Un Suggerimento Musicale Per Trascorrere Serate In Famiglia

Un Suggerimento Musicale Per Trascorrere Serate In Famiglia

L’interessante e originale iniziativa di Padre Massimo Lapponi dedicata ai giovani

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Se da un lato è vero che la triste quarantena che stiamo attraversando ci ha portato a vivere un tempo quasi surreale, dall’altro ci ha permesso di poter godere ed apprezzare meglio questo tempo all’interno della nostra famiglia e con i nostri affetti più cari. In molti casi si è riusciti a trasformare questo tempo quasi senza confini in un dono, da cui ripartire per ricostruire la nostra vita introducendo in essa un’attenzione rinnovata per tutto ciò che educa la nostra mente ed eleva il nostro spirito.

Un bellissimo esempio di tutto ciò ce lo ha fornito Padre Massimo Lapponi con le sue Serate in famiglia, in cui a giorni alterni vengono pubblicate esecuzioni musicali di grandi artisti e commentate da Massimo Lapponi con la consulenza di studiosi di storia della musica, dedicate in modo particolare proprio ai giovani, la cui educazione musicale viene considerata da Padre Lapponi troppo trascurata e poco apprezzata: “vorremmo scoprire insieme come rischiarare e rallegrare le nostre dimore, approfittando delle attuali dolorose circostanze che ci costringono a restare per lungo tempo in casa … La musica è un elemento fondamentale dell’esistenza. Essa, infatti, forma profondamente il nostro modo di sentire e perciò tutto il nostro orientamento. Per questo la musica dovrebbe avere un ruolo primario nell’educazione dei piccoli e dei giovani.” (Padre Massimo Lapponi – Serate in famiglia I).

Padre Massimo Lapponi è monaco benedettino di una storica ed importante abbazia, quella di Farfa, un caratteristico paese del reatino. Teologo e autore assai prolifero è anche ideatore di un sito web dedicato al rinnovamento teologico benedettino e alla dimostrazione dell’applicabilità della regola monacale nelle quotidiane attività della famiglia.

L’ascolto e la lettura delle Serate in famiglia risulta quanto mai piacevole, molto istruttivo e ben strutturato. Inoltre, l’attenzione che viene posta ai commenti dei brani scelti per la pubblicazione a giorni alterni rendono la lettura e l’ascolto quanto mai chiari completi, precisi e adatti ad un vasto pubblico di tutte le età. Ci si compiace inoltre della scelta da parte di Padre Lapponi della consulenza di professionisti della musica anche laici, come ad esempio la professoressa Fiorella Galliani, musicista, musicologa e studiosa di storia della musica, che nelle ultime pubblicazioni, divenuta stretta collaboratrice di Serate in famiglia, ha avuto modo di confrontarsi in modo molto stimolante con l’autore, facendo affiorare un elaborato che offre all’ascolto un più ampio respiro ed apre ad un pubblico più giovane, al quale sono appunto principalmente dedicate tutte le pubblicazioni.

Lo stesso Padre Massimo Lapponi scrive in Serate in famiglia XIII: “Questa serata sarà forse la più difficile del nostro programma – difficile per gli ascoltatori, ma non meno per chi deve proporla. La difficoltà nasce non solo dalla materia che sarà oggetto di questa serata – cioè la musica contemporanea, che, come si è accennato, è estremamente problematica – ma anche dalla mancanza di un accordo sulla sua valutazione. Questa discordanza non riguarda soltanto la divergenza del mio personale giudizio – cioè del giudizio di un non professionista – da quello della nostra validissima collaboratrice, la docente di musica Fiorella Galliani. Se la diversa opinione si limitasse a questi due soggetti, ovviamente si dovrebbe dare la preferenza al giudizio della persona più professionalmente preparata. Ma in realtà il disaccordo su questo punto è molto diffuso, e non da oggi, anche tra gli “addetti ai lavori” più preparati” (Padre Massimo Lapponi)

A ben vedere in tutte le 24 Serate in famiglia pubblicate fino ad ora, nulla era poco complicato e scevro da problematiche. Si sono trattati artisti come Beethoven, Vivaldi, Mascagni, Hendel, Rossini, Stravinsky, Mozart e molti altri anche meno noti ai più, ma non per questo di più facile approccio emotivo e musicologico. Dunque, ecco forse un limite delle bellissime pubblicazioni Serate in famiglia: una limitata apertura alla contemporaneità dello studio dell’ascolto e dell’insegnamento musicale.

La musica è nel mondo e lo pervade, lo trasforma, lo traduce in tutte le sue epoche e, come ci mostrano tutte le principali teorie pedagogiche ed educative, per far sì che i più giovani seguano, imparino, apprezzino e facciano proprio ciò che desideriamo insegnare e far comprendere è proprio al loro mondo che dobbiamo aprirci. Come disse Papa Giovanni XXIII: “Molti oggi parlano dei giovani; ma non molti, ci pare, parlano ai giovani”. Pensiamo ad esempio a quanto grande ed importante sia stata l’attenzione posta dal Santo Padre Giovanni Paolo II proprio alla musica per i giovani, i concerti che vennero da lui organizzati attirarono masse di ragazzi da tutto il mondo, cantanti e musicisti di musica leggera e classica si alternarono sia nelle toccanti esibizioni nell’Aula Paolo VI, sia nelle maggiori piazze di tutto il mondo. I giovani erano la grande risorsa culturale, artistica e musicale di uno dei pontefici più amati e carismatici della storia contemporanea ed è proprio a questo modo d’intendere la musica che Fiorella Galliani si rifà, insistendo sull’apertura verso tutti gli stili musicali più moderni, che permettano di portare all’attenzione di un pubblico giovane non solo i classici, ma anche i grandi nomi della musica moderna e contemporanea. Toccare “le corde musicali” del cuore dei ragazzi non è compito facile, data anche la scarsa attenzione e considerazione che viene posta a questa materia nelle scuole primarie e pressoché nulla nelle scuole superiori. Se non si è disposti poi ad eliminare anche alcune storiche ed arcaiche barriere, il risultato sarà davvero scarso e di pieno godimento solo per gli “addetti ai lavori”. Penso in questo senso ad esempio ai giovani che frequentano accademie e conservatori.

Ecco dunque anche l’importanza della calibratura dell’espressione del giudizio di valore nell’insegnamento musicale diretto ai giovani: sarà necessario che essi conoscano e scoprano tutta la musica per poi suddividerla in bella e brutta, prima che in sacra e profana.

In ogni caso è davvero un lavoro grandioso quello svolto da Padre Massimo Lapponi nelle sue Serate in Famiglia: l’attenzione, la cura del particolare, il calcolo esatto dello spazio musicale occupato dall’autore trattato e la scelta dei musicisti esecutori, la perfetta alternanza fra ascolto e lettura con note storico-critiche, che niente sarebbero se la cultura musicale di Padre Lapponi non fosse così estesa, sebbene egli si autodefinisca un non addetto ai lavori.

Insomma, per capire quanta importanza abbia poter insegnare e far comprendere tutta la musica potremmo citare una frase di Felix Mendelssohn:“Persino la più piccola frase musicale può assorbire e trasportarci via dalle città, dai paesi, dal mondo e da tutte le cose terrene. È un dono di Dio”. In questo senso va visto a parer mio l’operato di Padre Massimo Lapponi, che si propone di riempire i vuoti dell’anima di questa quarantena, con il potere della musica.

di Barbara Simona Gottardi

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