Fabio Alfano

L’umiltà è al primo posto non solo nella fotografia, ma dovrebbe esserlo in tutta la nostra vita sociale. Oltre alla consapevolezza che al mondo c’è sempre qualcuno che ne sa più di te, bisogna prendere questa cosa a proprio vantaggio, avrai sicuramente più cultura e fame di sapere.

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Buongiorno oggi intervistiamo il fotografo Fabio Alfano, con lui, come consuetudine, parleremo del mondo della comunicazione e di fotografia.

Una tua breve presentazione per i nostri lettori caro Fabio

Ciao a tutti, ovviamente la passione più grande che ho, dopo la mia famiglia e i miei pelosi, è sicuramente la fotografia editoriale sportiva; dal 2015 sono iscritto all’ordine anche se l’inizio dell’attività come fotografo professionista risale al 2006. Tutti mi conoscono per quello che sono e per quello che dico e faccio, senza troppi giri di parole e volta faccia; mi definisco un uomo colorito col cervello sulle spalle.

L'umiltà prima di tutto, insieme alla consapevolezza che c’è sempre qualcosa da imparare e che quando si raggiungono traguardi importanti non bisogna mai montarsi la testa. In che modo la fotografia ti ha migliorato?

L’umiltà è al primo posto non solo nella fotografia, ma dovrebbe esserlo in tutta la nostra vita sociale. Oltre alla consapevolezza che al mondo c’è sempre qualcuno che ne sa più di te, bisogna prendere questa cosa a proprio vantaggio, avrai sicuramente più cultura e fame di sapere.

Se si fallisce una volta, non bisogna abbattersi, ma continuare a provarci?

Io è una vita che fallisco… sbagliando s’impara dai propri errori e se ne fa bagaglio culturale.

Domanda che è sempre attuale. Qual è la situazione della fotografia sportiva in Italia? Questo mestiere ha bisogno più di diritti o di doveri ?

In Italia, la fotografia intesa come fonte di guadagno sta sempre peggio e, ormai, stiamo raschiando il fondo del barile. Sarò banale, ma uno dei miei principi di vita è quello di essere sempre coerente e di dire apertamente quello che penso. Fino a quando in Italia avremo agenzie che svendono servizi fotogiornalistici e a nessuno importa, non si andrà avanti; questo, infatti, si chiama uccidere il mercato e la concorrenza. Io sono per fare un albo a parte, fatto da pubblicisti operanti nel settore media insieme agli operatori video e cercare di istituire una regolamentazione seria, compresa la cessione delle foto con diritti e doveri ma, soprattutto, con un listino o prezzario editoriale che metta tutti sullo stesso piano.

Ci sono colleghi che stimi particolarmente?

Attualmente, mi dispiace dirlo, nessuno; tra noi sappiamo solo essere egoisti e come si dice: “mors tua vita mea”

Parliamo della foto e dell’ultimo abbraccio di padre e figlia in fuga dalla miseria. I due corpi sono a faccia in giù, immersi nell’acqua di un canneto sporca di fango, trasportati a riva dalla corrente sulla sponda sud del fiume Rio Grande. L’immagine è destinata a diventare il simbolo della tragedia dei migranti in Centro America, quanto ti ha colpito?

Personalmente oltre a questa foto ce ne sono state tante altre prima, resto sempre colpito, anche se penso che dietro ci sia una forte strumentalizzazione della fotografia in generale perché, non lo scordiamo mai, ma una fotografia arriva prima di un titolo o di un articolo al cuore del lettore.

L'umorismo, e le immagini che turbano, fanno parte della nostra democrazia?

Se sono sane e create a dovere, non esiste limite all’umorismo; certo è che bisogna fare sempre i conti con il buon gusto.

Il Mondiale femminile sta segnando un punto di non ritorno. Era ora. E non servirà aspettare ottobre per scegliere dove iniziare a giocare. Proprio nelle stesse ore in cui la Nazionale di Milena Bertolini conquistava la qualificazione ai quarti di finale, la Roma ha organizzato due giorni di «Open Day» al centro sportivo Pio XI per bambine nate dal 2011 al 2013, con la possibilità per i genitori di conoscere lo staff che si prenderà cura delle piccole calciatrici. Come commenti questo momento?

Un momento positivo per il calcio italiano anche se non cambierà nulla, da domani ritornerà tutto uguale. Comunque, onore alle nostre azzurre.

Pulire le strade (per ripulire i cuori). L’esempio di due giapponesi in Italia. Nei Paesi ad alto tasso di civismo e legalità succede questo: tutti si fanno gli «affari pubblici» degli altri. Sarebbe il caso di cominciare a farlo anche in Italia e, soprattutto a Roma?

