LEONARDO SPINAZZOLA SI PRENDE LA SUA RIVINCITA PERSONALE

LEONARDO SPINAZZOLA SI PRENDE LA SUA RIVINCITA PERSONALE

Viso lungo all’andata, sorriso smagliante al ritorno… Spinazzola voleva la Roma e se la sta riprendendo con le unghie e con i denti.

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Fonte immagine Emanuele Gambino

È vero, forse Politano sulla fascia destra, in questo momento, serviva come il pane e, presi dal panico post-Zaniolo, in casa Roma si era disposti a tutto pur di portarlo a casa, anche a sacrificare un elemento come Leonardo Spinazzola.

Ma, alla luce dei fatti, al cambio di rotta di Marotta diciamo grazie, perché lo Spinazzola formato Derby, noi ce lo teniamo stretto.

Già nella partita contro il Genoa, aveva fatto vedere la sua voglia di riscatto giocando una grandissima partita, ma nella stracittadina di ieri sera si è letteralmente superato, rasentando la perfezione e regalando giocate da manuale.

Dopo settimane di affanno, la fascia sinistra torna a volare grazie a lui. Sempre sul punto, difficilmente perde un dribbling e nemmeno una volta tira indietro la gamba quando c’è da recuperare palloni. Quando parte palla al piede si scorda di giocare sulla linea difensiva e arriva quasi sempre oltre la metà campo biancoceleste, scompigliando i piani a un Lazzari attonito e costretto sulla difensiva per l’intera partita. Dal suo piede partono molti cross in direzione dell’area piccola e dei propri compagni, primo su tutti l’assist per Veretout: una pennellata perfetta sprecata, purtroppo, dal francese.

Mai stanco e con una marcia in più (e per fortuna che era rotto…), arretra spesso e volentieri in aiuto dei due centrali, annichilendo in più occasioni un “certo” Ciro Immobile e il compagno di reparto Caicedo.

Fonseca ha avuto il coraggio e l’intuito di mandarlo in campo al posto di un senatore che porta il nome di Aleksandar Kolarov e lui ha dimostrato, senza mezzi termini, che nessuno è inamovibile, che si può contare su di lui per 90 minuti interi e che merita una maglia da titolare.

Non sarà un fenomeno, non sarà indistruttibile, non sarà romano e romanista, ma rimane, sicuramente, una pedina importante di questa Roma 2.0; un giocatore che restituito alla posizione che predilige può fare moltissimo per grinta, caparbietà, velocità e giocate. A rimetterlo ora in panchina o a spostarlo nuovamente sulla destra, c’è veramente da pensarci su.

A questo punto resta solo una cosa da dire: “Grazie Marotta!!”.

Alessia Graffi

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