PAGELLE MILAN - LAZIO SPONDA BIANCOCELESTE

PAGELLE MILAN - LAZIO SPONDA BIANCOCELESTE

DOPO TRENTA ANNI SI FESTEGGIA LA VITTORIA A MILANO. PAGELLE UN POCHINO PARTICOLARI.

stampa articolo Scarica pdf

Si vince a Milano, in campionato, dopo 30 anni e anche le pagelle, ci perdonerete, saranno un pochino particolari. Milan Lazio è una partita che alla vigilia puntualmente vengono ricordati i  tre decenni che la Lazio non passa a Milano, si ricorda quell’autogol di Maldini come un passaggio storico dei biancocelesti, come il gol di Chinaglia al Foggia, il gol di Fiorini al Vicenza o Klose al derby, non ovviamente al pari del gol di Lulic nella Coppa in faccia.

Voto 10 al presidente, Claudio Lotito. La sua esultanza con tanto di “vaffa” ripreso dalla telecamere di Sky è stata una liberazione e probabilmente è stata uguale alla stragrande maggioranza dei tifosi laziali. C’era sicuramente qualcuno che guardando l’orologio ha pensato che il Milan potesse pareggiare, guardando Pioli i dubbi sono spariti per tutti. Il Presidente avrà un’altra effige da mostrare nel suo personale palmares, visto che all’Olimpico le vittorie non avvenute con lui sono sparite. Nemmeno la Lazio di Klose e Cissè ci è riuscita anche se ci andarono molto vicino, per non parlare della Lazio scudettata di Cragnottiana memoria, senza vittoria a Milano neanche in quegli anni.

Voto 6.5 a Strakosha, solita storia, parate impossibili quando è sulla riga di porta, vedi angolo di Calhanoglu con conseguente velo di Correa, ma quando si tratta di uscire è come se gli mancasse il vestito buono e resta indeciso davanti allo specchio.

Voto 6.5 a Radu, soffre Castillejo fino a quando lo spagnolo non deve uscire per infortunio, il resto della partita solita determinazione, buona e cattiva contro tutti quelli che circolavano da quelle parti.

Voto 7 a Acerbi, oramai una diga in difesa ma da qualche settimana molto propositivo in avanti, il gol al Torino ha aperto la strada verso un altro ruolo?

Voto 6.5 a Bastos, a volte di spada, forse bastone sarebbe più giusto dire, a volte fioretto. Non ha piedi squadrati, anche un doppio passo in attacco ma è talmente oltre che i compagni non lo capiscono e il tutto diventa niente. L’autogol è più sfortuna o mal posizionamento che altro.

Voto 7.5 a Lazzari, il cross al bacio per Immobile è la ciliegina sulla torta ad un’ottima prestazione. E’ entrato nel vivo del gioco di Inzaghi, non era facile ne per lui ne per i compagni sapere come servirlo e come trovarsi, siamo sulla buona strada. E manca un rigore su di lui..

Voto 7.5 a Lulic, la sua corsa immensa come il suo cuore che batte solo biancoceleste oramai non potevano non farlo essere uno dei migliori in campo. Soffre un po’ all’inizio con il compagno di merende Radu la pressione di Castillejo ma poi diventa costante la sua spinta sulla sinistra coprendo le spalle anche a Luis Alberto.

Voto 6.5 a Milinkovic Savic, di solito lo vediamo spadroneggiare in classe e forza fisica, ieri sera ha fatto il mediano puro, perdendo ovviamente un po’ di visibilità. Un suo recupero su Leao è da spettacolo ma da lui ci aspettiamo di più.

Voto 7 a Lucas Leiva, spesso viene lasciato solo in mezzo ai centrocampisti milanisti da Milinkovic e Luis Alberto, lui se la cava bene senza strafare come ha fatto a Firenze. Il suo ruolo è decisamente il più difficile nella Lazio ma in quel ruolo forse è il migliore, almeno in Italia.

Voto 7,5 a Luis Alberto, concretezza in mezzo al campo, cosa non sempre riuscita nella sua carriera e illuminazione costante ogni qual volta si trova sulla tre quarti con la palla al piede. Gli assist regalati ieri in una sola partita sono la media di parecchi numeri dieci in una stagione intera. Se continuerà cosi le porte della propria nazionale non solo saranno aperte ma potrebbe ritagliarsi un grande spazio al prossimo Europeo. E i laziali gongolano..

Voto 7,5 al Tucu Correa, l’argentino sembra sempre essere un pesce fuor d’acqua ma poi nel momento giusto riesce ad accendersi , ancora una volta a Milano e realizza con freddezza il gol partita. Se acquistasse un pochino di praticità sotto porta sarebbe un top player, ma c’è tempo, nessuno o in pochi lo fanno, ricordano il primo Ibrahimovic alla Juventus con Capello allenatore, gioia e delizia con una montagna di gol mangiati davanti la porta. Poi sappiamo come è andata la sua carriera.

Voto 8,5 a Ciro Immobile, 100 gol in maglia biancoceleste, primo posto provvisorio in solitaria nella classifica cannonieri e una forma straordinaria. Ciro segna un gol di testa da vero bomber, colpisce una traversa, l’ennesima, con un colpo da biliardo e da tutto se stesso al servizio della squadra, scattando ogni qual volta un centrocampista ha il pallone tra i piedi. È un gioco dispendioso ma che viene ripagato dalla squadra che si mette completamente a disposizione dell’attaccante napoletano.

Inzaghi voto 9, critiche dentro la società, critiche (molte) dai laziali stessi che riescono a criticare tutto e tutti, lui si alza il bavero e va avanti per la sua strada. Sta crescendo come allenatore come giusto che sia, non poteva non pagare anche un minimo di inesperienza anche con il rapporto con i giocatori, lui ha alzato l’asticella restando alla Lazio a giugno quando sembrava che un ciclo si fosse chiuso, sta scommettendo su se stesso e su i suoi ragazzi, Simone siamo con te!

GIUSEPPE CALVANO

FOTO ROBERTO PROIETTO 

© Riproduzione riservata