Roma Napoli 2019 2020

Una Roma Sontuosa ed un gran Pastore fanno la differenza. Un 2-1 sudato e meritato.

stampa articolo Scarica pdf

Fonte Immagine: Gianandrea Gambini

Quarto posto, da proteggere con le unghie e con i denti,

Sulla panchina del Napoli, “Ancelotti”, figlio, che sostituisce lo squalificato papà al quale è stata comminata una giornata nell'ultima di campionato.

Nella Roma Cetin dal primo minuto al posto di Fazio, a supporto di Spinazzola,Smalling e Kolarov, Mancini e Veretout diventano ormai un tutt'uno nel lavorare palloni e lanciare il gioco, merito anche di un trio lì davanti che ha smesso di creare aspettattive e cominciato a macinare risultati: Kluivert, Zaniolo e Pastore con Dzeko in un ruolo che non è più di punta pura, o meglio non lo è mai stato...

Nel Napoli sono Mertens e Milik a caricarsi sulle spalle l'attacco partenopeo, grande supporto dalla linea di centrocampo che nel 4-4-2 scelto da Ancelotti vede Insigne,Zielinski, Fabian Ruiz e Callejon, mentre pare irrinunciabile in difesa il supporto di Di Lorenzo che, con Manolas e Mario Rui cercano di fare il grosso del lavoro, lasciando a Koulibaly la mobilità giusta per spingere in avanti.

Primi minuti concitati con il Napoli pieno di grinta e coraggio che spinge in fase offensiva e si rende pericoloso da fuori area già al 6' con Callejon.

Buona la posizione di Pau Lopez attentissimo e spicca in questi primi minuti la prova di Pastore che si spinge in copertura fino in difesa;un giocatore nuovo, che sembra aver ritrovato lo spirito perduto, lo stesso spirito che lo ha accompagnato nel suo periodo d'oro al Palermo.

La Roma però non subisce e tende a costruire con molta attenzione, sfruttando l'avanzata di Spinazzola che si porta la palla senza subire troppe incursioni, al 9' è la Roma con Kluivert a spaventare Meret e con Pastore che due minuti dopo con una palombella tenta di superare la porta, mettendo la sua squadra sullo stesso piano dei partenopei.

Nel Napoli a curare la fase difensiva Zelinsky e Manolas, l'ex Roma sembra sentire particolarmente la partita, ed è Kolarov, ancora una volta a schermare la fascia sinistra dalle incursioni di Milik.

Il gioco dei giallorossi acquista fluidità, diventa leggero e si nota con piacere come gli uomini di Fonseca riescano a trovarsi lungo tutto il campo, cross millimetrici, lanci lunghi e calibrati, triangolazioni di prima che non danno tempo agli avversari di organizzare il gioco.

La svolta arriva al 19' cross lungo per Mancini che si porta palla sulla fascia destra fin quasi sottoporta,cambio di prospettiva all'indietro per Zaniolo che con un destro appena fuori dall'area piccola la butta con forza sotto l'incrocio dei pali, un 1-0 cercato e trovato con testardaggine, ma non sembra finita perchè poco dopo, nel tentativo di allontanare la palla Callejon controlla con il braccio, Rocchi consulta il Var e regala un rigore alla Roma; sul dischetto Kolarov che però si fa parare da Meret il tiro rasoterra e poco angolato; è il secondo dagli 11 metri in poco tempo che il serbo sbaglia clamorosamente regalando speranze ai partenopei che aumentano la fase di costruzione e percussione nei confronti degli avversari, determinante Smalling che non molla di un centimetro la difesa salvando dal pareggio i giallorossi.

La Roma si allunga un po', il Napoli si compatta costruendo a centrocampo la fase offensiva distribuita tra le gambe di Zielinski, Insigne e Mertens.


Insigne corre e si insinua tra le maglie giallorosse creando occasioni dalla distanza prontamente respinte da un ottimo Pau Lopez.

I ritmi sono altissimi, il Napoli continua a credere nel recupero della partita e si accanisce su una Roma che si abbassa un po' per riprendere fiato.

Il rapporto Kolarov/Kluivert sembra procedere a gonfie vele e gli scambi diventano funzionali anche nell'ottica di un cambio di prospettiva repentino, per l'appunto la triangolazione Kluivert, Kolarov e il successivo traversone per Zaniolo la dicono lunga sulle dinamiche scelte dall'allenatore che non si accontenta di un'azione piatta e finalizzata all'arrivo in porta, ma a cogliere di sorpresa l'avversario che resta immobile davanti al gioco di fantasia che sta inventando la Roma.

Negli anni poche volte si è potuto assistere a questa intesa così profonda tra i giocatori, merito di una classe ed una determinazione fuori dal comune.

Il Napoli riesce più volte a spingersi in contropiede grazie anche al lavoro di Mario Rui che convoglia il pallone verso le punte, a fare da scudo la traversa e la grande forma di un portiere che sta acquistando sempre più sicurezza, tanto da piegare l'animo di Mertens e compagni costretti a ripartire ed a inventare nuovi corridoi efficaci alla finalizzazione.

Callejon fa da elastico andando a supporto di Di Lorenzo e Manolas, clamorosa la traversa di Milik e sfortunato Zielinski che si vede negare dal palo il gol del pareggio.

