Fabio Turri

Ho paura di più a mostrare le mie foto che non a scattarle, perché esporre è come mettersi a nudo di fronte agli altri. Una parte riservata di me che non conoscevo e che ho fatto emergere...

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Buongiorno oggi parliamo di fotografia e abbiamo intervistato il giovane fotografo Fabio Turri;  con lui parleremo delle suoi lavori e di argomenti che speriamo risulteranno interessanti .

Fabio una domanda per rompere subito gli induci :una tua breve presentazione per i nostri lettori …

Andiamo avanti ,andiamo avanti non voglio annoiare i tuoi lettori (ride)

Influencer. Questa parola, ormai entrata a far parte del nostro vocabolario quotidiano, letteralmente significa «avere la capacità di condizionare il modo di vivere delle persone». Chiara Ferragni, oggi, è forse la più nota «influenzatrice» al mondo.Con le tue fotografie cosa ti piace raccontare ? e che idea hai del personaggio sopra citato…

Con le foto racconto la mia personale visione del mondo che mi circonda, cogliendo quello che mi colpisce attraversandolo. Come architetto, lo studio e l’osservazione del contesto influenzano il mio modo di progettare, lo stesso accade con la fotografia. Diciamo quindi che il contesto è la mia Chiara Ferragni.

Il 24 febbraio 1970 Keith Sapsford, un quattordicenne australiano, morì cadendo da un’altezza di 60 metri dal pozzetto delle ruote di un DC-8 della Japan Airlines, in decollo da Sydney. Sapsford si era imbarcato clandestinamente sopra il carrello tentando di salire all’interno dello spazio destinato alla ruota, ma cadde incontro alla morte mentre il dispositivo veniva ritratto nel suo alloggiamento.La storia di Sapsford è decisamente triste, ma è singolarissimo il ragazzo sia stato immortalato nella sua caduta finale. John Gilpin, fotografo australiano, stava infatti scattando diverse fotografie agli aeroplani in decollo, e immortalò inavvertitamente il ragazzo che cadeva dal carrello.Ecco ora abbiamo un esempio di un fotografo che coglie “il momento” ,con l’avvento della tecnologia questo non può più accadere ?

Beh no, è vero che la tecnologia ha reso più accessibile la fotografia, ma la capacità di immortalare l’attimo in una foto significativa non è da tutti.

Acluofobia. Sui dizionari la definizione non c'è. Al massimo trovi nictofobia, «paura ossessiva dell' oscurità notturna». Ma chi soffre di acluofobia teme il buio sempre, anche di giorno. Nella metro, al cinema, in cantina. La patologia psicologica ha portato bene a Maurizio Galimberti, fotografo delle star impossibilitato a rimanere nella camera oscura a causa degli attacchi di panico che le tenebre gli procurano: quale tipo di paura ti capita nello scattare le tue fotografie ? Il buio,la non luce ,la Roma notturna ti attrae come visione del tuo modo di vedere le “cose “ ?

Ho paura di più a mostrare le mie foto che non a scattarle, perché esporre è come mettersi a nudo di fronte agli altri. Una parte riservata di me che non conoscevo e che ho fatto emergere, un po’ a forza, dal buio. Quindi si il buio mi spaventa ma mi attrae, sia a livello intimistico sia a livello espressivo, e quindi, fotografico.

Dopo anni di viaggi e migliaia di chilometri macinati, per David Yarrow, fotografo di Edimburgo, è arrivata la ricompensa: è riuscito a immortalare un gorilla maschio nel suo habitat naturale. Un magnifico scatto dopo anni di tentativi non andati a buon fine: dopo quanti anni sei riuscito a realizzare degli scatti che hanno raccontato Roma in un modo diverso e che ti hanno completato come fotografo ?

Non so se ci sono ancora riuscito, sicuramente è cambiato il mio modo di fotografare perché sono cambiato io. Sono passato dal raccontare al raccontarmi attraverso la fotografia.

Parliamo della tua mostra alla galleria SpazioCima : un successo inatteso ?

È stata una bellissima esperienza, grazie anche al supporto di Roberta Cima e Francesco M. Boni, dove ho potuto “vedere” il mio lavoro attraverso gli occhi degli altri

Sono passati dei giorni dal down di Facebook che per oltre mezza giornata (a intermittenza) ha lasciato gli utenti del social network impossibilitati ad accedere alle proprie bacheche. Riscontrati problemi anche su Instagram, WhatsApp e Messenger ovvero su tutti i servizi gestiti dal colosso di Menlo Park.Il gruppo e poi intervenutoper fare chiarezza su cosa sia andato storto : come hai passato quei momenti ; ti sei sentito un alieno in un mondo oramai assuefatto alla condivisione della “vita degli altri” ?

Ammetto di non essermene proprio accorto, lo sto apprendendo da te. Ultimamente ho condiviso molto meno sui social, anche perché mi sto concentrando di più sul mio lavoro di architetto e fotografo.

A Roma nel mese di Marzo si ospita il mese della fotografia : una bella iniziativa ,hai seguito qualche mostra in particolare?

Ho visto la mostra di Paolo Cenciarelli al Contemporary Cluster, una Roma insolita e ruvida popolata da personaggi decisamente fuori dall’ordinario.

Il mondo moderno può sicuramente vantare una serie di monumenti architettonici memorabili: dalla Torre Eiffel alla Statua della Libertà fino BurjKhalifa, la lista potrebbe continuare all'infinito ;tusei anche architetto (se non erro ) ,cosa ti piace immortalare dell’architettura moderna ? girando il mondo hai visto e fotografato cose che “noi” umani ….

Mi piace cogliere l’aspetto sociale legato all’architettura, capire come le persone interagiscono con essa, come si inserisce nel contesto non solo esteticamente, ma anche funzionalmente. E questo che mi attira quando viaggio, l’integrazione tra uomo e città e come si declina a seconda delle diverse culture.

Nei giorni scorsi sono scesi in piazza centinaia di migliaia di studenti in tutta Europa per manifestare la propria preoccupazione verso i cambiamenti climatici che rischiano di non dare loro un futuro e lo hanno fatto grazie al grido di allarme lanciato da una ragazza bambina svedese. Il nuovo precetto del vangelo laico ambientalista è usare pupi e adolescenti come messaggeri politici, adescatori di consenso, angeli della persuasione ?

Mi piace pensare che i giovani siano più intelligenti e consapevoli di quanto non lo sia la classe politica globale, non ci vedo una cospirazione ma una decisa presa di posizione rispetto a quanto non si è fatto in questi anni.

Ci sono dei grazie nella tua carriera ..

Ai miei genitori che mi hanno trasmesso la passione per la fotografia, a Francesco M. Boni che ha creduto nel mio lavoro e a una persona speciale che mi ha supportato e sopportato in questo periodo

Progetti per il futuro ?

Proseguire nello studio della fotografia perché non si finisce mai di imparare.

Antonello Tavoletta 

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