Evandro Inetti

Evandro Inetti

L'anima dietro l'obbiettivo

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A volte si scoprono persone davvero interessanti, ancor più se il loro mestiere li presenta come personaggi particolari,misteriosi, che scavano nell'animo umano senza nemmeno parlare,solo osservando e "fotografando" il mondo...Evandro Inetti, artista della fotografia e dell'animo umano premiato con il BOP (Best Of Photography U.S.A.) nel 2006.

La professione di fotoreporter è una professione che per dare le dovute soddisfazioni ha bisogno di essere coltivata scrupolosamente, con fatica, dedizione e tanta cura, a volte i risultati però sono deludenti; qual'è stata la delusione più forte che ha incontrato durante il suo cammino ?

La professione del fotoreporter, ovvero del fotogiornalismo è una professione delicata, che implica non solo le necessarie conoscenze tecniche, quelle si debbono dare per scontate, ma implica un' etica e una conoscenza profonda del significato di questo lavoro. Non esistono foto "brutte", esistono foto "sbagliate". Un fotografo può fermarsi alla bella foto, all’istantanea spiritosa, alla bella luce di un momento. Nel fotogiornalismo la bella foto deve poter unire, tecnica, estetica e narrazione. Nel momento dello scatto ci si deve sempre domandare se quell’immagine che vediamo nel mirino è,o non è, una storia. Mi piace sempre ricordare che ogni foto è una storia, ma non tutte le storie sono una foto. Non ci sono dunque delusioni, almeno nel senso generale da lei domandato, ma come dicevo, solo foto sbagliate. Con l’esperienza si comprende qual è la differenza fra uno standard accettabile, e la foto che racconta. Quando si scatta si deve pensare a chi vedrà quella foto. Capirà ciò che sto raccontando, Il fotogiornalismo non è un' avventura casuale. Il fotogiornalismo è una pratica molto seria e colma di responsabilità.

Dalle delusioni alle grandi emozioni, vedere la propria fotografia come copertina del TIME deve essere stata una grande sorpresa...siamo curiosi, è successo come nei films, che passando davanti ad un'edicola ha visto la "sua creatura", o gli è stato comunicato con un "La sua non sarà una delle tante foto pubblicate, ma la copertina!" ?

La Foto si riferisce alle dimissioni inaspettate di Papa Benedetto XVl nel 2013La copertina di Time, che ritrare Benedetto XVI in aula Paolo VI è stata una foto che ha rappresentato a suo modo, un momento storico irripetibile. Per quanto mi riguarda è stato il coronamento di molti anni come Vaticanista accreditato presso la Santa Sede. E’ stata scelta dalla redazione di Time dopo aver visionato piu di 150.000 immagini, ed è uscita in edizione mondiale. Sinceramente non potevo che essere felice. La copertina di Time è un riconoscimento speciale, un qualcosa che può solo far felici.

Questo lavoro credo l'abbia portata anche a dei parallelismi, Giovanni Paolo ll, Benedetto XVl ed ora Papa Francesco, come cambia il suo modo di interpretare la figura di un Papa, del PAPA ?

fotografare un Papa è cosa molto, molto diversa da fotografare un qualsivoglia personaggio, anche perche la cornice religiosa ne impone un rispetto e una dedizione tutte speciali. Ogni Papa ha sue caratteristiche che vanno studiate, comprese, tentando di catturare con l’obiettivo I risvolti umani, mistici, particolari. Seguire costantemente un Papa durante udienze, incontri con capi di Stato, liturgie, fa si che nel tempo se ne comprendano i modi, e si possa, in qualche maniera catturare quel qualcosa che il semplice occhio dello spettatore non è in grado di cogliere.Ho iniziato a seguire in Vaticano il giorno in cui morì Papa Giovanni Paolo II, ho seguito tutto il papato di Benedetto XVI e ora seguo Papa Francesco. Del primo purtroppo non posso dire nulla, degli ultimi due Papi è evidente la loro differenza di porsi, di esprimere il loro Pontificato. Sono diversi i gesti, e sono quindi differenti le letture fotografiche che se ne hanno.

Vaticanista ma non solo, anche dal mondo dello spettacolo e della moda ci arrivano testimonianze fotografiche del suo lavoro, un ambiente più rilassante rispetto allo stretto cerimoniale a cui è abituato o anche con i personaggi noti c'è un'etichetta da dover rispettare ?

Lavorare nella moda o nello spettacolo è evidentemente piu rilassante, ma ciò non toglie che il prodotto finale deve essere di alto livello. Lavoro per una agenzia Americana che rilancia i miei servizi in tutto il mondo, quindi è facile immaginare la spietata concorrenza. Ci sono in giro fotografi molto bravi, e la competizione va vissuta come un desiderio di migliorare, di capire il mercato, di ottenere, per quanto possible il Massimo.

Qual'è stato in assoluto il personaggio, o il paesaggio, o l'oggetto perchè no, che ha fotografato con più soddisfazione e di cui conserva il ricordo più bello ?

Qui si apre un capitolo enorme, ci sono foto di cui un fotografo si innamora, foto che hanno successo, e foto amatissime che vengono snobbate, c’est la vie. Non sempre si è compresi, o forse a volte si puo commettere un errore di valutazione. Si deve sempre avere una grande umiltà. I piu grandi fotografi che conosco, sono persone di un' umiltà e cultura enorme.

Spesso, le foto parlano da sole, non c'è bisogno di aggiungere didascalie, come si fa' ad arrivare ad una completezza di comunicazione così assoluta ?

Ci si arriva per esperienza, fortuna, intuito, colpo d’occhio, tecnica, umiltà. Se manca uno di questi ingredienti la minestra viene sciapa, per cosi dire….

Nel novero delle soddisfazioni anche un Riconoscimento Internazionale per la fotografia che ritrae una donna che nel 2005 per protesta si diede fuoco di fronte al Campidoglio, ce ne parla ?

Quella foto è nata casualmente, ma è un' imagine, tutta la sequenza intendo, che non è bella da realizzare. Quando si capisce che si fotografa la "morte", nessuno puo rimanere tranquillo. E non basta certo il distacco che sempre si deve avere in certi drammatiche situazioni. La donna ha deciso di compiere un gesto estremo, risultato poi definitivo. Mi creda, non è bello fotografare la morte. E aver ottenuto in seguito un riconoscimento (BOP 2006, Best of photography, u.s.a.) non mi ha fatto sentire meglio.

La sua possiamo dirlo,è una vita sempre volta al massimo delle aspettative, peraltro ben ripagate (??), nella vita privata poggia la macchinetta fotografica nel cassetto, o come un'inseparabile amica rimane sempre con un "braccio" al collo ed una "mano" nella sua ?

Un fotografo, un fotogiornalista, è sempre un fotografo, è sempre un fotogiornalista. Cosi come un dottore non smette di essere tale quando ripone il suo camice bianco ed esce dal suo studio…. In questo mestire… non ci si riposa mai….

Grazie ad Evandro Inetti per la sua cortesia e disponibilità, gli auguriamo una carriera ancora più ricca di belle esperienze.


                                                                                              Laura Tarani

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