Milan 2 - 2 Lecce 20.10.2019

Calhanoglu e Piatek rispondono alle critiche, ma non basta

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Parte male l'avventura di Stefano Pioli sulla panchina del Milan, che come Gattuso due anni fa si fa riprendere nel recupero ed impatta sul pareggio per 2-2 contro una neopromossa. Nota positiva della serata la prestazione di Calhanoglu, mentre continuano a deludere Suso e Biglia.

Clima surreale a San Siro, dove un match tutt'altro che di cartello come Milan - Lecce si trasforma nell'ennesimo nuovo inizio per i rossoneri. Pioli prende il posto di Giampaolo e decide di guardarsi indietro per andare sul sicuro: riecco il 4-3-3 di gattusiana memoria, con il fidato Biglia in cabina di regia e l'esclusione eccellente di Piatek in attacco, a riprova che tutto sommato Giampaolo avesse i suoi motivi per metterlo in dubbio. Al suo posto Rafael Leao, la vera sorpresa positiva dell'inizio di stagione rossonero, affiancato dai soliti Suso e Calhanoglu. A centrocampo, Kessié e Paquetà si scambiano i posti, col brasiliano a destra e l'ivoriano a sinistra.

Non cambia modulo nonostante la trasferta Liverani, che a San Siro schiera contemporaneamente Falco, Babacar e Mancosu, a scapito di Farias che viene lasciato in panchina. La curiosità di giornata è rappresentata dal portiere Gabriel, ex rossonero che non ha mai trovato piena fiducia nella società che l'aveva portato in Italia.

L'avvio dei rossoneri è al galoppo ed il cavallo di razza a cui è affidato è Leao. Tempo un minuto e dopo una percussione da posizione leggermente decentrata sulla sinistra trova subito la conclusione che mette in difficoltà Gabriel, sulla cui respinta si avventa Paquetà che non trova la porta sguarnita da distanza ravvicinata. Ci riprova poco dopo il portoghese, con un'azione simile alla precedente, ma questa volta la conclusione è meno precisa ed il portiere la neutralizza senza difficoltà.

Complice l'attegiamento un po' remissivo dei salentini, prosegue il monologo del Milan che inanella un'occasione da goal dietro l'altra, peccando di concretezza. Il primo a provarci è Calhanoglu, ben assistito da Suso, che dopo un inserimento calcia di prima intenzione di poco a lato. Poi è Biglia a salire sugli scudi, con uno scatto che non sapevamo parte del suo repertorio, seguito da un bel passaggio al centro con la porta sguarnita che costringe Lucioni a liberare l'area. Il trittico di occasioni si conclude con una violenta conclusione di Calhanoglu da fuori area, che finisce di poco sopra la traversa a portiere battuto.

Il turco è in forma smagliante, quasi come volesse rispondere alle critiche dei tifosi e alle giuste polemiche suscitate dal gesto suo e dei suoi compagni in nazionale. Ci prova e ci riprova, finché non ci riesce: è il minuto numero venti, quando Biglia lo trova in area con un preciso lancio e lui, senza farsi pregare, fa partire un destro potentissimo che non lascia scampo ad un Gabriel fino a quel momento quasi perfetto. Il brasiliano sente l'aria di quello che avrebbe potuto essere il suo stadio e si supera in più occasioni, come quando nei minuti successivi alla rete subita neutralizza due pericolose conclusioni di Suso.

Al rientro dagli spogliatoi non c'è più in campo Falco, sostituito da Farias e si vede un Lecce più propositivo. Il Milan ne approfitta per gestire il risultato e giocare sulle ripartenze, grazie alla velocità di Leao, ma il rilassamento gioca brutti scherzi e dal nulla gli ospiti riescno a rimettere in equilibrio la partita pocop dopo il quarto d'ora. Su cross proprio del nuovo entrato Farias, Conti ci mette la mano e l'arbitro, dopo avere fatto concludere l'azione, consulta il VAR e indica il dischetto. Sul pallone va Babacar, che si fa parare la conclusione da Donnarumma e poi è lestissimo a correre verso il pallone ed insaccarlo nella porta sguarnita.

Pioli prova subito a mettere a posto le cose con un doppio cambio che prevede Piatek e Krunic al posto di Leao e Paquetà, ma le cose non sembrano sistemarsi e a dieci minuti dalla fine richiama Kessié per passare al 4-2-3-1 mandando in campo Rebic. Sarà un caso, ma poco dopo i padroni di casa passano nuovamente in vantaggio: Calhanoglu, sicuramente il migliore in campo, inventa una bella giocata che gli permette di guadagnare l'area ed è bravo a premiare l'inserimento di Piatek alle sue spalle, che da pochi metri non sbaglia e spiazza Gabriel.

Sembrerebbe finita, perchè il Milan riprende il controllo della partita, ma gli errori dei singoli pesano e viene ancora una volta punito in pieno recupero. Dopo un pasticcio della difesa, Biglia prova ad uscire palla al piede e perde malamente il pallone. Ne approfitta il subentrato Petriccione, che allarga per Calderoni ed è quest'ultimo che trova la grande conclusione che fa saltare il banco, spedendo il pallone alle spalle di Donnarumma.

Non c'è tempo per recuperare, anche perché i rossoneri subiscono il contraccolpo psicologico della rete subita e faticano a riordinare le idee per trovare una reazione finale, che infatti non arriva. La partita che avrebbe dovuto rappresentare l'ennesima ripartenza si trasforma in una concente delusione e porta l'avventura di Pioli a partire quasi nel peggiore dei modi. Il neo-allenatore rossonero si sarebbe aspettato i tre punti come regalo di compleanno, invece si ritrova con la cendelina in mano in attesa della difficile trasferta di Roma.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

Nel Milan spicca su tutte la prestazione di Calhanoglu, che oltre a goal ed assist è uno dei pochi a giocare bene per tutti e novanta i minuti. Bene anche Theo Hernandez e Piatek, quantomeno per il goal da subentrante, mentre delude per l'ennesima volta Suso, così come Biglia.

Tra i salentini, a parte gli autori dei goal, spicca la prestazione di Farias, ottimo nel secondo tempo al posto di uno spento Falco. Il migliore è però Gabriel, nonostante i due goal subiti, che tiene botta nonostante una difesa tutt'altro che imperforabile. 

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-3-3): G. Donnarumma; Conti, Musacchio, Romagnoli, Theo Hernández; Kessié (79' Rebic), Biglia, Paquetá (67' Krunic); Suso, Rafael Leao (67' Piatek), Calhanoglu. All. Pioli

LECCE (4-3-1-2): Gabriel; Meccariello, Rossettini, Lucioni, Calderoni; Tabanelli, Tachtsidis, Majer (63' Petriccione); Mancosu; Falco (46' Farias), Babacar (81' Lapadula). All. Liverani


Matteo Tencaioli

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