Apogeo Spring Contest 2015

Quattro validi progetti musicali dei quali sicuramente sentiremo vibrarne ancora le melodie.

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“Napul è mille culur”così cantava Pino Daniele, indiscusso idolo dei partenopei, forse, suo pari solo Diego Armando Maradona. Ieri sera però nei vicoli di Napoli non c’era nessun pallone da rincorrere ma tante note che si sprigionavano nell’aria. In una piazza piena di giovani, addetti al settore e semplici curiosi, si è svolta la finale dell’Apogeo Spring Contest 2015.

Ieri sera Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli è stato il fulcro della musica emergente, di chi crede nel proprio lavoro e nei propri sogni, di chi ha deciso di crederci fino in fondo.

Coloro che hanno deciso di scommettere più di tutti su questi artisti emergenti sono stati Andrea De Rosa e Fabrizio Caliendo, il primo presidente dell’etichetta discografica promotrice del contest, l’altro proprietario dell’art bar Kesté, storico locale partenopeo che ha ospitato l’intera manifestazione.

Ma conosciamo più da vicino queste due realtà. Il Kestè è da sempre punto di incontro per i giovani universitari e non solo, grazie alla sua posizione strategica nel cuore storico di Napoli. Locale non grande e senza pretese, ma caratterizzato da un’atmosfera molto accogliente che ha fatto degli eventi musicali e non, il suo punto di forza. Al punto da ideare e dedicare dei drink ai diversi musicisti che con la loro musica hanno intriso le mura del Kesté.

Ad ideare il contest l’etichetta discografica sociale Apogeo Records. nata nell’ambito dal progetto “Musica e Nuove Tecnologie” di L’Altra Napoli ONLUS, avviato nel 2010 grazie al finanziamento della Fondazione Telecom ed al sostegno di IBM, con il quale è stato possibile realizzare uno studio di registrazione all’avanguardia, nel cuore del Rione Sanità: il Sanità Music Studio, collocato nella suggestiva cornice seicentesca della Basilica di San Severo, messa a disposizione dall’Arcidiocesi di Napoli.

Gli artisti che si sono sfidati per quasi tre mesi sono stati tanti e c’è stata musica per tutti i gusti. Alla finale di ieri sera sono approdati in quattro: Bludiklein, Antonio “Padu” Paduano, Novaffair e Roberto Ormanni Quartet. Quattro stili diversi tra loro: abbiamo potuto ascoltare la musica d’autore di Padu, le note rock dei Bludiklein, la musica hard pop dei Novaffair ed il folk rock di Roberto Ormanni Quartet. Ad ognuno trenta minuti per dimostrare il proprio talento.

Ad aprire la serata Padu. Il suo è un acoustic pop cantautorale “La mosca nel caffè” è un pezzo che esprime l’inquietudine di quando ti capita una cosa bella e devi fare i conti con l’imprevisto spiacevole che rompe l’incanto. “Sono vivo nel sogno piuttosto che in questa realtà” è un verso di Apolide, il brano che chiude il suo set ed è la frase che maggiormente descrive la sua anima.

Completamente diverso il set dei Bludiklein in stile, genere e tematiche. Il loro rock è duro e racconta di una Napoli “che tutto dà e tutto toglie” in Argini, fino alla apprezzata cover “A sangue freddo” che racconta l’omicidio di Ken Saro Iwa “il poeta”.

I Novaffair, terzo gruppo in gara, è un tuffo nella migliore tradizione brit pop. La loro “Londra” non ha nulla da invidiare ad uno di quei pezzi pop che impazzano nelle radio mettendo d’accordo il pubblico pop quello più alternative.

Ultimo gruppo ad esibirsi i Roberto Ormanni Quartet che coinvolgono il pubblico sin alla prima nota. La piazza, così vasta, diversa ed eterogenea si riunisce ballando fino alla fine del loro set, fatto di folk cantautorale che maschera spensieratezza ma racconta storie irte di pathos e dura realtà.

Onore ai vinti, chapeau al vincitore. La giuria tecnica composta da Andrea De Rosa, Fabrizio Caliendo, Rock Events e Claudio Poggi di Cla-po records, ha decretato la vittoria di Roberto Ormanni Quartet, il quale si aggiudica una produzione discografica curata dal Sanità Music Studio e la realizzazione di un Videoclip per il lancio del prodotto discografico.

Ma anche il pubblico ha avuto la possibilità di decretare il proprio vincitore e come, raramente accade, pubblico e giuria hanno espresso voto unanime. A Roberto Ormanni Quartet è andato anche il premio di un live al Kestè.

La manifestazione ha rappresentato l’inizio di una collaborazione tra L’altra Napoli ONLUS, connessa visceralmente ad Apogeo Records, e l’associazione Artéteka, emanazione “social” del Kestè e del suo fondatore, Fabrizio Caliendo, che dal 2004 lavora costantemente per la riqualificazione dell’area del Decumano del Mare. Questo sodalizio  vedrà in futuro l’organizzazione di eventi e manifestazioni culturali per il sociale, in primis l’incontro pubblico “Decumano del Mare, ieri oggi….e  domani?” che si terrà a luglio nella Basilica di San Giovanni Maggiore e che verterà proprio sullo sviluppo del neonato Decumano battezzato "del mare" proprio da Fabrizio Caliendo, idea accolta dal territorio e dalle Istituzioni.

Di questa piacevole serata resteranno tante cose: una bella atmosfera, un pubblico partecipe, una buona organizzazione ma soprattutto quattro validi progetti musicali dei quali sicuramente sentiremo vibrarne ancora le melodie perché la musica, quella fatta con passione, trova sempre la strada giusta da percorrere. 

Sara Grillo e Carmine Della Pia

nella foto: Roberto Ormanni Quartet 

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