Vincenzo Fasano

Vincenzo Fasano

La frase “ce l'ho fatta” vorrei pronunciarla solo quando troverò la felicità di cui parlo tanto, la bellezza di questo momento della mia vita è la consapevolezza di essere, di avere già tanto, di sentirmi vivo e in ricerca.

stampa articolo Scarica pdf

Vincenzo Fasano nasce a Mantova da genitori siciliani. Trascorre alcuni anni a Bologna dove si laurea “controvoglia” in giurisprudenza…

Nella vita come diceva Steve Jobs ad un certo punto “unisci i puntini” e cerchi di spiegarti il perché ti trovi in un determinato posto. Gli studi che volevo fare erano indirizzati all'arte, invece ho dovuto studiare per guadagnarmi “il posto fisso” ambito dalle vecchie generazioni. Oggi sono comunque un artista laureato in giurisprudenza nato al nord da genitori del sud, tutto ciò spesso mi confonde ma mi permette di avere una visione del mondo molto ampia; nulla di quel che accade è casuale, le strade che percorriamo, le persone che incontriamo fanno parte di un disegno.

Un artista si muove come dentro un palazzo di venti piani. Quando arriva in cima ha la sensazione di vedere l'intero mondo attorno a sé. E pensa ce l'ho fatta. Ma per quanto?

La frase “ce l'ho fatta” vorrei pronunciarla solo quando troverò la felicità di cui parlo tanto, la bellezza di questo momento della mia vita è la consapevolezza di essere, di avere già tanto, di sentirmi vivo e in ricerca.Un artista, secondo me, può considerarsi arrivato in cima quando è riuscito a trasmettere il suo messaggio agli altri; il “tempo del successo” è relativo, ci sono artisti che hanno “detto tutto” e si sono felicemente eclissati.

Voglio parlarti della lettera della fondatrice di Mamme per la pelle. "A mio figlio hanno urlato in spiaggia: 'questo paese è nostro, torna a casa tua'. Vorrei incontrare il ministro dell’Interno e spiegargli che le parole hanno un peso: come vivi questa situazione ?

Quando non sono in tour o non ho session di scrittura per altri artisti lavoro da anni nel sociale; vivo questa situazione da dentro, sono in prima linea a favore degli immigrati, conosco “i nomi” delle persone che stanno vivendo una vera tragedia. Credo che la situazione vada gestita con umanità e coerenza. Occorre creare una vera integrazione, non ci siamo resi ancora conto che siamo tutti uguali, con gli stessi diritti e che il mondo ci è stato donato.Sono molto preoccupato per questo clima di razzismo che, sono convinto, nasca dall' ignoranza e dalla paura di chi è diverso da noi. Mi auguro solo che la nuova generazione riesca a fare una vera rivoluzione. Nel mio piccolo seguo le attività di un'associazione di promozione sociale di Mantova chiamata “Colibrì” che si occupa di vari progetti di solidarietà in Repubblica Democratica del Congo e in Burundi. Questo mi ha permesso di comprendere che ognuno di noi, nella sua quotidianità, può rendere questo mondo migliore, perchè anche “nella distanza si può essere molto vicini ”.

Il Beach Party di Jovanotti oltre alle spiagge italiane ha atterrato anche all'aeroporto di Linate il 21 settembre: una location a dir poco inusuale in considerazione del fatto che lo scalo milanese è chiuso per restauri e lo sarà fino al 27 ottobre. Come consideri l’evento organizzato da questo straordinario artista? Uno spazio all’aperto (spiaggia/mare) dove nutrirsi di buona musica lo ritieni il top?

Jovanotti è un grande artista, mi piace davvero tanto, Il suo nuovo tour in questi luoghi immersi nella natura o comunque speciali, lo trovo stupendo. Un artista di quel calibro porta arte, energie, fa girare l'economia dei posti in cui suona, il tutto rispettando la sicurezza e l'ambiente, direi semplicemente “fantastico”.

Quali sono le ricchezze e le dipendenze di cui ogni giorno non puoi fare a meno?

La mia famiglia e le amicizie vere tra le ricchezze, l'unica dipendenza che ho è forse la ricerca di una vita perfetta ma nel tempo sto iniziando a capire che forse non esiste; da questa riflessione nasce il mio simbolo della “stella rotta”, nulla è perfetto.

Hai aperto i concerti dei Zen Circus, Tre Allegri Ragazzi Morti, Brunori SAS, Le Luci Della Centrale Elettrica, Riccardo Sinigallia di quest'ultimo artista ho apprezzato il suo stile nello scrivere canzoni che ti rimangono dentro e che rimangono impresse nel cuore di chi le ascolta: da questi grandi artisti cosa ti ha fatto crescere e soprattutto la parola tenacia ti è stata fortemente ribadita per realizzarti in questa tua strada ?

Mi hanno fatto crescere i loro live, vederli suonare dal vivo mi ha sempre fatto venire voglia di scrivere appena finiva il concerto, mi hanno trasmesso la voglia non smettere mai di sognare.La tenacia deriva esclusivamente da un ritorno di energie dal pubblico. Per quanto mi riguarda, un artista oggi esiste solo se ha un tour che lo porta in giro, perchè ritengo indispensabile il contatto con le persone.Ho sempre fatto parte della scena indie, ho suonato in centinaia di posti anche davanti a poche persone ma “portando a casa“ serate speciali e indimenticabili. La musica, l'arte, la gente, i locali, gli hotel, l'autostrada fanno parte di questo piccolo grande viaggio.

Ci voleva una superstar del calcio come Cristiano Ronaldo per regalare la grande ribalta a una rapper, giovane, talentuosa e italiana, che si fa chiamare Madame. CR7 ha postato una storia su Instragram in cui ascolta Sciccherie, il brano più conosciuto di questa artista 17enne che arriva dalla provincia di Vicenza e che nel mondo del rap ha già una sua visibilità; il brano della giovane artista decolla: oltre 2 milioni di visualizzazioni …che dire ?

