Gabriele Camelo

Gabriele Camelo

Quando un romano rende Palermo “Happy”

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Tanta passione e tanto talento. Nato a Roma ma amante di Palermo, ne parla come fossero donne. Quando si cerca di capire chi sia Gabriele, cosa vuole e dove và, un po’ ci si perde perché è troppa roba! Provate ad immaginare una faccia tosta romana con il sole di Palermo stampato in fronte, scekerate il tutto e postatelo in giro per il web! Signori e Signore Gabriele Camelo….

Gabriele diviso tra due mondi. Nasci a Roma, mamma palermitana e poi trasferimento a Palermo. A parte la genetica, cosa ti porta a scegliere Palermo piuttosto che una grande città come Roma?

Quando dico che preferisco Palermo a Roma, la reazione dell’”interlocutore” è spesso di sorpresa. Io penso che così come ognuno – forse – ha da qualche parte la sua dolce metà, così si hanno lavori, luoghi, posti che sono i “propri”, con cui fare coppia, e quando la fai, senti l’amore.

Io sento l’amore verso Palermo.

Lo sento, ogni volta che arrivo ed esco dall’ aereo e sento l’aria di Palermo. Sa di mare, di sale, di caldo e sa di qualcosa che non sai spiegare: sa di lei. Come l’odore di una persona, i luoghi hanno i propri odori. Quando arrivo a Roma sento l’odore di moquette calpestata da tanta gente in camicia e ventiquattrore. Palermo sa di mare, gente in maniche corte o bretelle. Non è l’estate: è la terra. Non è un tempo, è il sudore dell’aria che ti cola nelle narici.

 

Ops, sto facendo troppo il poeta. Ecco, che ci si può fare, questo è l’amore.

Concretamente: a Palermo la pausa pranzo la puoi fare a casa. A Palermo se arrivi stanco la sera puoi farti una cena e poi in un quarto d’ora raggiungi il centro per una passeggiata: sei stanco, ma alla fine farsi una passeggiata a seguito della chiamata di un amico è un piacere, e la stanchezza diventa lieve. A Palermo a Pasquetta vai a fare la scampagnata col gruppo d’amici. A Palermo a Natale ti ritrovi a giocare a carte a casa dell’amico dell’amico del parente di. Queste cose a Roma non ci sono: a Roma quando esci non esci con un gruppo di amici, ma esci con il conoscente. A Roma è difficile prendersi cura delle relazioni: soprattutto per una persona come me, che ha difficoltà a porsi limiti e mi disperdo nel troppo. Roma è iperstimolante, ma fra Roma e Palermo c’è la stessa differenza fra l’andare a mangiare al centro commerciale (Roma) oppure farsi un piatto di spaghetti su un tavolino di plastica a Sferracavallo (Palermo). Caos inumano contro umanità caotica. Roma vs Palermo.

Sei diventato nel giro di pochissimo grazie anche ai Social Network, popolarissimo per il tuo video “PRIO” versione palermitana del più famoso “Happy”, non ti farò la solita domanda “come ti è venuta l’idea” ma piuttosto, per me è stato sorprendentemente piacevole vedere Palermo e i palermitani lontani dai soliti cliché di mafia, ignoranza, degrado ecc.. anche considerando il tizio sulla lambretta e suo compare, anche questa è Palermo!. Pensi che il video sia stato apprezzato anche per questo? Il boicottaggio nelle sale del film “Via Castellana” pensi sia un indizio rivelatore della voglia di una nuova identità palermitana?

