Greta E Il Fridays For Future

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Greta Thunberg: un fenomeno mediatico costruito a tavolino o reale attivismo green?

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Ancora riflettori puntati, in queste ultime settimane, dopo il suo discorso al Summit sul clima all’Onu, su Greta Thunberg.

Greta è una ragazza di soli 16 anni, già nominata “donna dell’anno” in Svezia, figlia della cantante d'opera Malena Ernman e dell'attore Svante Thunberg, che con la grinta di un’attivista consumata e senza mascherare la durezza delle parole con finta diplomazia, si scaglia contro i potenti del mondo, per far sì che vengano presi provvedimenti immediati e rigorosi contro l’inquinamento globale.

In questo senso, Greta Thunberg, non è un personaggio nuovo. Già nel 1992, ben 27 anni prima della nascita del movimento “Fridays For Future”, ispirato dalla battagliera sedicenne, l’attivista canadese Severn Cullis-Suzuki pronunciò un discorso al vertice della Terra di Rio de Janeiro, che rimase nella storia e che presenta similitudini impressionanti con quello pronunciato pochi giorni fa da Greta. Severn infatti si espresse pronunciando frasi come: “Sto lottando per il mio futuro” e "Perdere il mio futuro non è come perdere un’elezione o alcuni punti sul mercato azionario. Sono qui a parlare a nome delle generazioni future”, non molto distanti dall’espressione “Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia” e “Ci state deludendo, ma i giovani stanno iniziando a capire il vostro tradimento, gli occhi di tutte le generazioni future sono su di voi, e se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai”, pronunciate da Greta il 24 settembre scorso.

La differenza di seguito e di risonanza fra le due ragazze sembra essere però abissale e questo soprattutto perché nel 1992 le possibilità che una frase o un’azione rimpallasse in men che non si dica in tutti gli angoli della terra erano davvero molto più esigue: oggi i social e le news trasmesse principalmente online rendono il mondo intero continuamente interconnesso, facendo apparire vetusta ogni altra forma di comunicazione, ma soprattutto rendendo qualunque cosa sia stata “postata” in rete immediatamente fruibile da tutti in ogni parte del pianeta contemporaneamente.

In questo senso Greta Thunberg è un enorme fenomeno mediatico, sia che la si appoggi e si partecipi alla sua battaglia, sia che la si critichi e si veda in lei la portavoce di una campagna orchestrata da grandi società e organizzazioni, che cercano di spostare fondi nell’industria del clima: il 24 settembre 2019 il discorso dell’attivista svedese diventa virale in pochi minuti, le più famose stars di Hollywood, da Leonardo di Caprio a Ellen Pompeo, da Cara Delevingne a Milla Jovovich sono tutte dalla sua parte, lo youtuber americano John Mollusk ha mixato l’iconico intervento alle Nazioni Unite, il 27 settembre 2019 milioni di adolescenti e adulti in tutto il mondo, scioperano per convincere i potenti a cambiare subito le abitudini che stanno distruggendo il Pianeta, una influencer incredibile!

Sul fatto che la figura di Greta Thunberg sia stata pianificata a tavolino e costruita mediaticamente per favorire la quarta rivoluzione industriale dell’economia verde e sia il frutto di un esperimento di ingegneria sociale per manipolare, condizionare e spingere le masse ad agire su scala globale, si era espresso anche Cory Morningstar in un articolo diviso in 6 atti dal titolo “La fabbricazione di Greta Thunberg”. Le argomentazioni alle teorie espresse da Morningstar però sono decisamente forzate e con una costruzione molto simile alle teorie dei complotti: il compito di figure come la Thunberg infatti sarebbe quello di manipolare le grandi masse attraverso l’abile uso dei social network, poiché “il complesso industriale non-profit può essere considerato l’esercito più potente del mondo. Impiegando miliardi di dipendenti tutti interconnessi, le campagne odierne, finanziate dalla oligarchia dominante, possono diventare virali nel giro di poche ore, instillando pensieri e opinioni uniformi, che gradualmente creano l’ideologia desiderata. Questa è l’arte dell’ingegneria sociale” (Morningstar).

Al di là però dei complotti, dei commenti pieni di livore o semplicistici, di quelli sarcastici oppure accorati, che sempre corredano l’immagine di un personaggio che sa far parlare di sé, rimane il fatto che l’emergenza climatica è un fatto reale certificato dalla scienza e Greta Thunberg ha il merito di sottolineare a gran voce e con fermezza che la risoluzione non spetta unicamente ai singoli, ma a chi detiene il potere decisionale e politico.

Barbara Gottardi

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