Luigi Orru

Per me chiunque faccia fotografia a qualunque livello puo’ definirsi tale, ma a livello professionale è un’altra cosa.

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Incontriamo qui, nei pressi del centro storico di Roma, un fotografo molto conosciuto nel panorama artistico- musicale: Luigi Orru.

La prima domanda che ti pongo non è quella solita di come hai cominciato a fotografare….

“Cosa vuoi sapere? ….oddio io ho quarantasette anni e scatto fotografie dai tempi della pellicola. Da qualche anno scatto un po meglio…Ma qui si rischia di essere banale

Il tuo scatto più importante, cosi al volo….

Non me lo ricordo, (ride) ci devo pensare dopo ti rispondo…Anzi si, l’ultimo che ho fatto, sempre. Sono sempre molto critico con me stesso, e quando guardo indietro mi ripeto sempre che potevo fare meglio

Certo, quando entri in un negozio di dischi e vedi una tua copertina esposta che ha preso 5 dischi di platino, una certa soddisfazione la avverto.

UnfoldingRoma è un magazine on line dedicato alla ricerca di nuovi artisti; secondo te perché ti abbiamo richiesto questa intervista? Tu sei specializzato in concerti e cos’altro?

Questo me lo devi dire tu! Diciamo che attraverso la fotografia musicale si ha certamente maggiore visibilità, anche se definirsi fotografo musicale è un po limitativo rispetto all’essere fotografo, che poi è una definizione abusata e controversa. Per me chiunque faccia fotografia a qualunque livello puo’ definirsi tale, ma a livello professionale è un’altra cosa, ovviamente.

Puoi parlarmi del festival Rock in Roma che si svolge a Capanelle dove sei stato fotografo ufficiale nelle ultime tre edizioni? Dei grandi artisti che si sono esibiti su quel palcoChi ti ha colpito in modo particolare?

E’ vero, sono fotografo di questo importante festival da tre anni e guarda, forse quello che maggiormente mi è più piaciuto è stato lo spettacolo- concerto dei Beach Boys.

Perche?

Come perche!?Quando vedi dei vecchietti ottantenni che”zompettano”, cantano e suonano quel tipo di musica , per due ora e mezza,non puoi che essere entusiasta di immortalare quell’evento…

A Roma hai sicuramentelavorato in tanti posti (Parco della Musica,Olimpico,Atlantico,Orion…)secondo la tua opinione, qual è il luogo dove maggiormente puoi esprimere la tua tecnica o dove trovi i tempi per eseguire quello scatto che racconta il concerto e ovviamente risalta l’immagine dell’artista?

Allora,in generale non mi piace lavorare quando l’artista è distante; Banale no?Quando i fotografi sono messi nelle condizioni di fotografare in maniera statica utilizzando un tele che non permette di poter fare un lavoro diverso dal collega che ti trovi di fianco, tutti fanno le stesse foto e quindi non mi diverto. Forse l’Atlantico di Roma per delle specifiche tecniche quali le dimensioni, l’altezza e la profondità del palco,le luci mi fa sbizzarrire di più(ride)

Dove hai trovato altri tipi di difficoltà nel caso specifico dei concerti?

Ma non cè nè uno in particolare, ne ho fatti tantied in tutte le situazioni Quando ci sono poche luci comunque è una bella sfida. Più la difficoltà è maggiore più devi saper lavorare bene con la tua attrezzatura ma sopratutto devi saper raccontare l’atmosfera e le sensazioni

Ci sono ottiche particolari ?

Uso sempre le stesse e si vedono nelle mie foto i risultati poi io sono un canonista(ride)

Sono incuriosito e rimango sbalordito quando vedo le tue foto…ma come fai a renderle cosi speciali?

