Shakhtar Donetsk-Atalanta 0-3 Primo Turno Champions League 2019-'20

Shakhtar Donetsk-Atalanta 0-3 Primo Turno Champions League 2019-'20

La Dea passa sul campo degli ucraini e, grazie al successo del Manchester City a Zagabria, accede agli ottavi di finale

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Chi, dopo le tre sconfitte nelle prime tre partite del girone, ironizzava sull'avventura dell'Atalanta in Champions League, ha dovuto ricredersi: dopo il pareggio casalingo 1-1 col Manchester City e la vittoria (sempre interna) 2-0 con la Dinamo Zagabria, i bergamaschi coronano la loro rimonta-qualificazione espugnando per 3-0 il campo dello Shakhtar Donetsk, vendicando l'1-2 dell'andata a San Siro.

Per non uscire anzitempo dall'Europa, la compagine orobica aveva un solo risultato a disposizione: la vittoria, che in caso di contemporaneo successo della Dinamo Zagabria avrebbe comportato il “dirottamento” in Europa League, mentre qualora i croati avessero mancato l'appuntamento coi tre punti sarebbe valsa la qualificazione agli ottavi di finale.

I lombardi scendono, dunque, in campo con l'imperativo di vincere, confidando in buone notizie dalla vecchia Agram.

Quando, al 9', la Dinamo Zagabria passa a condurre sul Manchester City (grazie alla rete di Dani Olmo), sembra che il sogno sia destinato a svanire: non sarà così, poiché al 34' gli inglesi pareggiano con Gabriel Jesus, dimostrando di non voler regalar nulla.

Intanto, l'Atalanta sta tenendo botta con lo Shakhtar: incredibile la rete “divorata” al 5', quando Gomez, dopo aver intercettato un retropassaggio ucraino, anziché tirare passa a Muriel, il quale gira a Pasalic, che da posizione decentrata vede la sua conclusione bloccata a terra dall'estremo difensore padrone di casa.

Dovendo vincere, la Dea deve concedere qualcosa, con gli ucraini vicini alla rete con Moraes al 28' e al 37': nella prima occasione l'incornata termina alta, mentre nella seconda Gollini risponde in maniera prodigiosa, respingendo da campione.

Si va, quindi, al riposo in parità su ambo i campi.

La ripresa si apre con buone notizie da Zagabria, in quanto il Manchester City si porta sul 2-1 al 50' e sul 3-1 al 54', sempre con lo scatenato Jesus, autore di una tripletta: ormai, la Dinamo è fuori e la partita tra Shakhtar e Atalanta diventa una vera e propria sfida ad eliminazione diretta (una sorta di “sedicesimo di finale”).

I nero-azzurri atalantini, consapevoli del fatto che la “rimonta impossibile” è, invece, più che fattibile, provano il tutto per tutto, passando a condurre al 66' con Timothy Castagne: servito da Gomez, il numero 21 atalantino vede la propria conclusione “da zero metri” respinta dal portiere locale, ma ha la freddezza d'avventarsi sulla sfera, per insaccare a porta vuota il vantaggio orobico, reso ufficiale dopo l'OK del VAR circa la posizione del “Papu”.

L'impresa, ormai, è a un passo, sicché la Dea stringe i denti: l'espulsione di Dodo al 77' (manata a Freuler) è il segnale che gli ucraini non ci sono più.

All'80' giunge il raddoppio lombardo, con Pasalic lesto nell'intervenire su un calcio di punizione dalla destra (una sorta di calcio d'angolo), anticipando tutti e insaccando con un leggero tocco col mancino: 2-0.

Gli ucraini vanno vicini alla rete della bandiera all'86' con un sinistro di Ismaily che incoccia sulla traversa e al 93' con una conclusione di Moraes deviata dall'attento Gollini, per poi incassare il tris al 94', quando uno scriteriato retropassaggio di testa di Stepanenko si tramuta in un perfetto assist per Gosens, che (solo dinanzi al portiere) mette agevolmente in rete, per il definitivo 3-0 bergamasco.

La “rimonta impossibile” dell'Atalanta ha, quindi, avuto luogo: dopo un girone d'andata di “apprendistato” (tre sconfitte in tre gare), un grande girone di ritorno è valso lo storico passaggio agli ottavi di finale.

Chi ironizzava sulle sconfitte atalantine, ha dovuto ricredersi, come dovettero ricredersi coloro i quali nel 2011-'12 ironizzarono sull'APOEL Nicosia Sud, compagine cipriota clamorosamente giunta fino ai quarti di finale di Champions League.

Di contro, l'Atalanta ha dimostrato che bisogna crederci fin quando la matematica (che non è un'opinione) lascia aperta qualche possibilità, anche la più flebile.

Prima di dar per morto qualcuno, aspettate tre giorni: non si sa mai...

Giuseppe Livraghi

(La fotografia è opera di Emanuele Gambino)

SHAKHTAR DONETSK-ATALANTA 0-3 (0-0)

RETI: Castagne al 66', Pasalic all'80', Gosens al 94'.

SHAKHTAR DONETSK (4-2-3-1): Pyatov; Dodo, Kryvtsov, Matvijenko, Ismaily; Stepanenko, Alan Patrick; Tetè (dal 59' Marlos), Kovalenko (dal 71' Solomon), Taison; Junior Moraes. Allenatore: Castro.

ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Djimsiti, Palomino, Masiello (dal 61' Malinovskyi); Castagne, de Roon, Freuler, Gosens; Pasalic; Muriel (dal 71' Ibanez), Gomez (dal 90' Hateboer). Allenatore: Gasperini.

ARBITRO: Felix Zwayer (Germania).

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