Federico Proietti

Federico Proietti

L’evoluzione va fin troppo veloce perlomeno per chi pratica questo mestiere come freelance...

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Abbiamo il piacere di avere con noi il fotografo Federico Proietti con cui proveremo ad analizzare gli aspetti più intriganti del suo lavoro addentrandoci negli aspetti più curiosi della fotografia intesa come forma d’arte complessa con cui tutti però abbiamo a che fare nella nostra quotidianità

Com’è nata la sua passione per la fotografia?

Prima di fare il fotografo ho fatto diversi altri lavori, Intorno ai vent’anni è nata questa passione ed ho deciso di frequentare nel tempo libero alcuni corsi di fotografia, in particolare presso la scuola Graffiti di Roma. È nata una forte passione che ho continuato a coltivare con il tempo e la pratica l’ho portata avanti. Ho mosso i primi passi come fotoreporter e poi mi sono appassionato alla fotografia sportiva. A quel punto mi sono proposto ad alcune realtà locali della zona di Frosinone ed ho iniziato a collaborare con loro.

Con quali testate collabora al momento?

Dopo aver mosso i primi passi con il quotidiano Ciociaria Oggi per cui seguo ancora oggi le partite del Frosinone Calcio, ho iniziato a collaborare anche con alcune agenzie con cui collaboro ancora oggi come l’agenzia Sync Studio di Torino e la AGF (Agenzia Giornalistica Fotografi). Per loro seguo la Serie A ed i principali eventi sportivi che si svolgono a Roma. In passato ho avuto collaborazioni anche dirette con la Gazzetta dello Sport ma ora lavoro con loro soprattutto attraverso le agenzie. Generalmente seguo una decina di partite al mese che intervallo con attività legate ad altri sport.

Lei vanta numerose collaborazioni con quotidiani di primissimo livello: quale crede che sia il rapporto tra la carta stampata, con le sue notizie, e la fotografia? 

Parlare soltanto di carta stampata è molto riduttivo perché in questo settore c’è molta crisi. Rispetto agli inizi si sono ridotti i rapporti diretti con i quotidiani di carta stampata. Ora le testate sono costrette a ridurre i costi e quindi preferiscono accordi con le grandi agenzie in grado di coprire tanti eventi e spesso hanno un costo decisamente più competitivo. Fino a qualche anno fa era decisamente più semplice avere collaborazioni dirette con i quotidiani, anche di livello nazionale come La Gazzetta dello Sport, mentre oggi il rapporto diretto, per quanto riguarda questo tipo di realtà, è praticamente scomparso per via di una drastica riduzione del budget a disposizione per gli investimenti in ambito fotografico. 

Secondo lei quali sono le cause di un cambiamento così radicale?

Tutto questo è stato notevolmente influenzato dalla diffusione delle testate on-line, per cui oggi paradossalmente è più facile mantenere collaborazioni “vecchio stampo” con le realtà locali rispetto ai quotidiani nazionali. Perché ora i quotidiani nazionali considerano l’investimento nel settore fotografico qualcosa di marginale, perché stanno preferendo fare accordi con le grandi agenzie per i motivi di cui parlavamo in precedenza. 

La fotografia è sicuramente un mezzo straordinariamente utile per catturare le emozioni, soprattutto all’interno di eventi: qual’è stato l’evento che in assoluto le ha dato più emozioni poter vivere in prima persona?

Seguo eventi sia di carattere locale che nazionale. Certamente eventi come quelli che vengono trasmessi in televisione o le finali sportive trasmettono un’emozione particolare. Spesso agli avvenimenti nazionali partecipa un gran numero di persone ed anche per questo sono gli eventi che ti rimangono nel cuore e ricordi con più emozione. Molto in questo senso deriva anche dalla portata mediatica di un evento perché avere la possibilità di vivere da bordo campo un evento di cui parla tutto il mondo, lascia sicuramente un ricordo particolare. Ho avuto la possibilità di seguire tante finali di Coppa Italia e derby, dove c’è sicuramente un coinvolgimento emotivo fuori dal comune ed anche noi respiriamo quest’emozione. 

C’è uno scatto o un personaggio che manca nella sua “collezione privata” di scatti indimenticabili?

