Cosa resta invisibile nel patrimonio culturale? Quali processi, saperi e pratiche si celano dietro la superficie delle opere, dei paesaggi, delle collezioni museali? Beyond Heritage. Un percorso fotografico tra arte e scienza, in programma dal 17 gennaio al 28 febbraio 2026 al Museo di Roma a Palazzo Braschi, nasce proprio da queste domande e le trasforma in un’esperienza visiva immersiva, capace di restituire la complessità della ricerca applicata ai beni culturali.
La mostra, promossa da Roma Capitale e curata da Fabio Beltotto, propone un ribaltamento dello sguardo consueto sul patrimonio: non più soltanto oggetto da ammirare o da conservare, ma processo vivo, risultato di un lavoro collettivo che intreccia discipline scientifiche, competenze tecnologiche e sensibilità artistiche. In questo senso, Beyond Heritage non è una semplice esposizione fotografica, ma un dispositivo narrativo che mette in scena il “dietro le quinte” della conoscenza.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso fotografie, video e materiali digitali nati dal dialogo diretto tra sei fotografi – Alessandro Cristofoletti, Mario Ferrara, Paolo Pettigiani, Claudia Sicuranza, Francesco Stefano Sammarco e Futura Tittaferrante – e i gruppi di ricerca coinvolti nel progetto CHANGES. Le immagini non documentano passivamente la ricerca, ma la interpretano, trasformando laboratori, strumenti, dati e territori in linguaggi visivi capaci di generare nuove letture.
Le sezioni della mostra attraversano alcune delle principali linee della ricerca contemporanea sui beni culturali: dall’archeobotanica, che ricostruisce ambienti ed ecosistemi del passato a partire da tracce minime, allo studio del patrimonio della moda come sistema stratificato di memorie materiali e immateriali; dalle indagini sul paesaggio come spazio di relazione tra storia, comunità e trasformazioni sociali, fino alle sperimentazioni sui digital twin, che ridefiniscono le modalità di accesso, conservazione e trasmissione delle opere e delle collezioni nel tempo.
In questo contesto, la fotografia assume un ruolo cruciale. Non è più soltanto mezzo di registrazione, ma strumento critico e conoscitivo, capace di rendere visibili connessioni altrimenti impercettibili. L’immagine diventa luogo di incontro tra arte e scienza, tra dato e interpretazione, tra oggettività e visione. È qui che Beyond Heritage trova la sua forza: nel mostrare come la produzione di sapere sia sempre anche una costruzione culturale, fatta di scelte, relazioni e sguardi.
La mostra si inserisce nel quadro del progetto CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society, finanziato dal PNRR e da NextGenerationEU, che riunisce università, centri di ricerca e istituzioni culturali con l’obiettivo di ripensare il rapporto tra patrimonio e società. Come sottolinea Antonella Polimeni, presidente della Fondazione CHANGES, l’esposizione rappresenta un momento di restituzione di un lavoro collettivo che ha contribuito a costruire un sistema nazionale di innovazione nel campo dei beni culturali.
Beyond Heritage invita così il pubblico a superare una visione statica del patrimonio e a riconoscerlo come risorsa dinamica, condivisa, in continua trasformazione. Un invito quanto mai attuale, che trova nella contaminazione tra linguaggi artistici e pratiche scientifiche una delle strade più fertili per immaginare il futuro della cultura.
Cristina Gallo
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