ROMA – LAZIO, DERBY SUL CAMPO E SUGLI SPALTI

Si sa, la stracittadina della capitale non è un derby qualunque. Non è un derby che si gioca solo in campo. È il derby degli sfottò, del tifo incondizionato, del tutto o niente, delle giocate adrenaliniche… è il derby delle coreografie.

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ROMA – LAZIO, DERBY SUL CAMPO E SUGLI SPALTI

Si sa, la stracittadina della capitale non è un derby qualunque. Non è un derby che si gioca solo in campo. È il derby degli sfottò, del tifo incondizionato, del tutto o niente, delle giocate adrenaliniche… è il derby delle coreografie.

E tale si è presentato anche all’appuntamento di ieri sera.

Un botta e risposta tra le due curve veramente impressionante. Uno spettacolo per le pupille, indistintamente da quale che sia la barricata di appartenenza.

La Curva nord cala una scenografia che richiama alla mente l’arte di Michelangelo Buonarroti e la sua “Creazione d’Adamo”: due dita che si toccano in un mare azzurro appaiono poco la volta a coprire l’intero settore. Ad accompagnare la coreografia e a voler sottolineare, ancora una volta, che loro sono nati prima la frase “La Lazio non proviene da... la Lazio È”.

La Curva sud non si fa attendere e risponde con tutto ciò caratterizza il tifo giallorosso, quel quid in più che ti fa capire ancora una volta (come se ce ne fosse bisogno, poi) che la Roma non è solo una squadra, non è solo giocatori, non è solo una società e tanto meno un’azienda; no, la Roma è amore puro e incondizionato, è passione viscerale, è compagna di vita fedele…la Roma è APPARTENENZA.

Ed eccolo lì, allora, lo stemma degli stemmi che qualcuno ha voluto strappare via ma che il pubblico sembra reclamare a voce alta; eccola la nostra lupa capitolina che padroneggia un’intera curva, con un mare di bandierine rosse e gialle a sigillarne il contorno. E lì sotto, in bella vista, a lanciare un messaggio forte e chiaro a chi ancora questa Roma e il suo tifo non lo ha capito, una delle frasi più belle mai apparsa sugli spalti: “Questo stemma ho nelle vene, questo stemma mi appartiene”.

Questa è la Roma, questa è la Curva Sud.

Alessia Graffi

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