DOPPIO SINGOLARE ALLA RHINOCEROS GALLERY

DOPPIO SINGOLARE ALLA RHINOCEROS GALLERY

Man Ray e Luis Buñuel… due figure, un dialogo, un’azione surrealista, sono i protagonisti della nuova iniziativa culturale creata da Raffaele Curi per gli Esperimenti promossi dalla Fondazione Alda Fendi

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Rhinoceros gallery, la galleria d’arte di rhinoceros, il palazzo progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi, apre le sue porte al pubblico in via dei Cerchi a Roma per una nuova iniziativa culturale che, come sempre, esula dai canoni del “già visto” per proiettare lo spettatore verso forme profonde di riflessione. Questa volta gli Esperimenti promossi dalla Fondazione Alda Fendi propongono “Doppio Singolare” ovvero la presentazione che Raffaele Curi fa di due grandi personalità del surrealismo come Man Ray e Luis Buñuel con un’esposizione che sarà possibile visitare fino al 10 dicembre 2019.

La Fondazione, che dal 2001 promuove sperimentazioni e contaminazioni artistiche e culturali, più che confrontare, fa dialogare le due figure del surrealismo con un percorso espositivo che associa opere e immagini da ammirare accompagnati dalle note del Tristano e Isotta di Richard Wagner, che fu colonna sonora di “Un chien andalou” dello stesso Buñuel.

Ad accogliere i visitatori al piano terra la suggestiva statua-installazione " Rhinoceros apud Saepta" che dà il nome allo spazio, trainato da due corde e dalle sagome di Man Ray e Luis Buñuel. Nello stesso spazio una parete è interamente ricoperta da “Familiarity Breeds Understanding” la preziosa collezione di 94 scatti in bianco e nero di Dino Pedriali (fotografo che ha immortalato Pier Paolo Pasolini, Giorgio De Chirico, Alberto Moravia, Federico Fellini, Andy Warhol). Protagonista di fronte all’obiettivo Man Ray, l’artista statunitense, figura-chiave nella storia dell’immagine, ritratto nel suo studio parigino nel 1973.

Sono le sagome a predominare gli ambienti dei tre piani del palazzo, ben trenta che per la maggior parte riproducono soprattutto asini con al collo un particolare guinzaglio etnico. E anche sull’asino viene raffigurato Salvador Dalì ricordato anche con una scritta su un muro per la sua frase "Più di tutto mi ricordo il futuro".

Al grande regista spagnolo Luis Buñuel e alla rivoluzione visiva del suo cinema viene fatta la dedica “Buñuel.– Un discreto andaluso” allestendo una sala cinema dove vengono proiettate senza sosta alcune sue pellicole come Un chien andalou, L’age d’or, Las Hurdes (Tierra sin pan), Tristana e Il fascino discreto della borghesia, che rappresentano cinque capolavori che consentono di immergersi pienamente negli strati del desiderio e delle sue forme inconsce.

Molto particolare l’installazione di Raffaele Curi “AFEITAR ANDALUCIA”, un’action surrealista ispirata all’opera di Buñuel così come i moltissimi rasoi, di tutti i tipi e tutte le grandezze, che figurano un po' dappertutto sospesi dall’alto o attaccati alle pareti. Un chiaro riferimento al rasoio che taglia l'occhio nella celebre scena del corto " Un chien andalou", con la ferita che squarcia la visione dello spettatore per offrirgli uno sguardo altro, un altrove profondo, come quello del giovane regista fotografato da Man Ray nel 1929.

                                                                                                      Rosario Schibeci 

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