LA POSTAZIONE

LA POSTAZIONE

“Never stop dreaming” è l’album di esordio del gruppo La postazione, che canta di sentimenti e sensazioni che ognuno di noi vive e percepisce. Ognuno dovrebbe ascoltare di tutto per poter allargare i propri orizzonti. La musica è tutta bella. Intervista di Michela Di Mattia

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Siamo con Carmine Ricciardi, voce e bassista del gruppo La Postazione. Carmine, vuoi parlarci un po’ del gruppo? Da chi è composto?

Noi siamo in tre, quasi coetanei tra 35 e 38 anni, Matteo Quaranta è batterista, Fabio Barbera suona la chitarra e anche il basso, io canto, quanto meno per la maggior parte perché io e Fabio ci scambiamo spesso i ruoli e lavoriamo anche agli arrangiamenti. Io sono originario di Caserta e gli altri sono Lombardi entrambi.

Quando è nata La Postazione?

Il nostro gruppo nasce ufficialmente nell’autunno del 2017 da un vecchio progetto che stavo portando avanti da solo e poi ho provato a formare il gruppo, a scrivere nuove canzoni, ad arrangiarle e dopo vari componenti che si sono avvicendati sono arrivati Fabio e Matteo.

L’Ep che presentate è l’album di esordio? Vuoi raccontarci in modo più approfondito di quali temi tratta? Chi scrive i brani?

Sì è il primo lavoro che facciamo insieme, pur venendo tutti da esperienze musicali precedenti. I brani sono tutti scritti da me, Fabio scrive per lo più la musica. L’Ep si intitola Never Stop Dreaming ed è una sorta di percorso, un mini concept che si dipana dal primo all’ultimo brano. Si parte da una situazione che non è molto positiva, difficile fino ad arrivare alla luce che è in fondo alla galleria. Il percorso è una metafora del cammino di ognuno di noi, che può essere quello generale della propria vita, così come di un particolare momento difficile che si attraversa e che si supera. Ognuno può interpretare questo passaggio in modo soggettivo e rivedersi proiettato nelle immagini che si evocano con le canzoni. La luce può arrivare da qualsiasi parte: a qualcuno tramite la vicinanza della famiglia, ad altri per l’amore, ad altri per la presenza degli amici e così via. Le dinamiche possono essere diverse. La prima traccia si intitola “L’Atlantico” è il pezzo più pessimista. Ho cercato di fare un parallelismo con l’oceano da cui derivano tutte le perturbazioni e che è molto difficile da navigare. Attraverso gli effetti sonori, abbiamo cercato di regalare delle immagini a chi ascolta. Il secondo pezzo “Necessario” è il singolo scelto per l’Ep è un percorso di liberazione. La perturbazione sta per passare, ma ancora non del tutto. Gli ostacoli e le difficoltà non sono stati superati ancora del tutto. Si entra in un’altra fase. E’ un pezzo molto personale, perché l’ho scritto in un periodo della mia vita che non era molto tranquillo. Sono situazioni che ognuno di noi può aver vissuto. “Il Colonnello” è il terzo brano e abbiamo provato ad inserire, omaggiandolo, uno dei più grandi romanzi del Novecento Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez. Secondo noi, il colonnello Aureliano Buendìa è uno dei personaggi più interessanti del romanzo. Ci sta in questo percorso, perché si decide di chiudere con la vita passata e sposare la causa del suo popolo, aiutandolo per la rivoluzione. Lui rinuncia alla bella vita, alle donne per diventare il colonnello Buendìa: Aureliano sposa una causa, una causa che ama. Nella quarta traccia “Cono d’ombra” si cominciano a sentire le vibrazioni positive e quindi si percepisce di entrare nella seconda parte del percorso. Il cono è la metafora del riparo che si ha per esempio al di sotto di una grande pianta, io cerco di non uscire da quell’ombra, ti da il senso di sicurezza. “Mine vaganti” è l’ultimo pezzo ed è dal sapore positivo, perché si comincia a sentire qualcosa nei confronti di un’altra persona, che sia un partner, un amico o chiunque altro. Una sorta di amore incondizionato, in cui ognuno può ritrovarsi. Le mine vaganti sono quelle che orbitano nel cervello che ci fanno riflettere sul fare o no qualcosa. L’album si conclude con una ghost track, che conclude il percorso introspettivo.

Quali sono i generi musicali a cui vi ispirate per la vostra musica?

L’identità del gruppo è almeno per le sonorità cerchiamo di rifarci o di richiamare “la nuova onda” degli anni ottanta e a noi piace quel mondo. Noi guardiamo a quel mondo e a quello che è venuto dopo, senza un punto di riferimento specifico. La postazione nasce da lì, anche se poi ognuno di noi viene da un percorso diverso.

E il nome La postazione perché?

La prima fase dei brani e degli arrangiamenti spesso nasce su un software, quindi una postazione computer.

In relazione alla formazione del nuovo governo, cosa ti aspetti che dovrebbe fare e cosa si dovrebbe fare per i giovani e per far ripartire l’economia?

È una domanda che richiede una risposta molto ampia. Purtroppo, non mi aspetto più niente dal governo. La seguo, anche se qualcosa mi sfugge, ma non mi aspetto più nulla dalla politica. Sono troppo deluso da certe dinamiche. Se faranno qualcosa di buono, avranno fatto solo il loro dovere. Ci sono molte cose da fare. Siamo arrivati ad un punto di non ritorno. Cito benedetto Croce che diceva: “il politico onesto è il politico capace”.

Quattro persone sono annegate in una vasca di liquami di un'azienda agricola di Arena Po, in provincia di Pavia. Erano due proprietari e due operai, tutti di origine indiana, che avevano messo su un’azienda agricola e che sono morti nel tentativo di salvarsi a vicenda.

Guarda, quando muore qualcuno è sempre un profondo dispiacere. Dobbiamo però fare i conti con la realtà e in questo paese siamo molto carenti a livello di sicurezza sul lavoro. Sarebbe un mondo perfetto senza tutte queste carenze.

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