Ethan Coen è Il Primo Incontro Ravvicinato Della RomaFF14

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Ethan Coen incontra il pubblico della Festa del Cinema di Roma parlando di chirurgia e del suo mancato film con Brad Pitt - di Alessia de Antoniis

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Ethan Coen ha incontrato il pubblico della Festa del Cinema di Roma.

Il direttore artistico della Festa, Antonio Monda, gli aveva proposto di venire a parlare di sceneggiatura, ma lui ha chiesto di parlare di chirurgia nel cinema.

Partendo da frammenti di film come “Jim lo sfregiato” del 1948, “Un medico, un uomo” del 1991, “Operazione diabolica” con Rock Hudson del 1966, “Audition” di Takashi Miike del 1999, Ethan Coen ha analizzato l'uso della chirurgia nella storia dei film, soprattutto hollywoodiani.

Alla domanda sul perché di questa scelta, ha risposto “Non lo so, forse perché è assurda”.

Una cosa che lo affascina è l'uso della chirurgia, soprattutto plastica, nei film noir degli anni '40, dove viene usata per cambiare identità o prendere quella di qualcun altro. “Sono film assurdi, come quelli degli anni '50 e '60, con pochi attori, storie semplici o surreali, sciocchi e seri allo stesso tempo, che oggi non potrebbero essere prodotti perché non sarebbero credibili”, ha aggiunto.

Monda ha poi chiesto cosa ne pensasse della dichiarazione di Martin Scorsese che alcuni giorni fa ha affermato che i film della Marvel sembrano parchi a tema più che veri film. “Concordo, ed è un peccato che dagli Studios arrivino sempre più film di questo tipo”, è stata la sua risposta.

Parlando di scene tagliate e di censura, Ethan dice di non averne mai subita, perché prima di produrre un film gli Studios hanno già letto e approvato la sceneggiatura. Anzi, sono lui e suo fratello a censurare loro stessi, perché editing e montaggio sono una forma di censura, di eliminazione di parte del lavoro svolto.

A proposito dei film girati insieme a suo fratello, che vorrebbe fossero ricordati, dice: “non ne ho uno, non li rivedo mai, ma sono felice di aver girato A serious man, un film legato alla nostra infanzia e a cose che non esistono più”.

Ethan ha rivelato anche un particolare inedito a proposito di un film mai girato: The white sea. “Era ambientato in Giappone e basato su un romanzo di James Dickie. Avevamo scritturato Brad Pitt, ma non siamo riusciti a farlo, nonostante avessimo lavorato molto in pre-produzione. Parlava di un uomo abbattuto a bordo di un B-52 su Tokyo. Era un film quasi muto, visto che il protagonista non parlava la lingua giapponese. Un film di sopravvivenza che ci dispiace non essere riusciti a girare nonostante il lavoro già svolto”.

Alla domanda sulla compresenza, nei film dei fratelli Coen, di commedia e tragedia, ha risposto che loro non si preoccupiamo di fare una commedia o una tragedia, perché si può ridere anche in situazioni terribili. “Noi non pensiamo in termini generici, pensiamo a una storia che abbia una sua logica".

Quando il direttore Antonio Monda ha nuovamente chiesto: “Perché ti affascina così tanto la chirurgia plastica nei film noir?” Ethan ha replicato:

“Mi avete chiesto un tema e ho scelto questo”.

Forse l'intervista sarebbe stata più interessante se avesse accettato la proposta originaria di parlare di sceneggiatura.


Alessia de Antoniis
































































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