La cosa che personalmente mi dà più emozione fotografare gli sportivi. Ho avuto la fortuna di fotografarle parecchi da Messi a Cristiano Ronaldo a tanti altri grandissimi campioni. Pur non essendo romanista sono molto contento di aver fotografato Francesco Totti in questo che forse sarà il suo ultimo anno da calciatore perché è uno dei più forti giocatori del calcio italiano indipendentemente dalla fede calcistica, oltre ad essere un esempio per molti anche fuori dal campo. A livello sportivo avrei voluto fotografare Diego Armando Maradona. Ho avuto la possibilità di farlo soltanto in occasione della partita della solidarietà voluta da Papa Francesco ma fotografarlo in piena attività agonistica sarebbe stata un’altra cosa.

L’evoluzione tecnologica ha certamente favorito la diffusione su larga scala della fotografia: come vive un professionista come lei l’evoluzione tecnologica in questo ambito? 

L’evoluzione tecnologica ha portato certamente un innalzamento degli standard qualitativi appiattendoli però verso il basso ma danneggiando complessivamente chi la pratica a livello professionale. Come accennavamo prima, spesso le testate ora si accontentano di prodotti di minore qualità di poter contenere i costi. A livello professionale l’evoluzione è andata di pari passo con prodotti e tecnologie che hanno garantito una qualità infinitamente superiore rispetto al passato. Forse però l’evoluzione va fin troppo veloce, perlomeno per chi pratica questo mestiere come freelance: per rimanere al passo bisognerebbe cambiare attrezzatura praticamente ogni anno ma i costi da sostenere per questo scopo sono decisamente proibitivi. Per questo avere sempre tecnologia di primissimo livello e rimanere costantemente aggiornati è praticamente impossibile ed è ancor più difficile competere con chi svolge questo lavoro per conto di un’agenzia ed ha le attrezzature fornite direttamente dall’agenzia stessa. Tuttavia si può fare un ottimo lavoro anche senza correre sempre dietro alle ultime novità.

Veniamo ora a parlare più nello specifico degli aspetti legati alla sua passione per la fotografia applicata agli eventi sportivi: qual è il momento più difficile da catturare anche per un professionista con tanta esperienza?

Qui rispetto al passato la tecnologia ci aiuta moltissimo ad avere uno standard elevato anche in condizioni difficili come possono essere le riprese in notturna, permettendoci di avere ripresa senza grana ed altri aspetti tecnicamente pregevoli.

Lei può partecipare e vivere gli eventi sportivi da una posizione certamente privilegiata è molto particolare. Quali sono gli sportivi che si dimostrano più attenti alle vostre esigenze anche in momenti di tensione come quelle che precedono o seguono un grande evento?

A livello calcistico non c’è grossa attenzione per i fotografi. Anche quelle cose sono peggiorate con in tempo perché in passato si poteva avere un rapporto diretto e spontaneo anche con i grandi campioni, ad esempio durante gli allenamenti a Trigoria capitava di scambiare qualche battuta direttamente con giocatori come Francesco Totti. Oggi comanda tutto la televisione e spesso i giocatori sono addirittura costretti a mascherare le loro comunicazioni per non essere ripresi dalle telecamere quindi è tutto più complicato, soprattutto perché i grandi giocatori sanno di avere sempre le telecamere puntate addosso: il rapporto ora è molto più distaccato rispetto al passato. In generale il rapporto con i calciatori non è sempre semplice perché fanno parte di un mondo un po’ a sé stante.

La cosa cambia quando si parla di atleti che praticano altre discipline?

In altri ambiti capita di poter avere rapporti diretti e confidenziali. Per staccare dallo sport mi capita di realizzare servizi per un periodico della zona di Frosinone edito ancora su carta stampata, per cui realizzo servizi focati. L’ultimo è stato per un pilota di motociclismo che ha avuto un brutto infortunio. Ecco in questi casi il rapporto può essere decisamente diversa rispetto a quello che si può creare con un calciatore di Serie A.

Ringraziamo per la cortesia Federico Proietti al quale auguriamo di raccogliere tantissime soddisfazioni professionali e sportive e di poterci trasmettere ancora tante emozioni attraverso le sue fotografie.

Federico Ceste 




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