Young Sicilians

Quando il nuovo linguaggio diventa visione. La recensione di Unfolding Roma

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Un panorama nuovo che verte verso nuovi linguaggi espressivi prendendo esempio dal passato. Ogni artista esprime la propria idea secondo il suo sentire e la propria forza artistica. Energia, luminosità, blue, etereo e paesaggi riescono a incantare e ad assemblarsi in modo sinergico.

Roma e le sue molteplici sfumature dedicate all’arte offrono variegati spazi tra quali molte Gallerie sparse per il centro e i piccoli caratteristici vicoli storici. Esse si occupano sia di arte antica che contemporanea sia moderna e sono opportunità per vedere ciò che i particolari riservano.

Una nicchia nelle vicinanze di Largo Argentina, esattamente in Via delle Zoccolette 28, è la RvB Arts, promotrice dell’Accessible Art. Presenta l’esposizione di Young Sicilians fino al 20 giugno.

Le due inaugurazioni, il 14 e il 15 maggio, hanno testimoniato l’inizio.

Alcuni pezzi sarà anche possibile ammirarli in un altro spazio situato in Via Giulia 193, l’Antiquariato Valligiano, nota galleria romana che dall’ ’82 si dedica all’antiquariato italiano in genere scegliendo tra mobili e oggetti di ogni tipo.

Entrambi gli ambienti puntano a far conoscere artisti emergenti e presentarli in modo dinamico per proporre al pubblico le loro opere anche a un prezzo accessibile.

Il linguaggio contemporaneo non è sempre di facile comprensione e fruizione. E’ una piccola ebollizione del momento storico e sociale che stiamo vivendo. Ma in questo contesto le espressioni d’arte siciliana sono voci attuali e linguaggi personali.

Simone Geraci, Ignazio Schifano, Nicoletta Signorelli, Roberto Calò, Simone Stuto, Sergio Fiorentino, Nicola Pucci e Luigi Citarrella sono i protagonisti delle due sale della galleria RvB Arts.

Dare spazio ai giovani è intento di grande coraggio. Significa che, smuovendo le acque, qualcosa può cambiare e, di certo, fa apprezzare la loro capacità espressiva tramite il percorso didattico svolto negli anni. Alcuni artisti si sono diplomati all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Catania, altri sono emigrati all’estero per approfondire gli studi di restauro, altri ancora si sono diplomati in grafica d’arte, scultura e restauro e si sono diplomati all’Accademia di Belle Arti di Carrara. 

Questo nuovo panorama artistico risulta essere multiforme e verte verso linguaggi efficaci prendendo esempio dal passato, ispirandosi a icone, al manierismo, a qualcosa di etereo e lontano con tratti vivaci, tranquilli e grafici.

Ciò che colpisce l’occhio è il materico, l’energia, l’etereo, la luminosità e il grande blu che si uniscono a paesaggi marittimi e statue di bronzo e teste di animali in gesso laccato. Ciascuno esprime la propria idea secondo il suo sentire e la propria forza artistica.

Il giro è stato breve e piacevole. Siamo rimasti colpiti da Nicoletta Signorelli che si libera rievocando il Caravaggio. Il carattere deciso dei movimenti e dai tratti rapidi e dirompenti fa emergere ciò che il forte contrasto di chiaro-scuro esprime, scaturendo in colori intensi e forti, tra cui il rosso molto intenso. Passeggiando ci si imbatte in un blue evocativo e pacifico frutto di un recupero dell’antica tradizione della pittura europea, l’ardesia. Il nero opaco permette di far emergere quel blue incantevole e nel quale ci si perde tra volti di donne e paesaggi rievocando e inducendo riflessioni. Quasi perdendosi in un mondo magico grazie alla maestria di Simone Geraci, opere eseguite a olio.

Incontriamo Simone Stuto e le sue figure a china. Assai grafici i suoi quadri, sembrano schizzi e i movimenti sono tratti legati tra loro, quasi a non spezzarsi mai. L’idea dei bozzetti per qualche sceneggiatura salta subito alla mente. Ignazio Schifano si presenta con i suoi paesaggi a olio dall’inconfondibile idea dell’attesa. Un senso di sospeso, di qualcosa che sta per succedere. I colori pastello interpretano il mare e l’etereo tra linee verticali e orizzontali, quasi a movimentare e dare una direzione decisa e netta e riportare all’ ‘800 e alle sue vedute.

Ci si imbatte, poi, nella scultura in gesso laccato, un volto di animale, di Luigi Citarrella. Come denuncia sociale il senso viscerale nasce dallo studio dal vero di teste mozzate nei macelli. La scultura ci guida verso i quadri a olio di Sergio Fiorentino il quale presenta Gemelli e Volto I e Volto II. Volti. Quattro volti che indicizzano alcune pubblicità dove modelle famose predominano le pagine patinate delle riviste. Figure etere, silenziose e inquiete con un celeste avvolgente intorno. In contrapposizione Roberto Calò con i suoi ritratti che ricordano le icone dell’arte antica, rivisitati in chiave moderna e in chiave assolutamente originale. Mentre invece Nicola Pucci introduce il pubblico verso un astratto ipotetico, un manierismo contemporaneo che i colori coadiuvano all’estremo per rappresentare animali, quali tori e galli, dove il senso del sospeso è molto presente e la luce entra come valore tra materia e spirito.

Un excursus che conduce il pubblico a comprendere quante risorse si hanno e che si scovano le quali, di certo, movimentano quel futuro di cui tanto si parla, ma del quale ci si dovrebbe forgiare per migliorare le aspettative e la creatività in noi.

Annalisa Civitelli

Le foto della galleria multimediale sono corrispondenti ai seguenti artisti e alle relative opere: Luigi Citarrella - Melodia, Sergio Fiorentino - Volto II, Simone Geraci - Notturno, Simone Stuto - Disegno - light, Nicoletta Signorelli - Davide contro Golia, Young Sicilians - Invito vernissage

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