espressiva. Di Ingar Krauss abbiamo apprezzato il lato umano, avendolo conosciuto, il suo essere riservato, quasi schivo, umile, un personaggio al di fuori dei canoni degli artisti del nostro tempo, di poche parole, che lascia parlare le sue opere per lui.

Come dichiara il curatore, Sabino Maria Frassà:"Ingar Krauss, il fotografo autodidatta che nel 2004 vinse inaspettatamente il Leica Prix, continua a colpire con la potenza e l'intensità delle sue immagini. Il suo lavoro, autentico e raffinato al tempo stesso, sorprende per la capacità di cogliere l'essenza della realtà al di là di spazio e tempo.

Nel percorso espositivo "Deep Blossom" protagonista è la luce: i fiori - comuni e per lo più provenienti dal proprio giardino - sono il pretesto per l’artista per esplorare la complessità e la “profondità” della realtà circostante che una luce, sempre radente, fa emergere. La sua ricerca visiva trascende la bidimensionalità, abbracciando una prospettiva multidimensionale. Questa unica tridimensionalità, quasi materica, delle immagini è frutto di un’ispirazione e studio cha va da Caravaggio alla pittura fiamminga, da cui deriva la tecnica della velatura: l’artista colora a olio le stampe analogiche, che, così imbevute di olio, perdono la propria rigidità fino a incurvarsi. Questa tecnica è stata preferita dall’autore ai colori “troppo vividi” della pellicola perché più coerente all’intento ultimo del raccontare la dimensione assoluta e atemporale del soggetto, che determina anche la scelta del piccolo-medio formato. In controtendenza rispetto al gigantismo che impera nella fotografia contemporanea, artista ci spiega che "il piccolo è bello! In esso c'è una sorta di concentrazione di densità, che si adatta perfettamente ai soggetti ritratti, li rispetta".

È facile intuire che la fotografia per Krauss non è un semplice trasferimento su carta di un'immagine catturata dalla macchina fotografica, quanto la sua stessa rappresentazione: di fronte a un obiettivo non siamo mai solo noi stessi, ma alla nostra proiezione non può che aggiungersi l’“io” dietro l'obiettivo. L’affinità con il teatro permea del resto questo corpo di opere, concepite come composizioni sceniche, dove i fiori si muovono come attori su un palco e il fotografo è in realtà il regista - “deus ex machina”.

Siamo perciò sicuri che quando guardiamo queste nature morte stiamo guardando "soltanto" un fiore? I fiori di Krauss rappresentano una filosofia di vita al di là dell’immagine, un richiamo all'importanza di sapere vedere la "profondità" e la magia e la “sacralità” delle piccole cose. Davanti ai suoi scatti non ci resta che abbandonare ogni tentativo di interpretazione razionalmente del reale e lasciarci piuttosto accompagnare in una meravigliosa fioritura di emozioni al di là del tempo e dello spazio.

Breve bio di Ingar Krauss

Ingar Krauss è un fotografo e artista tedesco. È nato a Berlino Est nel 1965. Vive e lavora tra Berlino e una tenuta nella campagna al confine con la Polonia. Dopo aver lavorato a lungo in un ospedale psichiatrico diventa un fotografo negli anni Novanta. Autodidatta, vince il Leica Prix nel 2004 e nel 2005 anche grazie al libro ‘Portraits’ (Hatje Cantz) raggiunge fama internazionale. Da allora ha partecipato a numerose mostre internazionali, tra cui alla Hayward Gallery di Londra, al Musée de l’Elysée di Losanna, al Palazzo Vecchio di Firenze e al MACRO di Roma, Frangit Nucem a Palazzo Isimbardi di Milano e Vitreus al Gaggenau DesignElementi Hub di Milano.

Le opere di Krauss si trovano in collezioni private e pubbliche in tutto il mondo, tra cui la Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum di Innsbruck; la Ordóñez-Falcón Photography Collection di San Sebastián; The John Kobal Foundation di Londra; le americane Bowdoin Museum of Art di Brunswick, Margulies Collection di Miami, Vince Aletti Collection di New York, USA, Sir Elton John Collection di Atlanta. la Collezione Hermès di Parigi; la Collezione Cees Dam di Amsterdam; le tedesche Collezione Michael Loulakis di Francoforte sul Meno e la Berlinische Galerie di Berlino.

Regalatevi un momento di pura poesia, immergetevi nel mondo in bianco e nero di Ingar Krauss,  in uno spazio di design assolutamente innovativo come il DesignElementi Gaggenau di Roma, ne vale assolutamente la pena!

Photo credits: ©Francesca Piovesan - Courtesy Ingar Krauss, Gaggenau e Cramum

Stefania Vaghi

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