Personalmente queste notizie non le considero, ti confesso che questa notizia non mi era arrivata perché mi informo su canali diversi o faccio finta di non sentire....e poi ti confesso non seguo il calcio e nemmeno le stelle cadenti!

Tu, personalmente, che uso fai di Internet?

E' un “luogo” bellissimo, adoro guardarmi documentari e film indipendenti su Netflix. A livello artistico non sono “social” per niente, sono fatto così, farmi una foto ogni tre ore che mi ritrae mentre mangio la pizza o mi guardo allo specchio, penso non sia un argomento utile al mondo. Farò sicuramente più post quando sarò in tour, durante le prove o se sono con persone per me speciali, tutto il resto è solo una perdita di tempo.In “Acquapunk” parlo proprio di quanto il web ci “tenga in mano”, sedotti dalla nostra stessa personalità.Se non ho argomenti interessanti preferisco tacere, non mi interessa apparire per forza.

Al giudizio altrui sei abituato: dei fan come degli onnipresenti «hater», gli odiatori che affollano Internet ti fanno tenerezza oppure li ignori completamente?

Le persone che giudicano con violenza verbale sui social non le considero ma mi spaventa pensare che vivono in mezzo a noi.Nascondersi dietro uno schermo per giudicare, è troppo facile; sarei curioso di sapere che cosa fanno personalmente per la società questi odiatori, e quanta bellezza aggiungono al nostro mondo quotidianamente.

Young Signorino tira un ceffone a uno spettatore e si giustifica dicendo di averlo fatto per "educazione". Il brutto episodio a Fermo, nelle Marche. Durante il suo concerto il trapper ha smesso di cantare per dare lo schiaffo al fan che lo avrebbe deriso. Su Instagram il cantante ha poi spiegato: "Se tu vieni nel mio spazio a fare il coglione io sto zitto una volta, due volte, tre volte poi ti becchi uno schiaffo in faccia: bene ma non benissimo direi….

Non Benissimo, con la violenza si perde in partenza. L'arroganza di molti ragazzi è incontrollabile a parole, Young Signorino forse ha pensato all'unica soluzione possibile, ma a mio parere ha sbagliato perché ha dato un pessimo messaggio alla nuova generazione. Doveva cercare un dialogo, questa è l'unica soluzione per tutto, il dialogo.Ho notato che l'aggressività è visibile anche dal nuovo abbigliamento urbano ormai diffuso, il cappellino con la visiera bassa, il cappuccio della felpa molto coprente, atteggiamento da “bullo”, questo abbigliamento che personalmente a livello estetico a me piace, purtroppo lo leggo come un segnale di paura, tutti cercano di farti paura perché hanno paura, non è solo moda e non è rivoluzione, è paura di non farcela. Non voglio dire che tutti temono il futuro ma sicuramente diamo in mano alla nuova generazione un mondo compromesso.

Le Donatella di X Factor, alias Silvia e Giulia Provvedi, continuano a stupire i loro fan con shooting piccanti che le sorelle amano pubblicare sul loro social preferito, Instagram. Scatti in cui l’una completa l’altra in un eccesso di sensualità che sembra quasi le metta in competizione tra loro – per la gioia del pubblico: chi esce dai talent musicali più per le doti fisiche che per quelle canori che effetto ti fa?

Ti stupirò dicendoti che non conosco nessuno dei nomi che mi hai citato.X Factor è un bellissimo programma televisivo, un format mondiale studiato con molta attenzione e professionalità.Le eccezioni confermano le regole ma per me è impensabile che ogni anno nascano decine di Piero Ciampi, Paolo Conte, Niccolò Fabi e Jovanotti.Quanti “Cure” o “Radiohead” potranno mai rinascere?

Dal 19 al 25 agosto è tornato ad Arcidosso (GR) NARRASTORIE Il festival del racconto di strada ideato da Simone Cristicchi: duettare con lui ti piacerebbe e quale sua canzone canteresti ?

Non ho mai seguito questo artista, non conosco le sue canzoni, ma i duetti mi sono sempre piaciuti, quando vedo intersecarsi le energie di due artisti mi emoziono sempre.

Ci sono due momenti fondamentali nella mia vita, il primo è stato fondare gli Oasis, il secondo sciogliere gli Oasis. Ora egoisticamente ribadisco: feci benissimo. La nostra popolarità è decuplicata dopo lo scioglimento. Se fossimo rimasti insieme, saremmo una band malinconica della quale nessuno s'interesserebbe più» Essere un cantautore solista ti ha fatto maturare oppure suonare in un gruppo ti avrebbe impedito di esprimerti come volevi realmente ?

Non avevo previsto una band per un mio progetto, ho sempre avuto delle cose molto personali da “buttare fuori”, poi credo che una vera band nasca da coincidenze quasi astrali, trovarsi con delle persone con la stessa sensibilità e lo stesso sogno non è facile.

Ci sono dei grazie nella tua carriera?

Grazie è una delle parole più importanti da dire nella vita.Grazie sicuramente alla mia compagna che mi ha regalato la chitarra quando non sapevo ancora di voler suonare e grazie a mio figlio che non mi ha fatto mai smettere di giocare. Grazie ai produttori che hanno creduto in me e tutte le persone speciali che ho incontrato, non a caso, in questi ultimi anni.

Progetti per il futuro ?

Tantissimi, per primo essere felice.Grazie per le belle domande.Spero di rivedervi dal vivo da settembre quando si parte con l'Acquapunk Tour.Un abbraccio.

Michele Stentella

© Riproduzione riservata