Io non so perché il video “Happy – from Palermo” abbia avuto tutto questo successo. C’è qualcosa nei video che faccio che tocca qualcosa d’intimo in chi li vede, forse. Qualcosa che fa breccia nell’animo palermitano. E’ qualcosa di misterioso: non mi aspettavo certe reazioni, a cominciare dai video di “Palermo di notte – (a)round” fino a “Happy – from Palermo”. Tantissime persone mi hanno scritto in privato aprendosi, raccontandomi cose anche molto intime. Pensare che un video di 5 minuti, montato su una musichetta commerciale, potesse scatenare tutto questo era assolutamente al di fuori delle mie aspettative. Forse semplicemente i video sono una testimonianza della bellezza di Palermo. Quella bellezza che molti palermitani sentono imbrattata, dal passato, dalla mafia, da una cultura tuttora da loro stessi giudicata incivile. Ma queste sono generalizzazioni… Io posso parlare di me: io voglio bene a Palermo. Nella sua totalità. Anche in ciò che non va. Ma questo è un discorso lungo… Forse nei video emerge questo bene che sento. Boh!

 

Il film della Dante non l’ho visto, quindi non posso esprimermi.

Quando chiedevi alla gente di partecipare sapendo che sarebbero stati ripresi, hai trovato resistenza?

No. Chiaramente ho ricevuto qualche rifiuto. Ma – anche qui – c’è stata differenza fra il girare il video a Palermo e girare il video a Roma (ho realizzato anche “Happy – from Rome”). A Roma ho ricevuto molti più rifiuti. A Palermo, per strada, si è tutti amici. Ci si è simpatici a prescindere. Se c’è da cazzeggiare, è un’occasione. Molti ci si fiondano, perché a Palermo il prio piace!

Quando nasce la tua passione da video Maker?

Anni fa un mio amico prete mi portò a vedere un film-documentario al Nuovo Sacher (un cinemino famoso perché gestito da Nanni Moretti). Si chiamava “Essere e avere”, era un film sconosciuto. Era la storia dell’ultimo anno di lavoro di un maestro elementare in un paesino sperduto nella campagne francesi. Quel film mi colpì molto: non c’era bisogno di film con storie inventate ed effetti speciali per raccontare. Nello stesso periodo vidi in televisione uno speciale sulla cattura di Provenzano. Si chiamava “Scacco al re” (tuttora si trova su YouTube). Un reportage con immagini, registrazioni, telefonate reali con un racconto avvincente. Un montaggio favoloso. Queste opere s’inserivano in un percorso personale alla ricerca dell’autenticità. Odio le unghie col gel, i fiorellini e le casette. Il seno rifatto per me non è per nulla sensuale. Quando compro un fiore, lo prendo così, non chiedo abbellimenti, fiocchi vari. Io credo che ci sia una realtà di per sé bella, che non ha bisogno di artificialità. Una della mie citazioni preferite è “La bellezza salverà il mondo” di Dostoevskij. La realtà è potente: dev’essere solo raccolta e raccontata. Questa voglia di raccontare crebbe tantissimo dopo l’esperienza di lavoro di un anno in Bolivia, come educatore di ragazzi di strada. Avrei potuto continuare a lavorare nel settore dell’educazione, ma capii che era più forte la voglia d’impegnarmi nella comunicazione. Tornai dalla Bolivia con tantissime storie dentro: e che ci faccio? Ero (e sono) appassionato di scrittura. Da anni seguivo le attività della Scuola Holden, una scuola particolare diretta da Baricco, in quel di Torino: una scuola formativa a livello di scrittura. Partecipai alle selezioni, trenta posti e centocinquanta partecipanti. Arrivai ventitreesimo. Ma non fra i primi dieci, a cui sarebbe stata data la borsa di studio. Ed io ventimila euro per due anni non ce li avevo. Mi misi a spulciare via internet corsi di formazione e master “economici”. Trovai un master poco conosciuto ma ben fatto, “Master in cinema digitale e produzione televisiva”, a La Cattolica di Milano. Era incentrato particolarmente sul documentario e sul reportage. Rientrava nei miei desideri, in ciò che volevo fare: ero partito con la pazza idea di fare lo scrittore, ma non disdegnavo di lavorare nel settore video. Anzi, il video univa la passione della scrittura a quella della fotografia, che pure avevo. Il video è una forma d’arte piuttosto completa, che ingloba altre “arti”. Il master durava un anno, 5000 euro, stage garantito. Feci lo stage a Report, piacqui alla Gabanelli e fui benvoluto da tutti, mi fecero il contratto anche con “la fortuna” di una redattrice che andava in maternità.

