POST ROMA NAPOLI, ANCELOTTI RISCHIA LA PANCHINA

POST ROMA NAPOLI, ANCELOTTI RISCHIA LA PANCHINA

IL NAPOLI A ROMA PERDE LA SUA TERZA PARTITA STAGIONALE, TROPPE PER PUNTARE ALLO SCUDETTO.

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Possiamo dire che Ancelotti rischia la panchina? I numeri lo direbbero, tre sconfitte, tre pareggi e cinque vittorie in queste prime 11 giornate, 15 reti subite che per una squadra partita come rivale della Juventus  per lo scudetto ci sembrano davvero troppe. Il Napoli gioca solo spezzoni di partita da grande squadra, oggi all’Olimpico ha giocato per 20 minuti nella parte finale del primo tempo e poi un pochino nelle ultime fasi della partita, troppo poco per ottenere i risultati previsti ad inizio stagione.

Poi ovviamente c’è il presidente, De Laurentiis, che non parla, non si espone, ma che molto probabilmente sta riflettendo sul da farsi. Ci sono allenatori in giro da poter ingaggiare del livello di Carlo Ancelotti? Allegri qualche anno fa ad ottobre con la Juventus zoppicante dichiarò che entro Natale la sua squadra sarebbe stata prima in classifica, il tecnico toscano mantenne la promessa e lo scudetto arrivò di conseguenza, Ancelotti avrà rassicurato almeno la società, che il Napoli si riprenderà? Tante domande, per adesso nessuna risposta.

Ancelotti, squalificato per il turbolento post Napoli Atalanta, sceglie il trio d’attacco Milik, Insigne e Mertens, fuori per infortunio Allan tocca a Zielinski con Ruiz a centrocampo. Terzini Mario Rui e Di Lorenzo, Koulibaly e Manolas centrali con Callejon a completare l’undici titolare. La Roma con i Zaniolo e Pastore a supporto di Dzeko.

Napoli inesistente nella prima parte di gara, al 9’ e al 12’ ci prova la Roma ma i tiri di Kluivert e Pastore non preoccupano Meret. Al 19’ passa la Roma, Spinazzola da destra cerca e trova Zaniolo che ha il tempo di controllare, prendere la mira e battere Meret con un tiro sotto l’incrocio dei pali. Bello il gol ma lo spazio lasciato alla giovane promessa romanista è stato un errore di posizione dei giocatori del Napoli, una disattenzione sia dei difensori che dei centrocampisti, se a Zaniolo si lascia il tempo di prendere la mira non ce ne è per nessun portiere respingere la conclusione.

25’ rigore per la Roma per un fallo di mano di Callejon, Meret respinge su Kolarov e evita il doppio svantaggio al Napoli. 28’ finalmente si vedono i partenopei in attacco, Di Lorenzo colpisce di testa battendo Lopez ma Smalling salva sulla linea. Un minuto dopo tiro a giro di Insigne ma non trova la porta. 35’ ancora Insigne ma Lopez stavolta para in angolo. 41’ traversa di Milik di testa su cross di Mertens, l’azione prosegue con il tiro di Zielinski che colpisce il palo. Momento decisivo della partita e Napoli non fortunato. Ci prova anche Mertens al 44’ ma non trova la porta. Il pareggio era nell’aria e sarebbe stato anche meritato per il Napoli, la fine del primo tempo spegne la foga dei partenopei.

Nel secondo tempo ci si aspettava ancora il forcing del Napoli e invece arriva il raddoppio della Roma, stavolta il rigore lo batte Veretout, rigore per fallo di mano di Mario Rui, con Meret che intuisce, tocca il pallone ma non basta. 2 a 0 per la Roma. Al 59’ arriva anche la traversa per la Roma, tiro di Kluivert dal limite dell’area e montante pieno. Torna a farsi vedere il Napoli in attacco e al 72’ Milik trova la rete della speranza, cross di Lozano entrato al posto di Callejon, il polacco su liscio del difensore romanista Cetin insacca a porta vuota. Il Napoli non riuscirà più a creare niente fino alla fine della partita, soltanto una punizione di Milik al 95’ che però prende la barriera.

Sconfitta che brucia, la classifica per ora vede il Napoli non solo fuori dalla Champions ma anche della Europa League, ci vorrà una scossa per poter tornare ad essere protagonisti altrimenti sarà ancora una volta un anno buttato.

A margine ma di vitale rilevanza è stato il momento in cui l’arbitro Rocchi ha bloccato la partita per cori discriminatori contro la città di Napoli. Purtroppo non se ne esce, il calcio da sempre è lo sfogatoio sociale, non c’è tifo che regga l’offesa a una città, a una persona deceduta o un altro qualsiasi fatto storico. Bello il gesto di Dzeko a inneggiare il pubblico sano, la maggior parte in questo caso all’Olimpico, ad applaudire il piu possibile per coprire le ingiurie maleducate contro la città nemica. Devono essere per primo loro, i calciatori a dare la spinta per debellare questa inciviltà di poche persone ma che ha nello stadio un rimbombo pazzesco .

GIUSEPPE CALVANO

FOTO EMANUELE GAMBINO

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