Marco Cavalieri ''Arteinacciaio'' Presso La Galleria Triphè

Marco Cavalieri ''Arteinacciaio'' Presso La Galleria Triphè

Gold Toys di Marco Cavalieri galleria Triphè a cura di Maria Laura Perilli

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“Questa Italia la salviamo noi! “È il titolo di l'intervista, relativamente ironica, rilasciata nel 1977 dal maestro Sandro Trotti a Costanzo Costantini per il Messaggero.

Trotti vi sostiene che la filiera produttiva dell'arte sostenuta da gallerie, colorari, falegnami, corniciai, tipografi ecc...è non a torto un valido muro di sostegno della nostra economia . L'operazione artistica di Marco Cavalieri in scultura non è, a tal punto, dissimile da quella dei pittori . Siamo nell'universo dell'acciaio! Cavalieri, infatti, sceglie l'acciaio come materiale privilegiato del suo linguaggio artistico. Ciò può sembrare una goccia nel mare che, però, unita ad altre gocce, fornisce nel suo piccolo linfa vitale ad un settore difficile e strategico della nostra economia, quale è la siderurgia! L'arte in acciaio di Cavalieri, viene così, implicitamente, a svolgere una duplice funzione: da un lato pratica una meritevole azione socio-economica, dall'altro offre agli osservatori una peculiare dimensione artistica ad alta identificabilità. Le opere di Cavalieri sono dematerializzate, volutamente private di quella epidermide che in scultura sembra imprigionare l'anima dell'oggetto. È un'artista che, nello specifico, volge prioritariamente la sua attenzione al supporto costruttivo dell'opera .I suoi assemblaggi, quasi strutture spaziali architettoniche, riportano alla mente la grande esperienza della cupola geodetica di Bukminster Fuller, progettata per l'esposizione universale di Montreal e purtroppo perduta a causa di un incendio .Le sculture di Cavalieri si sorreggono con una fitta rete, piccole capriate, elementi triangolari che unendosi, sovrapponendosi ci donano un mondo complesso.

L'artista fa così assurgere l'essenza costruttiva, la parte spesso nascosta, al livello più elevato dell’espressività, sottolineando anche, per metafora, la problematicità del vivere quotidiano.

Sono opere, come detto, che riportano ad un mondo architettonico, fatto, però, di un’architettura leggera, capace di farsi attraversare da una materia oscura di cui la spazialità è composta ed in cui, quasi inconsapevolmente, siamo tutti immersi, fruitori viventi ed oggetti.

Una scultura complessa che sottolinea la necessità improrogabile, data la gravità dell'attuale situazione ambientale, di riutilizzare, riparare, riciclare.

Sovente, pertanto, le sculture di Marco Cavalieri assorbono mirabilmente oggetti, parti di scarto, dando ragione a quanto detto in materia da Vittorio Sgarbi “dall'abbandono delle cose c'è la loro rinascita nella forma”

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