Forse c’è un momento speciale,ma è difficile da definire. Molti anni fa suonavo in un gruppo e durante la performance hai sempre un momento di estasi, di soddisfazione, quasi orgasmica che salta fuori nell’espressione dell’artista o nei suoi movimenti;le mie foto questo cercano, quella non è tecnica si chiama sensibilità. E forse la cerco perché avrei tanto voluto vedermi ritratto in questo modo, chissà

Un concerto che anni addietro avresti voluto documentare?

Be guarda ci sono tanti concerti chi avrei voluto fotografare sicuramente i Fabfour i mitici Beatles ma certo è impossibile ora;mi manca solo PaulMcrty;l’ho seguito decine di volte negli anni, ultima volta a a Bologna , ma lui piazza i fotografi a 50 metri… per cui niente di interessante o perlomeno nulla di cio’ che avrei voluto riprendere.

Qual è stato il tuo maestro ?

Per i concerti nessuno in particolare, o forse tutti, certamente i maestri storici.Credo che si debba prima di tutto conoscere lo strumento che usi e tutti i suoi limiti, devi sapere leggere la luce e prevedere dove cadrà, ma molto sta soprattutto, ancora una volta, nella tua sensibilità..

Hai altre passioni oltre alla fotografia ?

Si, il mio bel cagnone Dustin,“il cane più famoso del web”,con cui mi rilasso e manco a farlo apposta odia farsi fotografare; come vede la macchina scappa. Pensa che spesso mi capita sotto palco che la gente mi chiami e mi chieda “..ma tu sei il padrone di dustin?”

Consiglieresti questo lavoro ai giovani ?

No

Come no !?

Perché non è un lavoro.(ride). Almeno la fotografia musicale live. Oggi ci sono troppe immagini in generale, musicali anche di piu’, ed è difficile vedere qualcosa di originale. Come in tutte le cose, il troppo rende tutto piatto, omologato, e la noia è dietro l’angolo.

Corsi low cost per diventare fotografi professionisti,workshop,scuole di fotografia, master…quale è la tua opinione  a riguardo?

Un conto sono le scuole di Fotografia;un conto sono i corsi improvvisati per guadagnare qualcosa.I workshop possono essere un ottimo mezzo per migliorarti e specializzarti.Ma devi seguirli con fotografi importanti o perlomeno con chi possa realmente darti qualcosa: io ne seguo diversi ogni anno, ma ben ponderati e con maestri veri

Quanti sono disposti a fare dei worksop?

Basta vedere quello che c’èin giro (ride).Tanti si iscrivono e magari si ritrovano insegnanti che loro stessi mai hanno fatto un semplice corso,dilettanti allo sbaraglio o quasi, e la delusione è dietro l’angolo

Tu dei corsi hai intenzione un giorno magari di insegnarli?

Per scelta non faccio corsi o wshop a parte raramente ma piu’ per mettermi alla prova che per altro. Ho un sacro rispetto per chi insegna e lo sa fare bene, è una dote importante. Un consiglio che do sempre a chi mi chiede informazioni, è quello di informarsi prima su chi li tiene. Ad ognuno il proprio mestiere, insomma.

Hai stretto amicizia con qualche artista in questi ultimi anni ?

Il mio obiettivo è quello di lavorare con gli artisti, e ovviamente se ti cercano è perché vedono in giro del materiale interessante: io ho lavorato con Fabrizio Moro, con Noemi ho lavorato al suo ultimo disco live, ultimamente ho fatto un bel lavoro con Arisa e diverse altre produzioni importanti e gruppi emergenti. L’amicizia con alcuni di essi loro è una cosa privata, e preferisco non parlarne

Tornando all’argomento della tecnica, come ti sei evoluto a livello professionale- tecnico? Per esempio parliamo del corpo macchina ?

Allora,partiamo dal fatto che sono sparite le pellicole. Prima si lavorava con 1600 iso al massimo e ora siamo arrivati a sensori che fanno cose incredibili, ti consentono di arrivare ad una sensibilità altissima che quindi ti da un margine di manovra molto, molto piu’ ampio ed è lì che esce fuori la sensibilità del fotografo nel cogliere l’attimo migliore coniugando tempi, iso e diaframmi in modo creativo. Spesso pero’ ci troviamo di fronte a scatti “tutti uguali”, chiunque sia l’operatore che ha eseguito le foto.

