Emanuele Pennacchio

Emanuele Pennacchio

Tutta la mia carriera la devo alla mia famiglia e, come ho già detto, a mio padre che mi ha trasmesso dapprima la passione per la fotografia, e più tardi, quando ho deciso di proseguire su questa strada professionalmente,

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La nostra redazione prosegue le interviste nel mondo del giornalismo fotografico  ed oggi incontra un fotografo professionista che ha seguito per un lungo periodo le imprese della as Roma e della prima squadra della capitale da qualche anno si è trasferito nel nord Italia : Emanuele Pennacchio.

Emanuele incontro casuale con la fotografia oppure è stata una scelta voluta?

L’incontro con la fotografia non è stato casuale; è una passione che mi ha trasmesso mio padre, da sempre fotoamatore, fin da quando ero piccolo. Dopodiché l’approdo alla fotografia come professione è stato in parte casuale: seguivo un amico che correva con lo scooter per il trofeo Polini e mi sono ritrovato a bordo pista… da lì è nato tutto.

Collabori con molte agenzia fotografiche tra cui "Activafoto" quante soddisfazioni ti ha dato ?

Nel nostro lavoro la collaborazione è fondamentale, e lavorare con Activafoto è particolarmente importante per me perché Fabio e Salvatore prima di essere colleghi sono amici. Le soddisfazioni sono state molte, ma quella che ricordo con maggior piacere è stato quando due anni fa, in occasione della partita del Chievo contro il Milan a Verona, riuscimmo a vedere pubblicate, anche in prima pagina oltre che in quelle interne, e su diversi quotidiani sportivi molte delle mie foto: davvero una grande soddisfazione.

Puoi considerare la tua carriera una bella storia di fotografia ?

Diciamo che la mia carriera per adesso è a metà della storia di fotografia che mi sono immaginato.

Parliamo si sociologia : perché la generazione degli ex ventenni degli anni Ottanta, ormai adulti maturi, non riesce a fare pace con la propria età e continua a fingersi eterni adolescenti un po’ appannati dal tempo che passa? Fotografare ti rende estremamente felice ?

Quella generazione – anche se io, a dire il vero, negli anni Ottanta non avevo ancora vent’anni – ha vissuto i tutti i rapidi cambiamenti dell’era cosiddetta digitale, ma ricorda ancora la vita senza computer, senza social networks, quando si scendeva in strada per giocare con gli amici veri e non virtuali. Se ciò può per certi versi rappresentare un vantaggio, questo sentirsi ‘a metà’ tra due generazioni – quella delle cabine telefoniche e quella degli smartphone – può in parte spiegare il nostro fingersi mai cresciuti…E sì, fotografare mi rende felice.

“Street Love”, istanti d’amore rubati agli innamorati lungo le vie, in metro o fuori dai café: E' un progetto fotografico francese molto interessante; ti piacerebbe lavorare ad un progetto simile ?

Immagino di sì. Certo si hanno illustri precedenti... pensiamo solo a Robert Doisneau e al suo “Le baiser de l’hôtel de ville”…

Le incredibili immagini vincitrici del “2015 travel photographer of the year”, il concorso di fotografia di viaggio più importante al mondo - presto saranno pubblicate in un libro e esposte al Docklands di Londra : Ti sei mai interessato di questa tecnica fotografica nei tuoi lavoro Qual è stata la foto più bella che hai scattato in tuo viaggio ?

Fotografie di viaggio ‘su commissione’ non ne ho mai fatte, ma mi piacerebbe visto che sono uno a cui piace molto viaggiare. Una delle foto più belle che ho scattato durante un viaggio penso sia quella di un lavavetri appeso a un grattacielo di Toronto.

"P" sta per padri, i nuovi padri, una generazione di trentacinque-quarantenni che non vuole più abdicare all’educazione dei figli: in bilico tra mascolinità e tenerezza, tra la nostalgia del vecchio, consolidato modello autoritario e le esigenze delle famiglie di oggi. Si sta avvicinando la festa del Papà quanto è importante questa figura e nella tua carriera fotografica sei mai riuscito a immortalare la vera essenza di questa figura ?

Tutta la mia carriera la devo alla mia famiglia e, come ho già detto, a mio padre che mi ha trasmesso dapprima la passione per la fotografia, e più tardi, quando ho deciso di proseguire su questa strada professionalmente, non mi ha mai impedito di provarci e non ha mai smesso di credere in me. Credo che questa sia l’essenza della figura paterna, dare fiducia ai propri figli.

Sabato e domenica ci sono le Giornate del Fai di Primavera: tante città mostrano per la prima volta i loro "gioielli": pensi da farci un salto ? Cosa c'è di bello a Verona da immortalare ?

