David LaChapelle

David LaChapelle

Il genio dell’artista statunitense in mostra al palazzo delle Esposizioni di Roma

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Se c’è una città che con la sua storia e i suoi monumenti può essere fonte di ispirazione per un artista quella sicuramente è Roma.  Non a caso la tappa nella Capitale  è stata fondamentale anche per David LaChapelle che proprio dopo avere visitato la Cappella Sistina decise di indirizzare la sua produzione fotografica verso il pubblico delle Gallerie d’arte e dei Musei. Oggi, dopo oltre 15 anni, l’opera del grande artista fotografo americano torna nella Città Eterna con l’importante e vasta retrospettiva a lui dedicata “Dopo il diluvio” in mostra al Palazzo delle Esposizioni fino al 13 settembre 2015. 

La carriera fotografica di David LaChapelle è iniziata negli anni Ottanta poi il determinante incontro con Andy Warhol che intuì il suo talento e lo trascinò nel mondo patinato di svariate testate di prestigio oltre che nella creazione di  famose campagne pubblicitarie. 

Elizabeth Taylor, Pamela Anderson, Angelina Jolie, Madonna,   Michael Jackson,  Uma Thurman,  Rose McGowan,  Lady Gaga,  Rihanna , Hillary Clinton, David Beckham, sono solo alcune delle celebrità che hanno posato per lui e che hanno contribuito ad accrescere la sua fama, portandolo a essere fra gli artisti di fotografia contemporanea  più richiesti al mondo.

E come tutti gli artisti poliedrici LaChapelle ha ampliato il suo lavoro fino a comprendere anche la regia di video musicali, eventi teatrali dal vivo e documentari che lo hanno portato a ricevere importanti premi e riconoscimenti. 

Di certo, il suo talento maggiore è lasciare trasparire messaggi sociali dall’immaginario delle sue opere che anche se qualcuno definisce “bizarre” hanno il pregio di destare tutta l’attenzione dello spettatore. 

Per i visitatori del Palazzo delle Esposizioni la bellissima occasione di percepire tutta la metamorfosi di LaChapelle che a partire dal 2006 anno di produzione della monumentale serie intitolata "The Deluge", ispirata al grande affresco di Michelangelo, si ritrova in un percorso più spirituale che anche se “eretico” esprime una certa sua intimità.

Non a caso nel segmento della mostra intitolata "My personal Jesus" il fotografo  svela il suo rapporto personale  con Cristo che non vede come  un'entità astratta e trascendentale ma come un uomo presente fra i comuni mortali. Con la vasta rassegna di scatti, di cui alcuni totalmente inediti, il pubblico ha la possibilità di scoprire tutti gli aspetti di LaChapelle e del suo mondo pop-surreale che risente comunque e sempre di quegli aspetti della moda che nella sua carriera ha immortalato sulle pagine delle più importanti riviste internazionali. 

Le altre sezioni ospitate dal Palazzo, le cui imponenti sale  hanno dato il giusto risalto anche alle opere di misura più grande dell’autore, sono Il diluvio, La terra ride nei fiori, Natura morta, Stazioni di rifornimento,  Valute al negativo/incidenti, Aristocracy e Land Scape tutte destinate a presentare immagini  che non possono lasciare indefferenti. 

La mostra curata da Gianni Mercurio, presenta anche la proiezione di una rassegna di filmati di backstage che illustrano il complesso processo di realizzazione dei set fotografici di LaChapelle. Si possono scoprire, così,  particolari e curiosità  visionati nelle opere come alcuni elementi fotografati nelle raffinerie  della serie “Land scape” che nella realtà si rivelano poi batterie usate, bigodini e bicchieri di plastica.

Come dichiarato dallo stesso LaChapelle le sue foto hanno una comunione con chi le guarda, e lui riesce a toccare le persone nel modo in cui  sono toccate dalla musica.

Rosario Schibeci 



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