Col Favore Delle Tenebre Arriva La Toppa Del Decreto Bonafede.

Col Favore Delle Tenebre Arriva La Toppa Del Decreto Bonafede.

Per evitare guai al governo e per rimediare allo scandalo delle scarcerazioni, l’ex dj, ora ministro, si inventa un frettoloso decreto notturno.

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Se fossimo a scuola, se fosse possibile sottoporre a votazione il lavoro di questa classe politica improvvisata, avremmo assistito ad una punizione esemplare per un governo che ha consentito scarcerazioni di boss detenuti al 41 bis, salvo poi rimangiarsi il provvedimento solo per mero opportunismo politico, a salvaguardia delle poltrone.

La questione sarebbe arrivata in parlamento, istituzione peraltro ignorata dal governo, che ha agito a colpi di fiducia e di innumerevoli DPCM, con il rischio di far cadere questo esecutivo che ha gestito le emergenze sanitarie ed economiche causate dal virus, con un raro dilettantismo.

Ora, il decreto con cui il governo fa retromarcia sulle scarcerazioni, consente di risistemare gli equilibri all’interno della maggioranza, disinnescando la mina della sfiducia ma trasformandosi in preziosa merce di scambio per quelle fazioni politiche che, pur all’interno della coalizione di governo, reclamano concessioni sulla regolarizzazione dei migranti, il nuovo argomento con il quale tengono in scacco l’esecutivo.

Come non pensare che questo passaggio notturno serva ad aggirare i problemi di una maggioranza eterogenea e litigiosa? Come non pensare all’opportunismo renziano che usa l’opposizione per ottenere concessioni dal governo di cui farebbe parte, minacciandone la stabilità?

Quindi arriva il decreto notturno, approvato dal consiglio dei ministri, che emana urgenti misure destinate a monitorare le detenzioni domiciliari concesse, dallo stesso governo, per motivi connessi all’emergenza Covid-19.

In particolare, essendosi accorti di aver concesso gli arresti domiciliari a persone detenute per reati di criminalità organizzata di tipo mafioso, terroristico, per delitti legati al traffico di sostanze stupefacenti ma anche a detenuti sottoposti al regime previsto dal 41-bis, il signor Bonafede riavvolge il nastro e dispone che lo stesso magistrato di sorveglianza che ha adottato il provvedimento, valuti la permanenza dei motivi entro quindici giorni dal provvedimento adottato e che lo faccia, successivamente, ogni trenta giorni, revocandolo, nel caso, solo dopo aver ascoltato il parere dell’autorità sanitaria regionale e dopo aver verificato la disponibilità di strutture penitenziarie o di reparti di medicina adeguati, all’interno dei quali possa riprendere la detenzione in sicurezza.

Una toppa ad uno scandalo che rischiava di travolgere il governo, ma che ci costerà, lo scommettiamo. Renzi e Bellanova sono già pronti a riscuotere alla cassa di Palazzo Chigi. Sarà un’altra, ennesima beffa per i grillini che oggi, sul decreto Bonafede esultano dichiarando che “la musica è cambiata".

Peccato che a suonarla sia un’orchestra di incapaci e uno scarso dj prestato alla politica.

Di Massimiliano Piccinno

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