Carlo Bianchessi

La risata è la musica dell'anima.

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Oggi per l'art magazine Unfolding Roma c'è Carletto Bianchessi, affascinante e straordinario comico sempre pronto a farci divertire con la sua fantastica simpatia! 

"La passione. Solo la passione è l'anima e la benzina del nostro lavoro"

Com'è nata questa passione per la comicità e cosa ti ha spinto a crederci davvero? 
La passione per la comicità e' nata sin da giovane guardando e ammirando i film comici e mi ha spinto la fantastica idea di incontrare i maestri della comicità e della commedia italiana.
Da dove prendi spunto per i tuoi spettacoli? 
Lo spunto essenziale lo colgo dalla quotidianità di quello che accade intorno a me. Tutti i giorni per inventare e scrivere battute nuove. 

 

Perché la gente dovrebbe guardare i tuoi spettacoli? 
Penso che i miei spettacoli ispirino gioia e regalino una scintilla di felicità e di riflessione per un vasto pubblico che interviene numeroso ai miei spettacoli. 
Hai preso spunto o ti sei ispirato a qualche grande comico oppure è stata tutta farina del tuo sacco?

 

I comici americani compresi quelli italiani sono fonte di nuove ispirazioni. Ovviamente ci metto del mio per completare un monologo o inventare uno stile sul palcoscenico di scrittura che mi sia riconoscibile e identificabile in quello che racconto.
Come può essere definito il tuo stile?
Il mio stile e' prettamente basato sull'assurdo e sui paradossi del nonsense ai quali mi sono principalmente applicato e dedicato.
Debutto a soli 22 anni al Derby Club di Milano, cos'hai provato quando sei salito sul palco la prima volta, eri molto emozionato? 
Il mio debutto e' stato nel tempio del cabaret ovvero al Derby club di Milano dove sono nati:Jannacci Gaber Boldi Teocoli Abatantuono Faletti e molti altri. Sinceramente ero emozionato. E come non esserlo ed ho provato un'emozione incredibile. 
Hai recitato nel film Anni 90 seconda parte con Boldi e De Sica, come ti sei trovato con loro e che cosa ti ha trasmesso questa esperienza cinematografica?
Ho partecipato a numerosi film con la regia di Oldoini e Vanzina e sono molto attaccato artisticamente a De Sica e Boldi nel film Anni 90 parte seconda. Mi hanno regalato una bellissima esperienza ed ho imparato molti trucchi compresa la recitazione con la macchina da presa. 
Preferisci la dimensione televisiva, teatrale o il cinema?
In cima metto il teatro. Poi il cinema e per ultimo la televisione. E' un mio parere personale che scaturisce dopo tanti anni di lavoro ed esperienze acquisite nel mondo dello spettacolo.
Ogni anno partecipi a Zelig ma hai anche partecipato a Colorado, quali sono le differenza tra i due programmi? 
Sono esattamente due varietà di comici opposti tra di loro sia nella presentazione dei personaggi e nella scrittura dei testi.

 

Come ti sei trovato a lavorare in un programma seguito da tante persone? 
Quando partecipi a un programma di successo e ti vedono milioni di persone diventi chiaramente visibile e il pubblico ti riconosce per la professione che eserciti. 
Qual'è la cosa che ti soddisfa di più nel tuo lavoro?
La soddisfazione di rendere felice le persone e regalare un sorriso agli uomini di buona volontà e alle persone che soffrono ed hanno bisogno un po' di conforto umano.
Cosa ne pensi di quei cabaret che fanno ridere la gente prendendo in giro gli stessi spettatori?
Penso che sia uno stile che abbiamo importato dall'America dai commedians. Funziona e al pubblico piace essere protagonista. 
È diverso fare cabaret davanti a un pubblico senza telecamere e con le telecamere?
Con le telecamere lo show e' confezionato ed appropriato per un pubblico televisivo. Senza telecamere diventa un live e le risate e le emozione sono vere ed autentiche. 
Autore dei propri testi che parlano di cose attuali ma con un tocco di comicità, spiegaci questa scelta.
Autore di tutta la parte scritta che concerne la struttura dei miei spettacoli. Regia compresa. Il tocco della comicità lo percepisci quando inventi e scrivi una battuta e la gente ride e la apprezza incondizionatamente. Infatti sono un comico mica da ridere. 
Arriva l'estate e con lei anche la tournée estiva, 'Sono pazzo... E allora?' Spiegaci il perché del titolo e come si sviluppa la tournée 
Ogni volta che si presenta l'estate parte la mia tournée estiva che tocca un po' tutte le località di vacanza e i vari festival del cabaret. Il titolo simbolico spiega in chiave comica la follia e la pazzia attuale ribaltando la realtà' che ci circonda in comicità colma di energia e positività'. 
Ci sono in programma nuovi progetti per il futuro? 

I progetti sono tanti. Uno in particolare riuscire a portare in teatro tutti i miei personaggi che ho costruito durante il corso della carriera. 
Cosa consiglieresti a chi vuole approcciarsi al mondo del cabaret e della comicità?

Consiglio di frequentare i vari laboratori di cabaret di Zelig e Colorado sparsi in tutta Italia.
Più di 30 anni di carriera e fondatore del caffè teatro di Verghera, dove hanno fatto il proprio esordio molti comici come Ale & Franz, Aldo Giovanni e Giacomo.. Come ci si sente ad essere fondatore di un locale che ha dato vita a molti dei comici che fanno ridere tutta Italia? 
Onorato e felice di appartenere a questa realtà artistica e storica di un locale che ha dato i natali agli attuali e futuri comici. 
Fare il comico è comunque un lavoro faticoso, c'è dietro molto lavoro impegno e costanza.. Voi comici vendete emozioni, spiegaci il significato e cosa si prova nel far ridere la gente 
Ogni comico e' in conflitto con se stesso. Porta con se' i viaggi..le persone e i posti in cui si esibisce. L'emozione del far ridere rappresenta la parte interiore ed intima che si espone all'ennesima potenza e non ti risparmi nel donare tutto te stesso per il completamento professionale ed euforico. 
Ecco una tua frase riflessiva.. Bisogna studiare, bisogna scrivere.. Perché? 
Come tutte le professioni e tutte le passioni che vanno coltivate bisogna studiare la materia e scrivere moltissimo per essere originali per regalare al prossimo le famose emozioni e ricevere il calore e l'applauso di chi ti ascolta. 
È strano come una persona famosa come te abbia così tanta confidenza con uno sconosciuto nel parlare al telefono e nel concedersi a un intervista prendendola come una cosa normale.. Non capita tutti i giorni, ed è anche un po emozionante quanto accaduto, forse perché Carletto è diverso dagli altri puoi spiegarci come mai? 
La differenza la fa il cuore e la semplicità. Aprirsi agli altri e' sinonimo di conoscenza e di rispetto. La simpatia abbinata all'empatia crea un effetto devastante e pieno di gioia nella comunicazione e nella presa di coscienza la quale aumenta la consapevolezza di essere prima un uomo e un'artista a 360 gradi. 

 

Ringraziamo Carletto per la sua disponibilità e per la sua spontaneità nel aver reso possibile questa intervista, e grazie per averci invitato al suo prossimo spettacolo a Verghera, sarà un onore per noi essere presenti!

Giada Del Priore & Valerio Mirata


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