Quali sono i tuoi criteri di giudizio nel valutare una foto?

La foto che mi da una emozione, semplice. Credo che manchi spesso una capacità;anzi si sottovaluta la scelta della foto da esporre. Le attuali macchine fotografiche sono veloci, si fanno tanti scatti in sequenza… ma quello che io noto è che si mettono in vetrina scatti insignificanti. Di foto se ne fanno tante, forse troppe, grazie alle macchine attuali, ci si fa prendere dall’orgasmo dello scatto pressati dalla regola dei tre pezzi … credo non abbia senso “scattare freneticamente ”. Bisogna scegliere la foto/momento giusto, seguendo la musica, il ritmo, anticipando quanto basta il momento da ritrarre. Sensibilità, appunto

Nel panorama di Roma chi ammiri?

Ma guarda,ce ne sono tanti. Mi piacciono molto Fabrizio Bisegna e Andrea Veroni che hanno una notevole sensibilità nello scattare e scegliere la foto giusta e sanno cogliere il momento. Sempre a mio giudizio, sia chiaro

Senti parliamo di Matrimoni divaghiamo un attimo..

IO adoro la fotografia di matrimonio, anche se viene erroneamente e spesso considerata fotografia di serie b. Invece a parer mio il matrimonio, per il professionista, rimane una grande opportunità e soprattutto dà libero sfogo alla sensibilità ed alla capacità di raccontare una storia, che per le persone è unica, almeno nella maggior parte dei casi. Come fotografo devi saper fare tutto: storytelling, o reportage,ritratto, still life,natura,etc etc,devi saper amministrare la luce. Il matrimonio ti offre un sacco di opportunità di sperimentazione. In Italia in parte sono ancora molto tradizionali ma ti posso dire che ci sono un sacco di fotografi molto ma molto bravi.

Molti sostengono chele foto di un matrimonio siano migliori quelle in pellicola rispetto alla fotografia digitale ?

Per me non c’è differenza, se non una evidente rilassatezza nel poter vedere al volo uno scatto dalla fotocamera e poter scattare agevolmente piu fotografie. Ma saper cogliere momenti prescinde da questo aspetto

Come ti muovi all’interno di un matrimonio?

In silenzio, senza farmi mai notare. Guarda mi commuovo sempre…mi immedesimo molto. Qui parlo da padre, nell’assistere all l’ingresso della sposa che entra in chiesa fai sempre una trasposizione del momento: un giorno toccherà anche a me (ride)chissà.

Ecco, immedesimarsi forse è la chiave. Immaginare i comportamenti e le situazioni e anticiparle è una chiave di volta per fare buone cose.

Cosa proprio non vuoi fotografare?

Mah, nulla in particolare. Diciamo che tendo ad evitare cio’ che mi annoia.

Come ti aggiorni?

Sicuramente non devi mai smettere di studiare: su internet,sui libri,devi essere curioso e mai credere di essere completo,devi sempre essere curioso sempre alla ricerca di spunti. Lo dico perché lo penso davvero, non è falsa modestia, non ne avrei motivo. Il bello di questo lavoro e’ che puoi sempre evolvere, anzi devi.

Hai scoperto nuovi artisti?

Guarda mi piace la musica e seguo quando posso i programmi musicali, in questo momento mi piacerebbe fotografare Suor Cristina del programma The Voices (ride). E’ affascinante nella sua gioia di esibirsi.

Curi l’alimentazione prima di andare ad un concerto ?

No no non tocco cibo! (ride)

Grazie Luigi sei stato gentilissimo nelle risposte,ti attendiamo sotto i palchi de maggiori concerti qui a Roma.

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