Un gran primo tempo per entrambe le squadre, un gioco di squadra ed un crescendo, partita dopo partita, nel gioco, nella forma fisica e nelle individualità dei singoli giocatori, difficile trovare un migliore in campo fino ad ora, forse in Zaniolo per aver trovato un gol perfetto, ma tutta la squadra sembra finalmente remare in un'unica direzione, concentrazione e lavoro, osmosi avanti e indietro che permette raddoppi in tutte le fasi di gioco, un'azione che manda spesso in confusione l'avversario e permette un contropiede calibrato per i giallorossi.

Buono il lavoro di Dzeko, sempre a guardia dell'avversario, poco protagonista sottoporta dove hanno fatto di più Kluivert, Pastore e lo stesso Zaniolo, sintomo che in questa Roma non c'è spazio per le prime donne, ma per un “contingente” che lavora all'unisono per ottenere il massimo del risultato, un ruolo quasi da ala nel possesso palla, una tecnica di sovrapposizione che fa davvero reinterpretare le dinamiche in campo.

Un encomio per Fonseca nell'individuare la giusta posizione di Mancini che sta diventando un pilastro del centrocampo e Spinazzola, determinante nel creare l'azione,driblare l'avversario e condurre il gioco.

Nel Napoli, forse complice l'assenza di Ancelotti, si percepisce una certa distanza nel tenere palla, si cerca la porta ma si arriva senza punti di riferimento, trovando spesso sbarrata la strada . Ottimo Smalling a smistare e tenere a bada gli attaccanti, prospettiva allargata che lo fa arrivare spesso anche sotto la porta avversaria senza creare voragini incolmabili.


Si ricomincia, nel secondo tempo la Roma parte subito in avanti sfruttando il duetto Pastore/Kolarov, una caratteristica di questa Roma sembra proprio quella di aver abbandonato le intese scontate, tutti giocano con tutti, la dice lunga in questo senso, forma fisica a parte, la scelta di schierare Pastore al posto di Perotti, protagonista assoluto della catena di sinistra con Kolarov.

I ritmi si abbassano per alcuni minuti, il Napoli cerca di tenere palla ma rimbalza sui giocatori giallorossi che rimangono guardinghi studiando le mosse dell'avversario ed a ragione, la fase di gestione costringe il Napoli a subire un po' la pressione dei padroni di casa che con astuzia si avvicinano alla porta partenopea, Pastore ancora protagonista sottoporta recupera palla cross all'indietro che impatta con il braccio di Mario Rui,solare il secondo rigore per la Roma, stavolta Veretout sul dischetto, Meret sfiora la palla ma il centrocampista realizza il 2-0 per la formazione di casa. Ancora Pastore, inarrestabile, recupera, lancia i giocatori in porta, induce l'azione che manda Kolarov a servire la palla per Kluivert che colpisce clamorosamente la traversa,

Il Napoli corre ai ripari e sostituisce Callejon con Lonzano, passando al 4-3-3 ma la Roma è sempre in avanti e sfiora la porta in più occasioni, uomo match senza dubbio, ancora una volta Pastore.

Entra Llorente al posto di Mertens, 64' sul cronometro ed è sempre la formazione di casa a condurre il gioco, superlativa la fase di anticipazione dei giocatori azzurri, benchè gli schemi del Napoli sembrino voler spingere per recuperare il risultato.

L'arbitro però al 70' si vede costretto a sospendere il match per due minuti per i cori discriminatori che partono dalla curva giallorossa nei confronti della città partenopea, Dzeko prova a calmare gli animi richiamando i tifosi ad un tifo più intenso verso la propria squadra, si temono, aimè, delle sanzioni verso la società .


Il Napoli prende coraggio ed al 71' è Milik ad insaccarla, grazie ad un contropiede di Fabian Ruiz che con un traversone davanti alla porta supera la difesa e regala al compagno la palla che permette al Napoli il gol del 2-1.

Riparte la Roma con un pizzico di difficoltà, gli avversari cominciano a compattarsi e complice la stanchezza sembrano meno lucidi, tanto da indurre Fonseca al primo cambio.

Fuori Kluivert, dentro Perotti.

Fase di sofferenza e stallo, complice l'intensità di gioco espressa fino ad ora, esce....entra Under, all'81' ennesimo angolo per la Roma grazie ad ud un muro di Koulibaly, cross in mezzo e Dzeko la insacca in posizione di fuorigioco.

Esce Insigne, ultimi minuti tesissimi per entrambe le squadre Fonseca si copre facendo subentrare Santon al posto di Pastore, inventando anche per lui un ruolo da trequartista, 6 minuti di recupero ed il Napoli pare sempre più insidioso, grande confusione rosso per Cetin, per somma di ammonizioni, che ferma all'ultimo minuto Llorente al limite dell'area, Milik alla battuta, speranze da una parte e preghiere dall'altra...calcia il giocatore parnenopeo, la palla impatta sulla barriera e finisce fuori, triplice fischio finale.

La Roma si dispera negli ultimi minuti per non aver consolidato da subito il risultato ma porta a casa una vittoria importantissima.

Lo spirito c'è, la squadra pure. Una grande Roma.


Laura Tarani.


© Riproduzione riservata