Renato Zero, Folle Come Sempre

Renato Zero, Folle Come Sempre

È uscito l’ultimo lavoro del cantautore romano, elogio alla follia: perché folle è chi sogna, chi è libero, chi provoca, chi cambia.

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Il Tour nei Palasport con cui Renato Zero lancerà il nuovo album è già sold out nelle principali città.

È in uscita in questi giorni il nuovo disco di inediti di Renato Zero, sia in formato CD sia in formato LP.

Già dal titolo provocatorio, si presenta come un lavoro all’insegna della coerenza nell’evoluzione artistica di questo grande cantautore, sulle scene italiane, e non solo, da ormai 50 anni.

Provocazione che si esprime già durante la conferenza stampa di presentazione dell’album, ha proclamato di «avere mandato a … “quel paese” la borghesia»

Album registrato a Londra, prodotto e arrangiato dallo stesso Horn di Paul McCartney e Robbie Williams.

L’album si presenta con sonorità che ripercorrono i decenni della fine del secolo passato, con echi funk.

I testi tornano a riflettere sul sociale, come ne “La culla è vuota”, e a deridere il mondo dei social e del consumismo contemporaneo, “La vetrina”.

In “Viaggia” con toni un po’ paternalistici invita i “giovani” a viaggiare e girare il mondo.

“Anni miei” una riflessione sull’età che incombe anche sul Renatone nazionale, 69 anni compiuti il giorno della presentazione di questo ultimo lavoro.

Nello stesso non manca neanche un omaggio ai maestri del passato: “Quattro passi nel blu”.

Il pezzo di punta è la prima traccia, che p anche il primo singolo, uscito già prima dell’estate “Mai più da soli”, il cui video è stato girato in U.K. perché, come lo stesso autore ha dichiarato, il messaggio che voleva far arrivare è un’incitazione a riscoprire quella voglia di internazionalità, quel desiderio di abbattere ogni tipo di barriera, sociale, sessuale e geografica, nel cui spirito Zero è cresciuto e si è formato negli ormai mitici anni Settanta.

Nel complesso, di folle c’è ben poco nell’ultimo lavoro di Zero, ma ritroviamo tanta professionalità, grandi nomi della musica internazionale, e la denuncia della solitudine dell’individuo, in questa società che socializza solo tramite la tecnologia.

Articolo di Gioia G. Di Mattia 

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