Due BOLLE DI SAPONE Volano Via Al Brancaccino - Di Alessia De Antoniis

Due BOLLE DI SAPONE Volano Via Al Brancaccino - Di Alessia De Antoniis

Lorenzo Collalti ci regala una bellissima e tenera storia d'amore... che vola via per mancanza di coraggio. Fino al 1 dicembre al teatro Brancaccino

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Leggere e fragili come due bolle di sapone, i protagonisti del nuovo lavoro di Lorenzo Collalti si muovono sul palco del Brancaccino riflettendo i colori più diversi: quelli della solitudine, dell'incomunicabilità, dell'ipocondria, della diversità, della gentilezza, della timidezza.

Non ci sono più gli echi kafkiani di Nightmare nr.7; niente crisi di identità di un principe di Danimarca che non sa più chi sia a furia di essere interpretato nei modi più disparati, come in Reparto Amleto.

Stavolta la critica alla società contemporanea, alla sua alienazione, è giocosa e divertente e la vena surreale alla quale Lorenzo ci aveva abituati, assume i colori della quotidianità.

È facile vedere nei due ragazzi seduti sulla panchina del parco, la conosciuta scena di due ragazzini compagni di banco, due adolescenti, due colleghi di lavoro, due vicini di casa, che vorrebbero parlarsi ma... niente, si avvicinano e si allontanano trasportati dal vento delle loro emozioni, delle loro paure, delle aspettative disattese, sempre ad attendere che sia l'altro a fare la prima mossa, intrappolati nella paura del giudizio che spesso è solo nella nostra testa.

La nuova drammaturgia di Collalti ha il pregio di farci passare con estrema fluidità da una posizione di osservatore esterno alla vicenda, ad ascoltatore interno alla mente dei protagonisti, che diventano trasparenti proprio come due bolle di sapone.

La comicità nasce spesso dalla purezza dei personaggi, dei quali non sappiamo neanche il nome, come spesso accade durante quei fugaci incontri ai quali la vita in città sempre più alienanti ci ha abituato. La loro storia, appena accennata, è lasciata molto all'interpretazione dello spettatore che entra in contatto con una moltitudine di oggetti, presenti in scena come attori immobili, simboli di tutto il non-detto che il testo nasconde tra le sue pieghe.

Queste due fragili figure, che riempiono la scena con la loro ingenua luminosità, custodiscono una rara ricchezza interiore celata sotto le loro manie, apparendo ossessivi mentre, forse, vorrebbero solo vivere ad un ritmo diverso, chiedendo il rispetto dei loro tempi ad una società che di tempo sembra non averne più.

Grazia Capraro e Daniele Paoloni, interpretano brillantemente due timidi personaggi che vivono in un loro mondo fantastico, fatto di cose che gli altri non vedono; due soggetti maniacali, i cui stati di allegria e euforia sono solo apparentemente immotivati: nascono in realtà da quella visione innocente delle infinite realtà che si muovono sotto le apparenze, mentre anche le ombre hanno il potere di raccontare storie riservate a quelle anime ancora in grado di stupirsi.

Collalti ha la capacità di rappresentare in maniera estremamente divertente, ma affatto superficiale, la fragilità dei rapporti umani in una società liquida, la critica ai social in un mondo sempre più asociale, le occasioni che perdiamo per mancanza di coraggio, la dipendenza da farmaci per riempire le voragini che si aprono nella nostra anima. Per lui anche l'oblò della lavatrice diventa una finestra su un mondo parallelo.

Bravi i due protagonisti nel riuscire a creare empatia, a farci riflettere sulla gastrite che ha preso il posto delle farfalle nello stomaco, sulla gioia che ha ceduto il passo al lansoprazolo.

Un'altra bellissima prova del giovane autore e regista che ci fa ridere anche nella lamentela del povero genitore deluso da un figlio che è solo un misero antipiretico....manco un più rispettabile bentelan.


Alessia de Antoniis



BOLLE DI SAPONE


regia e drammaturgia Lorenzo Collalti

con Grazia Capraro e Daniele Paoloni

grafica e costumi Silvia Romualdi

una produzione KhoraTeatro in collaborazione con l’Uomo di Fumo

dal 21 novembre al 1 dicembre Teatro Brancaccino- Roma






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