Conosco questa iniziativa e mi è capitato di visitare nel passato luoghi che sono tornati a splendere grazie al Fai, come, per esempio, l’abbazia di San Fruttoso. Purtroppo il sabato e la domenica sono spesso impegnato con il lavoro e, seppure a malincuore, credo che non riuscirò ad approfittare di questa bella occasione offerta dal FAI. Verona è una città molto bella, e molti sono i luoghi e i monumenti da forografare: l’Arena, Piazza Bra, Piazza Erbe, Piazza dei Signori, la torre dei Lamberti, le Arche scaligere, San Zeno, Castelvecchio, i luoghi che ricostruiscono il mito di Giulietta e Romeo (la casa di Giulietta, il balcone, la statua, ecc.). Foto suggestive e panoramiche del Ponte Pietra e del Teatro Romano, come di tutta la città, si scattano da Castel San Pietro, antico fortilizio austro-ungarico che domina il centro. Molti però sono anche gli scorci meno frequentati: i portici di via Sottoriva, i caffè nei pressi del Duomo, la sinagoga, le passeggiate sul lungo Adige…

Parliamo delle foto brutte messe in una serie, a volte sono piu' interessanti di una sfilza di foto perfette ?

Purtroppo credo che non sia così: le foto brutte – se esistono – sono per me quelle non interessanti.

Flavio Tosi: ''sto pensando di candidarmi a sindaco di Roma. A Verona siamo verso la fine del secondo mandato. Non conta dove si fa, conta saperlo fare'' Un tuo commento ?

Devo dire che a Verona parlano tutti molto bene dell’operato del sindaco Flavio Tosi. A mio avviso, Roma, in questo momento, avrebbe bisogno di una persona fattiva e di buon senso; Tosi è sindaco di una grande città, anche se imparagonabile a Roma per dimensione e problematiche. Tuttavia, se davvero sta pensando di candidarsi a sindaco di Roma, potrebbe essere per lui una buona sfida, e per i romani una buona alternativa… chissà.

Il caso affittopoli romano ti ha fatto sorridere....

Mi ha fatto sorridere e arrabbiare allo stesso tempo: tutti sanno tutto e nessuno sa mai nulla!

Sulle unioni Unioni civili, (tema molto scottante nei giorni scorsi) il filosofo Flamigni ha voluto dire la sua : Maternità surrogata? Primo esempio è nella Bibbia : che idea hai della vicenda?

Sono favorevole alle unioni civili, ma sono perplesso sulla maternità surrogata, non è un obbligo avere figli, né un diritto. E poi, se mi posso permettere, nella Bibbia la faccenda aveva contorni un pochino diversi…

Pallotta ha deciso che Totti smetta di giocare. Non glielo ha ancora detto chiaramente, ma le sue parole non devono essere interpretate. «Il suo corpo non gli permette di giocare allo stesso modo di prima». Su questo il capitano non è d’accordo. Una tua opinione ?

Penso che se un campione come è Francesco Totti si sente ancora in grado di giocare ha il diritto di continuare, pur senza togliere la possibilità a chi è più giovane di lui di emergere e farsi conoscere. C’è da dire anche che la situazione è molto delicata perché Totti è un simbolo per la Roma e per i suoi tifosi, e dichiarazioni del genere, se non addirittura gaffe, da parte della dirigenza romanista sul rinnovo del contratto o sulla sua permanenza alla Roma potrebbero creare un ulteriore spaccatura con la tifoseria.

Parliamo del Barcellona qualche settimana fa Messi rigore di seconda e segna Suarez. Scoppia la polemica : una tua opinione ?

Secondo me quel gol sarebbe stato da annullare.

Parliamo di giornalismo e vorrei parlare con te della figura di Gian Piero Galeazzi .Ha quasi settant’anni. È in pensione da cinque. Oggi che fa? Ha scritto Il suo terzo libro, un’autobiografia giornalistica appena uscita da Rai Eri, s’intitola ‘’L’inviato non nasce per caso’’:che ricordi hai dei giornalisti storici che hai incontrato in Tutti questi anni nel tuo lavoro fotografico di chi senti l'assenza e con chi hai stretto un buon rapporto d'amicizia ?

Non ho mai avuto l’occasione di conoscere davvero da vicino grandi figure del giornalismo, ma di certo Giampiero Galeazzi fa parte del ‘patrimonio’ del giornalismo sportivo italiano..

Per un bordocampista come te quale l'attimo perfetto da immortalare: una stupenda azione di gioco oppure un'espressione ?

L’attimo perfetto è… ogni attimo: un’espressione, un gesto, un’esultanza. Sono tutti attimi perfetti… l’importante è stare concentrati e saperli cogliere.

Andrea Staccioli un tuo collega su fb scrive : La cosa peggiore per un fotografo di calcio ... il gol al 90mo che cambia il risultato . Si butta tutto e si ricomincia. Ha ragione ?

Triste verità! Hai preparato le foto (l’esultanza dei vincitori, la delusione degli sconfitti, un bel primo piano dell’‘uomo-partita’), le stai quasi per inviare e in un attimo devi ripensare e rivedere tutto il lavoro svolto fino a quel momento. Ma, come si dice, sono rischi del mestiere.

La foto che senti più tua ?

Tutte le mie foto.

Mentre con i colleghi fotografi che rapporto hai ?

Sono uno che cerca di andare d’accordo con tutti e penso anche di riuscirci; nella fotografia, come nella vita, la cosa importante più importante è l’educazione e il rispetto di tutti.

Oggi che effetto le fanno i giovani al microfono?

Nessun effetto particolare, è il segno del tempo che passa… purtroppo.l

Progetti per il futuro e qualche progetto in cantiere...

Tanti, ma per scaramanzia non ne parlo (quasi) mai.

VALERIO DE BENEDETTI 


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