CON LA LOKOMOTIV BRUTTA JUVE PER 80 MINUTI. LA RISOLVE DYBALA.

CON LA LOKOMOTIV BRUTTA JUVE PER 80 MINUTI. LA RISOLVE DYBALA.

In due minuti l’argentino risolve una partita diventata difficile e sistema la classifica nel girone Champions, che si stava complicando.

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In due minuti l’argentino risolve una partita diventata difficile e sistema la classifica nel girone Champions, che si stava complicando.

Brutta partita allo Stadium. Una di quelle serate in cui le motivazioni latitano mentre dall’altra parte gli avversari non regalano nulla e moltiplicano le energie. Un Ronaldo sottotono e un Pjanic ormai marcatissimo da tutte le squadre avversarie fanno in modo che il gioco non si sviluppi mai in maniera fluida e Sarri sempre in piedi è costretto ad assistere al goal che alla mezz’ora manda la Lokovmotiv in vantaggio al riposo, senza che si noti una reazione degna di nota da parte dei bianconeri, inchiodati nel punteggio e nel gioco. Alla ripresa i bianconeri sono già pronti diversi minuti prima, gli sguardi sono quelli giusti e, probabilmente, Sarri si sarà fatto sentire negli spogliatoi. Higuain toglie la pettorina ma il suo ingresso al posto di Khedira è rimandato solo di qualche minuto. I tre tenori dell’attacco bianconero sono tutti in campo e inizia un vero assedio alla porta della Lokomotiv. La vittoria dell’Atletico e la sconfitta interna complicherebbero enormemente la classifica e la Juve non se lo può proprio permettere. Attacca a testa bassa ma i risultati sono scarsi e i tentativi velleitari. Il portiere avversario ritarda pesantemente ogni ripresa del gioco senza essere mai ammonito, contribuendo a far crescere il nervosismo. Sarri predica calma, non vuole lanci lunghi, vuole giocarla per arrivare al tiro manovrando la palla. Ma bisogna arrivare al minuto 77 e al successivo 79 per ribaltarla. Dybala sale in cattedra e, prima con un sinistro dal limite nell’angolo alto, poi con una zampata di rapina, toglie le castagne dal fuoco, sistema la classifica e chiude l’ennesima partita in sofferenza. La rimonta dimostra carattere ma la squadra sembra soffrire quando calano le motivazioni. Sarri dovrà essere capace più come psicologo che come allenatore per evitare che questi cali di tensione possano complicare una stagione che, da trionfale, potrebbe trasformarsi in fallimentare per pochi dettagli.

Di Massimiliano Piccinno

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