Santi, Balordi E Poveri Cristi

Caratteristica affabulazione teatrale. La recensione di Unfolding Roma

stampa articolo Galleria multimediale Scarica pdf

Vicende fantastiche e piene di immaginazione. Panorama di piccoli Paesi e piazze gremite. Voci, canto e musica inframmezzano la narrazione ironica e diversificata dai ritmi canori.

Flavia Ripa e Giulia Angeloni hanno reso al pubblico uno spettacolo divertente e arioso, dinamismo tra affabulazione e musica.

Banja e Sahrazade sono due cantastorie, scappate da un circo. Protagoniste di Santi, balordi e poveri cristi, vogliono conoscere il mondo a modo loro. Lo stile clownistico è tipico delle loro vesti. Due valigie di cartone compongono la scenografia, dalle quali escono strumenti musicali e dalle quali, le artiste, si nascondono e escono.

La regia è statica, poco articolata, ma la resa ironica e piena di sapore popolare è di grande impatto. Una performance che dona immagini continue, quelle fatte di piazze gremite, gente e piccoli paesi.

Due voci diverse, modulate e ben educate, che si esprimono tra racconti e canti. Flavia e Giulia narrano le vicende de il bambino a due teste, della scimmietta, una storia di carcere e di un innamoramento e di tre vecchie della periferia di Roma.

La musica è un accompagnamento essenziale. Una chitarra, le valigie sulle quali si battono le mani per creare armonia, strumenti a fiato, maracas, uno xilofono, una tastierina a fiato e un bollitore che con un filo metallico crea un’eco vibrazionale che si espande nell’etere.

Un esempio di teatro interattivo dove si mischiano dialetti, fatti tramandati, stornelli, fantasia e vita. Qualcosa di cui riappropriarsi, un mondo da ri-conoscere.

Se la scena fosse stata meno spoglia, ma sempre pulita e aggraziata, e le gestualità un pizzico più accentuate, lo spettacolo avrebbe giovato di energia e fiato maggiori.

Santi, balordi e poveri cristi è vincitore del Festival di Troia, Teatro 2014, ha ottenuto la menzione speciale Asti, Premio Scintille 2014 e il Premio degli allievi giovani realtà del Teatro 2013.

Possiamo dire, finalmente, di aver assistito a uno spettacolo fresco e genuino, nuovo e radioso. Vale la pena andare a sbirciare e ricordiamo che ogni sera le storie saranno diverse e affascinanti.

Lo consigliamo, si ride e ci si sente leggeri.

9 giugno, Il bambino a due teste, Scimmietta e Le tre vecchie

11 giungo, Il bambino a due teste, Scatolotto e Il devoto di San Giuseppe

12 giungo, Il bambino a due teste, La coratella e Le tre vecchie

Roma Fringe festival 2015, 9, 11 e 12 giugno

Annalisa Civitelli

© Riproduzione riservata

Multimedia