Fondazione MAST, a Bologna, ospita, fino al 27 settembre 2026, la mostra “Bernd & Hilla Becher. History of a Method”, i documentaristi della fotografia industriale. Per la prima volta in Europa, una mostra, che non è soltanto una retrospettiva, ma un’attestazione di metodo, quello di Bernd & Hilla, i quali attraverso la loro rigorosa sistematicità metodologica, hanno costruito un linguaggio visivo. L’esposizione a cura di Gabriele Conrath-Scholl, Max Becher e Urs Stahel, ripercorre ben quarant’anni di storia, riconsegnando al pubblico, oltre 350 stampe originali in bianco e nero, affiancate da disegni, libri e materiali d’archivio. I Becher, sviluppano le loro famose tipologie sulle architetture industriali. I due artisti osservano: torri di estrazione, torri idriche, torri di raffreddamento, gasometri, bunker per il carbone, altiforni, silos per i cereali, organizzando le immagini in blocchi o griglie rigorose. Cuore pulsante della mostra è proprio la tensione tra singolo e sistema. L’oggetto che viene fotografato perde la sua funzione originaria e muta in forma, in una minima variazione. Il metodo diventa linguaggio, un linguaggio che influenza generazioni di artisti. I Becher iniziano a documentare ciò che sta scomparendo, il loro lavoro si sofferma su una Nuova Oggettività, che ha dato vita ad un nuovo stile documentario dalla marcata dimensione artistica, ed ha influenzato profondamente l’Arte Concettuale e il Minimalismo, una delle forme più riconoscibili della fotografia contemporanea. Questa mostra testimonia la ricchezza metodologica e la vastità tematica dell’opera dei due artisti presentando al pubblico nelle Galleries 1 e 0 di MAST, 10 sezioni che ne raccontano la storia, dai Paesaggi, alla Miniera di Carbone, alle sculture anonime, fino alle prime opere e alle pubblicazioni, spicca una rara continuità: ogni oggetto diventa parte di un sistema, ogni scelta è coerente. History of a Method, non è solo una mostra, ma un’attestazione che il merito nasce dalla disciplina, dietro l’identità, anche nella fotografica, c’è una costruzione lenta, attenta, necessaria, appunto un metodo.
Stefania Petrelli
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