So che hai lavorato anche in Rai, per un’importante programma, che esperienza è stata?

Iniziai come stagista. Mi piace pensare che il mio contratto mi sia stato fatto anche grazie a una delle mie solite “buffonate”. Report era un ambiente molto “pesante”, tanto stress e qualche volta anche nervosismo. A Natale mi portai il costume da Babbo Natale, mi cambiai di nascosto in bagno e con un campanaccio girai per il corridoio a regalare caramelle a tutti, ed i pocket coffee a Milena Gabanelli, che le piacciono tanto. Forse quella spavalderia mi premiò, perché incominciò a girare voce che ero “bravo”. Dopo un anno di Report, lavorando come assistente autori, passai a lavorare a “Crash”, un altro programma simile e meno conosciuto, facendo l’autore. Dopodiché i tagli in Rai hanno colpito anche me: dopo tre anni di lavoro, mi sono ritrovato fuori, senza alcun contratto rinnovato. Nutro la speranza di una possibile assunzione di cui si parla, come autore di un bel programma di Rai Uno, “Petrolio”, che andrà in onda da fine agosto in poi. Ma ancora non ho firmato nulla…

Un’altra interessante esplorazione video di Palermo è “Palermo di notte”. Da cosa nasce l’esigenza di raccontare la città in notturna?

“Palermo di notte – (a)round” è una piccola web-serie, sono quattro video che su YouTube hanno avuto un certo successo. Ogni video racconta una notte, girando a caso, per la città, telecamera accesa e fermando (e filmando) i personaggi che m’incuriosivano. Come nasce? Dalla solitudine e dalla voglia di rivalsa. Era da poco morta mia nonna. La casa in cui vivevo, da lei sempre abitata, era improvvisamente vuota. Una sera mi ritrovai solo: mia madre ed il compagno di mia madre non c’erano. Venivo da un periodo di abbattimento, anche, per il contratto non-rinnovato in Rai. Provai a chiamare qualche amico, ma tutti erano impegnati.

- Cosa faccio, me ne sto qui a deprimermi in questa casa vuota, mentre so che fuori c’è un mondo che “vive”? Presi la telecamera ed uscii. Così, a caso. Da lì, nacque tutto. Feci il primo video, che ebbe un inaspettato successo su YouTube. Quindi feci poi i successivi…

Hai incontrato gente interessante? Ti è capitato qualcosa di particolare da raccontare?

La verità è che c’è un mondo pieno zeppo di storie curiose. Basta uscire e saper osservare le persone, e sapersi relazionare, stabilire un contatto. Da lì, ti ritrovi davanti storie da film. Theo, un ragazzino cresciuto da una famiglia circense itinerante (tramite un grosso furgone). Zaghi, un omuncolo con un negozietto di pietre preziose con competenze… “magiche”. Il “dragotto”, un palermitano dentro una sala scommesse che si è messo a ballare i Gangnam style. Claudio, un pilota di aerei molto credente… che dice che vola per “essere più vicino a Dio”. E così via.

Tanti video bellissimi in rete. Quale ti ha divertito di più?

E’ strano dirlo, ma non ricordo un video in particolare. Ci sono dei video che porto nel cuore, ma non appartengono propriamente a “video virali”. Eppure, io seguo “Il testimone”, la trasmissione di Pif, esclusivamente grazie alle puntate che vengono messe on line. Fra queste, ce n’è una in particolare che mi è rimasta dentro: “Il tumore”. Non è una puntata propriamente divertente. Ma ti cambia un po’ la vita in meglio, quando la vedi.

Ti  saresti aspettato così tanto successo di pubblico?