L’Italia non è pronta a questo, anzi noi non siamo pronti ad essere civilizzati e umili verso il prossimo “tanto lo farà sempre qualcuno al posto nostro”. Al contrario, penso che se paghiamo tasse per dei servizi, quelli devono essere garantiti, altrimenti subentra solo l’odio verso il paese

L’Italia intera ce l’ha fatta, l’edizione numero 25 dei Giochi olimpici invernali si celebrerà dal 6 al 22 febbraio 2026 nel nostro Paese. Vittoria doveva essere, vittoria è stata allo Swiss Tech Convention Center di Losanna, dove gli 82 membri del CIO hanno incoronato la candidatura tricolore: 47 voti per Milano-Cortina, 34 per Stoccolma-Aare, una scheda bianca. È il successo del gioco di squadra. A Roma, la sindaca Raggi ha deciso che la città non era pronta, Milano, invece, con questa nuova affermazione, può definirsi molto più attiva per iniziative che portano prestigio al nostro paese. Ci andrai? Ti stimola a livello fotografico lo sport invernale?

Beh! Che dire… ovvio, a livello fotografico, le olimpiadi invernali del 2026 saranno sicuramente fonte di guadagno per noi. Per Roma il discorso è diverso, la sindaca Raggi, a mio parere, non è riuscita a valutare bene il grosso introito che Roma avrebbe avuto dai giochi olimpici. Purtroppo ne devo dare atto, ma Milano è un passo avanti a tutte le altre città d’Italia e questo, da romano verace che sono, mi dispiace “na cifra”.

In attesa dell'ufficializzazione dei primi colpi di mercato, l'effetto Conte alimenta sempre di più l'entusiasmo dei tifosi dell'Inter. Con una nota sul proprio sito, infatti, il club nerazzurro ha comunicato il sold out degli abbonamenti per il prossimo campionato di serie A. Il limite massimo di 40 mila tessere fissato dalla società è stato raggiunto a tempo di record. San Siro nell'ultima stagione ha fatto registrare una media di quasi 59 mila spettatori a partita (la più alta della serie A); cosa ti aspetti, invece, a Roma, per le due squadre che ogni domenica giocano all'olimpico?

Conte è stato, dopo Ronaldo e Ancelotti, il colpo della nuova stagione, ovvio che questo ricada sulla società e sui propri tifosi, sono contento per loro. Nulla di buono soprattutto per la Roma, anzi da tifoso no comment…

Il tormentone dell'estate ha cambiato tonalità. Un anno fa, Mauro Icardi e Wanda Nara aspettavano il sontuoso rinnovo, dopo una stagione da 29 gol in campionato, godendosi il meritato riposo tra gli elefanti e i leoni in Africa. Oggi le loro vacanze, cominciate in Giappone, sono in mezzo alle palme e alla sabbia bianchissima della Polinesia francese, ma nel futuro non c'è un contratto più lungo e più ricco, ma solo l'addio all'Inter. Che idea hai dei giocatori di oggi e delle rispettive compagne che improvvisandosi manager, pur non avendone le competenze, rovinano grandi campioni?

Per poter rispondere a questa domanda dovremmo almeno frequentare queste persone, ormai VIP, per cui non so cosa rispondere e, sinceramente, non mi importa nulla.

Timbravano l'entrata sul posto di lavoro, ma andavano a fare lavori di giardinaggio in privato per conto proprio. In alcuni casi i loro colleghi passavano il cartellino della presenza al posto loro. É quanto emerso dall'inchiesta della procura di Roma, su alcuni dipendenti del servizio giardini del Campidoglio. Trovi deplorevole tale comportamento per chi riceve uno stipendio regolare e, invece, nella tua categoria si soffre?

Trovo vergognoso che una persona abbia un comportamento così scorretto, sapendo che in Italia ci sono persone che pagherebbero oro per riuscire ad avere un lavoro.

Parliamo di Selfie economy. Dalle location turistiche alle fotocamere, la mania degli autoscatti da condividere genera affari per milioni di euro. Chi pensava fosse soltanto un fenomeno narcisistico, una tendenza di passaggio, dovrà probabilmente rivedere le previsioni. Infatti, i selfie hanno cominciato a muovere un’economia che ha a che fare con la tecnologia, con i telefonini sempre più potenti con telecamere frontali, con lo sviluppo dei selfie stick, ma anche con i viaggi, gli hotel, i tour fra arte e cultura. La tecnologia fotografica ha generato più pregi o più difetti?

Non parlerei di tecnologia fotografica, ma di evoluzione di comunicazione. Facciamo tutti, volutamente, parte del sistema e che si voglia oppure no siamo costretti a confrontarci con i social e indubbiamente a fare i conti con questi follower o influencer che guadagnano con un selfie. Viviamo sempre più in un mondo dove l’apparenza vince su tutto!

Ci sono dei grazie nella tua carriera?

Ringrazio tutti quelli che hanno creduto in me e mi hanno dato la possibilità di crescere a livello professionale, non pensate siano tanti è uno solo e non voglio fare il nome. Grazie, soprattutto, alla mia famiglia che mi sopporta.

Progetti per il futuro?

Tanta roba si potrebbe fare insieme, basta volerlo, metterci la faccia e le parole (abbiamo questo magnifico dono di dire quello che pensiamo… usiamolo).

Stefano Cigana

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