Gianni Barberi

Quello che mi ha portato ad amare la Lazio, è stato Giorgio Chinaglia, lo spirito dell’invincibile guerriero.

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Inizio del mese di Novembre, giornata  luminosa  qui a Roma , ho appuntamento in un bar della zona Flaminio con un fotografo sportivo che si occupa anche di cronaca: Gianni Barberi.

Allora Gianni per chi non ti conosce come ti sei avvicinato alla fotografia ?Ti sei specializzato poi in quella sportiva..

Inizio a fotografare alla veneranda età di…5 anni!!! E’ una cosa che ho sempre amato la fotografia. A 13 anni mio padre mi regala la mia prima reflex, una Miranda ee, pagata la bellezza di 165 mila lire, che per l’epoca erano una bella cifra! Comincio a studiare libri e riviste e a esercitarmi sul campo. Evidentemente tutto ciò ha portato i suoi frutti, se è vero che durante una vacanza negli Stati Uniti, una grande catena di ristoranti casualmente vede le mie foto, se ne innamora, e mi “ingaggia” per dei reportage pubblicitari. Tornato a Roma inizio a lavorare con il mio amico Franco Ceci, grande fotografo sportivo, da cui carpisco tanti segreti. E inizio a calcare i campi della serie A di calcio. La mia prima partita fu un Bologna-Lazio.

Che strumenti deve avere un fotografo sportivo? Molto importante è la tecnica ?

Allo stadio vedo fotografi “armati” di ogni ritrovato della scienza ottica. Valige di obiettivi. Il primo strumento per un fotografo è la “fantasia”! Con un buon “occhio” e tanta fantasia riesci a portare a casa il lavoro. Il mio motto è “se non c’è nulla da fotografare….inventa!!!”Già con un obiettivo 70/200 luminoso (specie oggi che la maggior parte delle partite è in notturna) si ottengono ottime immagini. La tecnica ovviamente è alla base di un buon lavoro. E quella si ottiene grazie a tanto studio e altrettanta pratica.

Dicevamo che ti occupi anche della cronaca ,quale foto ti è rimasta più impressa nei tuoi lunghi anni di carriera ?

Ne ho fatte talmente tante che mi hanno soddisfatto che…sarebbe un elenco interminabile! Diciamo che la più bella foto che ho fatto…è sempre la prossima che farò!!!

Mentre in quella sportiva?

Una foto che mi è rimasta nel cuore è uno scatto di Maradona in azione durante Fiorentina-Napoli. All’epoca giocavo a pallone (con scarsi risultati…) e quindi avevo previsto la prodezza del fenomeno anticipandone il gesto atletico. In quegli anni le macchine fotografiche non avevano le “raffiche” come oggi, e quindi lo “scatto buono” poteva essere solo uno. One shoot one kill! In quell’attimo scattai solo io….il ragazzo di ventanni aveva battuto tutti i vecchi maestri della fotografia che aveva intorno. Che soddisfazione!E paradossalmente, più che il calcio, lo sport che preferisco fotografare è il rugby! Ti da mille spunti diversi su cui sbizzarrirti

La tua passione sportiva ti porta a tifare la prima squadra della capitale? Come mai questa scelta?

La Lazio è sempre stata nel mio cuore. Da bimbo, quando mio padre mi portava allo stadio, erano davvero i tempi bui . Ma questo ha temprato la mia lazialità evidentemente. Ho iniziato a frequentare la curva, a fare le trasferte… Nel mio cuore ancora sono in curva!!! Anche se ho “scavalcato il fossato”, ed ora sono in campo, ancora mi emoziono ad un gol della mia Lazio o ad una coreografia della curva.

L’era del digitale ha influito anche nell’ambito sportivo e per accedere agli stadi e fotografare le partite c’è bisogno di una serie di documenti e assicurazioni che hanno allontanato fortunatamente i fotoamatori?

Da una parte è meglio perché negli ultimi tempi imbucati e gente che non c’entrava nulla con il professionismo fotografico si era infiltrata. Una sana scrematura era necessaria. Dall’altra…io darei possibilità ai meritevoli di provare, almeno una tantum, l’ebbrezza della fotografia sul campo. Un po’ una sfida per provare chi è più bravo. Sarebbe da proporre.

Veniamo da una settimana ricca di notizie e vorrei porti delle domande sui fatti che mi hanno particolarmente colpito:Una tua opinione sulle manganellate della polizia sugli operai che cercavano in maniera civile di mantenere il posto di lavoro?

Se la manifestazione è civile non vedo motivi di usare la violenza. In quello come in tanti altri casi. La violenza non andrebbe mai usata.

I funerali di Cristian e Stefano i due sfortunati tifosi della Roma padre e figlio scomparsi in un tragico incidente per colpa di un rumeno?

Un dramma vero. Due povere vittime di un sistema che permette a chiunque arrivi nel mio paese di fare impunemente ciò che vuole.

Le vergognose scritte comparse sulla tragedia della famiglia Paparelli, il gesto di un “cane sciolto” oppure quel tipo di tifoseria , porta nel suo dna quello dell’insulto per chi non c'è più?

Il fatto che i gruppi della curva romanista si siano “dissociati” dal gesto, andando a cancellare la vergognosa scritta, depone a favore di un cambiamento di cui si sentiva il bisogno. In questo sono orgoglioso dei ragazzi della mia curva che nel corso degli anni hanno sempre onorato i defunti anche dei fronti opposti, da De Falchi, a Di bartolomei, fino ad arrivare al povero Ciro Esposito e alle due vittime dell’incidente stradale dui si parlava prima.