No. Tuttora sono un po’ sorpreso. Mi scrive tantissima gente e qualche volta mi hanno fermato pure per strada! Per me che sono egocentrico e narciso è proprio il massimo J. Di certo mi fa ridere questa situazione, non posso dire di essere un “personaggio pubblico”, mi piacerebbe esserlo (per quella mia parte narcisa…) ma mi rendo conto anche che è un’assurdità e che è già abbastanza buffo il relativo “movimento” che si è creato a seguito dei miei video. Io – sinceramente – non lo capisco tanto. Ma ne sono contento!

Queste tue iniziative potrebbero secondo te, essere considerate esempi per tutti quei giovani in cerca di un’idea per il proprio futuro lavorativo? Un po’ sulla filosofia di Jobs “stay hungry, stay foolish”?

Per lavorare non basta YouTube. Non basta fare cose belle. Non basta avere competenze. Tutto il “successo” che ho avuto on line mi ha portato ben poca remunerazione. Per lavorare contano – oltre alla propria bravura – i contatti, le conoscenze che uno ha. Non so se questa è una visione cinica. Ma i miei lavori sono nati sempre da contatti personali: a Report la Gabanelli mi ha conosciuto di persona grazie allo stage che feci lì. A “Crash” ci sono arrivato grazie ad un autore di Report che mi presentò all’altra trasmissione. E così via. Entrare in un certo “giro” lavorativo è difficile: ci vuole bravura, furbizia e costanza.

Io – ad oggi – non ho un lavoro fisso, e non ho trovato ancora una stabilità economica.

Cosa ha lasciato un’importante città come Roma nel carattere di Gabriele?

Ho vissuto a Milano, Roma, Palermo. Fra le tre città preferisco Palermo. Più si scende al sud e più c’è il sole. Più si scende a sud e più c’è un certo senso di tradizione. Al nord c’è il progresso. Io preferisco la tradizione. Roma mi ha fatto capire, comunque, che ho difficoltà a vivere in situazioni iperstimolanti. Roma è una città iperstimolante e dispersiva. Io ho bisogno di limiti, confini. E di rapporti personali un po’ più facili da curare.

Questi successi ti hanno aperto qualche porta?

Come detto, i successi dei video su YouTube… mi hanno permesso, casomai, di avere qualche porta aperta di… qualche ragazza J

Io ti vedo molto “PIF”. Accetteresti una proposta del genere?

Essere paragonato a PIF è una cosa che mi lusinga tantissimo. Anche altre persone me lo hanno detto! Mi piacerebbe molto essere come lui ma credo che lui abbia una dote naturale di umorismo che forse non mi appartiene in egual misura J Il mio sogno comunque è quello di far la iena, e di unire l’aspetto del cazzeggio (che mi appartiene) a quello più serio dell’inchiesta (che mi appartiene pure).

 

4 lauree, 10.000 occupazioni, l’inventore del video curriculum. Quale sarà la tua prossima mossa?

Non programmo. Spesso mi muovo all’ improvviso, ascoltando la pancia. Dentro la pancia, per ora, però, sento covare un progettino particolare. Un viaggio per la Sicilia all’ avventura, senza soldi e senza mezzi. Abbandonandomi alla terra ed alla gente che l’abita, telecamera alla mano. 

Il Palermo è appena tornato in serie A. La prossima stagione Roma vs Palermo, chi vince?

Per il calcio tifo Roma. Da sempre. Palermo mi è tanto simpatica… ma… J

Secondo me nessuna intervista renderà mai giustizia al mondo di Gabriele, quindi, cercatelo su youtube per vedere tutti i suoi video ed il suo videocurriculum, ovviamente lo stesso anche su FB . Di seguito il divertentissimo video “PRIO”. Se poi siete dalle parti di Palermo vi segnalo un evento dal titolo “La bellezza salverà Palermo, cose e persone belle a Palermo” il 22 Maggio 2014 presso, Palab, piazzetta del fondaco, Palermo.  Un grazie speciale a Gabriele Camelo!

 

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