POST LAZIO TORINO

IMMOBILE DOMINA, ALBERTO INVENTA MA E' TUTTA LA LAZIO CHE GIRA A MILLE.

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Quando una Lazio cosi incontra un Torino cosi mi sembra rivivere la storia del cavaliere nero con il cavaliere bianco. Il calcio è fatto di momenti, di periodi in cui va tutto bene e quelli che vedi tutto nero. La verità a volte sta nel mezzo. La Lazio degli ultimi dieci giorni sta bene, togliendo Firenze, dove la vittoria è sacrosanta, in Scozia avrebbe meritato la vittoria, con l’Atalanta ha dimostrato di poter tener testa alla banda di Gasperini che anche a Napoli ha dimostrato la sua forza. Di contro il Torino è venuto a Roma con Mazzarri quasi al dentro o fuori, chissà se Cairo aspetterà fino a domenica prossima con il derby per decidere di cambiare o no l’allenatore.

Ma torniamo alla Lazio, pimpante, esplosiva nelle ripartenze e capace di creare almeno il triplo di palle gol di quelle effettivamente finite dentro la rete di Sirigu. Quando la squadra trova il gol subito ed è in un momento come quello di adesso in poche squadre possono tenere testa ai biancocelesti. Persino il buon Marusic si è trovato in una serata che di cose storte, dei cosiddetti flop, ce ne sono stati davvero pochi.

Partiamo dal condottiero, qualcuno non pensava che potesse vestire questo tipo di panni, il cannoniere del campionato, oramai pensiamo che la fascia di capitano, Lulic ci perdonerà, gli spetta di diritto, Ciro Immobile, se non chi? Dopo quel piccolo screzio con Inzaghi è tornato quello di due stagioni fa, preciso e perfetto sotto porta, rigorista ineccepibile, assist man e generoso con i compagni, in una sola parola, il capitano in campo, anche senza fascia. Qualcuno che Roma ha amato quasi alla follia lo vede poco in nazionale, gli preferisce l’amico Belotti, ma noi che conosciamo Ciro sappiamo quanto lui ci tenga a fare bene con la maglia azzurra, quel posto sarà suo agli europei, possiamo scommetterci.

Luis Alberto è tornato, al centro degli equilibri della squadra, sforna assist e prestazioni che per parecchi mesi erano sparite, le sue buone prestazioni era andate via come il biondo dei capelli, tornati al colore originale. Inzaghi probabilmente ha avuto un ruolo importante nel recupero del giocatore, le sirene spagnole avevano disorientato il ragazzo che comunque ha ritrovato la voglia, che per un calciatore del suo livello è fondamentale.

Acerbi meriterebbe la copertina, oltre alla solita, costante prestazione difensiva emerge la sua capacità di far gol, non testa come ci aveva abituato ma con l’esterno destro da quaranta metri. Ha il merito di sbloccare la partita e mettere in discesa il percorso che ha portato la vittoria alla Lazio, oltre a combattente ora possiamo definirlo balistico.

La difesa ha retto bene, Strakosha solo due volte ha dovuto mettere i guantoni ma il risultato era già di due a zero. Quando tutto va bene, girano anche i Patric e i Marusic, persino Cataldi non ha fatto rimpiangere Lucas Levia. Quando la Lazio vince si tira in ballo la rosa, buona e lunga, quando le cose non vanno bene tutto diventa nuovamente niente. Torniamo al discorso iniziale, le squadre vivono di momenti, se ti chiami Juventus è un'altra storia, e la Lazio è una buona squadra se tutto gira nel verso giusto.

Qualcuno storce il naso su Milinkovic Savic, chi dice che è troppo protetto dalla stampa, chi invece sostiene che sta giocando sotto le sue possibilità e non si impegni al massimo, specialmente nelle partite non di cartello. Noi pensiamo che il giocatore sia tanto di quantità e molto di qualità, non dobbiamo aspettarci ogni volta due gol e due assist, a volte anche il muro che riesce a creare a centrocampo proteggendo la squadra è importante, basta solo riuscire a vedere la prestazione.

Viviamo, non solo a Roma, di momenti, di periodi, per adesso non essendo né la Juventus né l’Inter, godiamoci questa splendida Lazio.

GIUSEPPE CALVANO

FOTO ROBERTO PROIETTO

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