La sentenza del caso “Cucchi” l’assoluzione degli indagati e la richiesta di una parte della sinistra di dedicare a questo ragazzo una piazza oppure una via. Cosa ti fanno pensare ?Secondo te cosa è successo in questa tragica vicenda tutta italiana?

Un altro schifo tutto italiano. Povera Italia mia…come sei caduta in basso… Insabbiamenti, sotterfugi, scappatoie… Lo avevamo già visto con la vicenda di Gabriele Sandri. La gente si è stancata. Pene certe per i colpevoli certi. Senza se e senza ma. Nessuno deve pensare di farla franca.

Parliamo della pedonalizzazione del centro storico con il blocco dei motorini e diciamo della gente normale:che opinione ti sei fatto di questo Sindaco?Questo blocco danneggia anche te immagino ti impedisce di svolgere il tuo lavoro di fotoreporter ?

La peggior gestione da sempre della mia città. Speriamo la gente si ricordi le “sofferenze” e quando riandrà a votare le metta sul piatto della bilancia. .

Sei anche un fervente animalista ;che opinione sulle botticelle e lo sfruttamento dei cavalli da parte dei vetturini?

Uno scempio che deve finire! Sarebbe semplicissimo inquadrare tutti i vetturini in una categoria comunale , magari dotandoli di macchinette elettriche per portare a spasso i turisti, e avremmo posti di lavoro e animali salvi. Troppo complicato?

Roma in che condizioni si trova hai modo di svolgere dei reportage del degrado che la circonda ?

La mia città avrebbe bisogno di qualcuno che usi il pugno di ferro. Anche lavorare è diventato impossibile. Se continuasse così la gente fuggirà…almeno quelli che possono farlo.

Il tuo quartiere del Flaminio,è peggiorato in questi anni?

Peggiorato a dismisura. Da isola felice a terreno di conquista. Bande di sudamericani imperversano la notte (basta dare uno sguardo a piazza mancini). Gli zingari svaligiano le case (anche io ne sono stato vittima…). Ubriachi dell’est importunano la gente e usano le piazze come bagni pubblici (passate a piazzale Flaminio…). Tra poco potrebbe essere troppo tardi per intervenire. Ma come in ogni cosa italiana…aspettiamo le tragedie per fare qualcosa…ovviamente di facciata. Per poi tornare al “tutto come prima”.

Cambiamo argomento a Teatro in questi giorni è in scena uno spettacolo sull’immensa figura di Tommaso Maestrelli: il “Maestro” con il titolo “L’Ultima Partita”, hai avuto modo di vederlo ?

Ci sono stato pochi giorni fa. Uno spettacolo bellissimo. Per chi ha vissuto quell’epoca, e per quelli che l’hanno solo sentita raccontare. Applausi a scena aperta!

Nel calcio di oggi manca una figura del genere?

Ci mancano tantissimo queste figure. Nel calcio dei soldi a tutti i costi, dei macchinoni, dei calciatori che si mettono il rimmel e i cerchietti in testa, dei procuratori senza scrupoli e dei presidenti macchietta…

A quale giocatore biancoceleste sei particolarmente legato ?

Sono legato alla maglia più che ad un giocatore singolo. Se dovessi scegliere un esempio lo legherei ad un Enrico Vella, un Acerbis, un Giuliano Fiorini. Gente che lottava, sangue e sudore.Il mio eroe da bimbo, quello che mi ha portato ad amare la Lazio, è stato Giorgio Chinaglia, lo spirito dell’invincibile guerriero.

Il tuo modo di vivere le partite è cambiato in questi anni:preferisci un calcio più romantico?

Si , ma capisco che sono anacronistico. Ormai quel calcio non tornerà più. Tutto cambia…anche il calcio.Noi siamo la generazione delle partite di calcio di sei ore in cortile e del subbuteo a casa se piove. Oggi siamo soppiantati da whatsapp e dalla playstation.

Sei stato il fotografo ufficiale della manifestazione di “Padre in Figlio” per ricordare i quarant’anni dello scudetto biancoceleste,ripensando a quell’evento ti vengono i brividi?Che ricordo è per te ?

A parte la fatica , organizzativa, ripagata dal risultato. Ricordo nitidamente di essere rimasto “drogato” dallo striscione degli Eagles’ Supporters, a cui sono legato a doppio filo. E’ stato come un tuffo a ritroso nel tempo di 30 anni. E rincontrare i vecchi amici di allora è stato come se quegli anni non fossero mai passati.

I progetti per il futuro riguardano un libro di Fotografia con le immagini più belle ?Come lo intitoleresti ?

Dopo il libro fotografico sul trionfo della Coppa italia , che ho voluto donare all’A.D.M.O. (Associazione donatori midollo osseo), ora sto pensando a qualcosa di diverso. Magari dedicato alla mia città che in questo momento ne ha bisogno …In un prossimo futuro invece mi piacerebbe pubblicare un libro con tutte le mie foto più belle, e non solo legate allo sport. Lo chiamerei… “Non si finisce mai di imparare”! Dedicandolo a tutti quelli che sono entrati negli ultimi anni nel campo della fotografia, e pensano che sia solo “schiacciare un bottone”.

Grazie Gianni sei stato veramente gentile a concederti per il nostro magazine . A presto.

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