Milan 1 - 2 Genoa 08.03.2020

Ibrahimovic non basta. Il Milan cade in casa contro un buon Genoa.

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Brutta prestazione della squadra di Pioli che, ferma da due settimane e senza il pubblico a sostenerla, fornisce una prova scarsa in qualità e concentrazione, andando a perdere punti preziosi sul campo amico. L'unico a salvarsi è lo svedese, non soltanto per il goal che tiene vive le speranze nel secondo tempo, ma per una prova d'impegno totale che dovrebbe essere presa come esempio per tutti.

Stadio vuoto e agitazione dei calciatori già proclamata, come una spada di Damocle sulla testa del campionato di calcio. Questo è il clima in cui si va a giocare Milan - Genoa, una partia che sulla carta sarebbe di grande importanza per entrambe le squadre, con le ambizioni europee dei padroni di casa e le speranze salvezza degli ospiti, ma che in realtà diventa di secondo piano rispetto a quanto sta succedendo nel nostro paese a causa dell'emergenza Coronavirus. Qui però trattiamo di calcio, cercando un po' di normalità, quindi tale sarà l'argomento di quello che sarà il consueto match-report.

Nei rossoneri c'è l'esordio dal primo minuto di Amsir Begovic, portiere arrivato a gennaio per sostituire Reina voluto proprio da Boban, appena licenziato dalla società. In difesa, complice una condizione di Kjaer ancora precaria, tocca ancora a Gabbia affiancarsi a Romagnoli, mentre il resto della formazione rimane quella titolare vista nelle ultime partite. Nei rossoblu, in crescita grazie al lavoro di Nicola, in attacco è confermato titolare Pandev insieme a Sanabria, capace di punire più volte gli avversari odierni due anni fa in Europa League quando vestiva la maglia del Betis.

Parte malissimo il Milan, nel quale alcuni giocatori sembrano non essere scesi assolutamente in campo, già visibilmente poco concentrati dal riscaldamento. Uno di questi è Theo Hernandez, che difatti è protagonista in negativo della rete genoana che arriva pochi minuti. Il francese si fa infatti saltare come un birillo proprio da Samabria, che mette al centro per Pandev e l'ex-interista anticipa tutta la difesa avversaria andando ad infilare da pochi passi il portiere avversario.

Il goal segnato praticamente a freddo permette agli ospiti di chiudersi a riccio e provare a giocare negli spazi lasciati da un Milan proiettato in avanti alla ricerca del pareggio. Ciò nonostante, ad andare vicino al goal per ben due volte sono proprio i rossoneri. La prima occasione nasce da un grande lancio di Calhanoglu che libera Ibrahimovic sul filo del fuorigioco: lo svedese lascia rimbalzare il pallone e colpisce di testa, ma trova la respinta di un Perin molto freddo e concentrato. Pochi minuti dopo i due protagonisti si invertono di ruolo ed è il turco a trovarsi davanti alla porta dopo un bel triangolo col suo compagno di squadra, ma anche questa volta l'estremo difensore rossoblu è perfetto nel chiudere lo specchio della porta.

A dispetto del risultato, nelle fasi centrali del primo tempo sembra esserci una sola squadra in campo ed è il Milan. I rossoneri attaccano con quasi tutti gli effettivi, riversandosi verso l'area avversaria, ma viene sempre a mancare la qualità nell'ultima giocata: quella che dovrebbe portare al goal. Una rete che invece trova ancora il Genoa che quando mancano cinque minuti al duplice fischio mette in piedi una ripartenza di lusso, conclusa da Cassata che premia la bella giocata di Schone che con un colpo di tacco aveva prolungato il cross di Biraschi. Gli ospiti non faranno un grande gioco, ma sono maledettamente concreti e scendono negli spogliatoi in vantaggio di due reti.

Nessun cambio all'intervallo e prosegue il copione del primo tempo, con il Milan che senza l'auto del proprio pubblico sembra faticare a trovare le forze per reagire in maniera concreta. Pioli prova a strigliare i suoi, che in qualche modo cercano di mantenere la giusta propensione offensiva, ma i continui errori precludono la costruzione di azioni pericolose. E' a questo punto che l'allenatore prova a cambiare qualcosa e lancia nella mischia Leao e Bonaventura, rispettivamente al posto di Rebic e Calhanoglu. Nicola risponde inserendo Sturaro al posto di Schone: una scelta comprensibilmente difensiva.

I nuovi ingressi non sembrano dare grande linfa vitale alla loro squadra, che addirittura col passare dei minuti sembra lentamente spegnersi. L'unico a provarci sempre è Zlatan Ibrahimovic, dall'alto dei suoi trentotto anni di età e in risposta a chi dice che avrebbe smesso di impegnarsi dopo i recenti problemi che hanno visto coinvolto Boban, la persona che l'aveva riportato in Italia. Ci si chiede a questo punto come mai non venga nemmeno provata la carta Paquetà, in una situazione dove serve certamente più estro che equilibrio, ma evidentemente con lui c'è qualche problema oscuro per noi comuni mortali.

E' proprio lo svedese a riaprire la partita quando sembrava tutto finito, ad un quarto d'ora dalla fine del tempo regolamentare. Tutto nasce da un tiro di Bonaventura, respinto da Perin, su cui l'attaccante rossonero si avventa come un falco sulla preda e va ad insaccare accorciando le distanze. A questo punto il Milan si fa avanti senza paura con tutti gli effettivi, non avendo nulla da perdere e mette paura al Genoa che si ritrova a difendersi praticamente all'interno della propria area di rigore.

Il forcing dei padroni di casa però non porta a nulla, anche a causa di un po' di stanchezza che nei minuti finali porta via lucidità. I rossoblu possono quindi festeggiare la conquista di tre punti fondamentali su un campo difficile, in attesa di sapere se la stagione proseguirà in maniera normale o ci aspetta qualche altro colpo di scena come una sospensione temporanea o definitiva del campionato.

I TOP E I FLOP DEL MATCH:

In un brutto Milan, oggi sono venuti a mancare proprio quelli che solitamente erano i trascinatori: Theo Hernandez, Calhanoglu e Rebic. Il terzino ha commesso i soliti errori in fase difensiva, senza dare apporto in quella offensiva. Il turco si è fatto vedere solo in due occasioni, sbagliando anche un goal abbastanza clamoroso ed il croato è sembrato quello lento di inizio stagione. Il migliore è indubbiamente Zlatan Ibrahimovic, che non smette mai di lottare.

Nel Genoa la palma del migliore è contesa dai due attaccanti: Pandev e Sanabria. Una coppia di qualità ed esperienza che sembra avere colmato il vuoto lasciato dall'infortunio di Kouame. Benissimo anche Perin, che di certo non è una novità, così come Schone. Sugli scudi anche Cassata, non solo per il goal.

FORMAZIONI UFFICIALI:

Milan (4-2-3-1): Begovic; Conti (91' Calabria), Gabbia, Romagnoli, Hernandez; Kessié; Bennacer; Castillejo, Rebic (57' Leao); Calhanoglu (57' Bonaventura); Ibrahimovic. All. Pioli

Genoa (3-5-2): Perin; Romero, Soumaoro, Masiello; Biraschi, Cassata, Schone (57' Sturaro), Behrami (62' Jagiello), Criscito; Sanabria, Pandev (79' Pinamonti). All. Nicola

Matteo Tencaioli

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