L’una Dell’altra

Sto in silenzio per ignorare il silenzio. La recensione di Unfolding Roma

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La gioventù, le sue mancanze, le sofferenze e i rapporti con i genitori. Energiche urla sputate al vento, uno sfogo. Ma chi ascolta? La compagna trovata, distante di carattere e di fisionomia, ma con un’anima simile e introversa. Anche nelle differenze ci si incontra.

Sono le 5 del mattino. Due ragazze all’uscita di una discoteca qualunque si incontrano. Alla periferia di una città le aspetta una panchina e l’eterna attesa del notturno. Una taciturna, Pina, l’altra schiaffa dirompente energia sul mondo, Lucia, ma per tutti, Lucy.

Lontane ma vicine. Le stesse sofferenze le logorano e l’incontro è sputare le parole addosso alla vita, a chi le ha messe al mondo, a chi è morto, a chi desiderano ci stia. Un’apnea che le affoga. Una istrionica, come un gabbiano perlustra il mondo, poi quando lo vuole conoscere scende giù, ne sente l’odore e fugge ancora lassù, nel blu che il cielo riserva. L’altra passionale soffre l’abbandono, trattiene tutti, fa le fusa come i gatti, ma fare il viaggio verticale l’incuriosisce.

Valentina D’Andrea e Flavia G. de Lipsis interpretano L’una dell’altra. Un viaggio di conoscenza quasi come un intercalare tra sorelle. Ci si specchia nella disuguaglianza dei caratteri, dell’aspetto fisico, nel modo di vivere la vita.

Lo spettacolo è scritto e diretto da Valentina D'andrea e grazie alla Compagnia La Ruelle ha partecipato al Roma Fringe Festival 2015 il 22, 24 e 26 giugno, Palco B. La serata del 27 giugno ha fornito l’opportunità di ave ri-visto la performance facendo entrare molto altro ancora, l’incolto da coltivare e far maturare.

Uno snodo di binari che portano in varie direzioni. C’è da scegliere. La vita moderna, movimentata e piena di apparenza per mancanze da colmare o quella della casta e pura che vorrebbe uscire dal nido dove trova protezione. Confronto di bellezza.

Un flusso dirompente di parole e di pensieri è passione. Si è felicità, tristezza, gioia, istinto, momenti, ispirazione, osservazione, mare, paura, poesia. La pioggia che schizza e una pedalata in bicicletta. Le metafore la poetica le assembla, le fa sue, per vincere la paura di vivere il tempo, come nuotare e affrontare il farcela da sole.

Ci si perde, anche qui, sul sociale. La voglia di eluderlo, ma sempre presente è. I social network, la religione, Dio, ci si crede o no, i problemi familiari, i rapporti con i genitori, la morte, i ricordi, la nostalgia, il lavoro, le speranze denudate, l’assecondare le scelte con l’adattarsi ai giorni.

Un trasporto nel quale è facile riconoscersi. Perdersi nelle frasi così poetiche è annaspamento. Una verità spiazzante, da ambo le parti, la quale non pensa né alla pesantezza delle parole né alla crudezza di esse. E’ tutto espresso. Perché dire è buttare fuori. Essere anoressiche di amore e bulimiche del sesso maschile.

Si respira l’odore dell’insieme e della purezza della gioventù che vive con pesi addosso e senso di invisibilità. Poi, con chi si parla? Da chi si viene ascoltati?

Sono urla, per non dimenticarle. Perché le cose, se si ripetono a voce alta non si scordano. Contesto di organizzazione metabolizzato grazie alle regole sociali e familiari imposte. Seguirle.

La libertà è la contrapposizione e l’orgoglio di provare a essere vincenti, è sentirsi gli occhi addosso, quelli degli uomini, perché quelli di Dio non si possono vedere. Necessità di facilità estreme per non immergersi nei puri sentimenti. Così, nel corso degli eventi, ci si trasforma un poco con semplicità per sentire il vento, essere tutto, danza e vita, e lasciarsi andare, anche, all’esplosione di un sesso giusto e da respirare.

Un esaustivo lavoro di ricerca ha portato Valentina D’Andrea a immergersi in studi incentrati sulla Bioenergetica. Ne vengono fuori due figure patologiche che la società di oggi produce e, a livello tecnico, definite covert, tutta dentro e overt, tutta fuori. Esattamente come le due protagoniste e come i loro baci, elargiti per cercare di fermare le persone e trattenuti in bocca. Conseguenza della loro nascita, da madri diverse e quasi a completare un rapporto a X. Chi sta in silenzio dona parola dirompente a una, il caos della stessa sviluppa silenzio nell’altra.

La capacità di trovare equilibrio è conquista, richiede coraggio e umanità. Ascolto rivolto.

Disegno luci Silvia Crocchiante

Annalisa Civitelli

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